Più navi, più mezzi aerei e una presenza europea da aumentare "in modo sostanziale" nel Mar Rosso. Kaja Kallas, come preannunciato, ha messo nero su bianco la necessità di rafforzare Aspides e ha portato la questione direttamente sul tavolo dei Ventisette. Nella lettera ricevuta oggi dalle delegazioni degli Stati membri e di cui ANSA ha preso visione, l'Alta rappresentante avverte che, di fronte al deterioramento della situazione a Bab el-Mandeb, "abbiamo bisogno di più assetti navali e aerei, adeguatamente equipaggiati", comprese maggiori capacità per assicurare la "protezione ravvicinata". È il primo seguito concreto al pressing italiano per potenziare la missione Ue e apre ora il capitolo più difficile: tradurre la richiesta italiana e l'invito di Kallas in contributi effettivi degli Stati membri.
"Eunavfor Aspides continua a sostenere la libertà di navigazione attraverso Bab el-Mandeb sulla base degli assetti forniti dagli Stati membri", ricorda Kallas. Ma, aggiunge, "nell'attuale contesto di accresciuta insicurezza dobbiamo essere in grado di aumentare in modo sostanziale la nostra presenza, per garantire che l'operazione possa svolgere pienamente il proprio mandato". La richiesta arriva dopo la lettera con cui il ministro della Difesa Guido Crosetto aveva sollecitato un rafforzamento di Aspides, mentre l'Italia continua a garantire con la fregata Carlo Bergamini una parte importante delle scorte ai mercantili attraverso lo stretto. Gli scenari che si aprono sono sostanzialmente due. Il primo è che altri Paesi europei decidano di mettere direttamente a disposizione propri assetti navali. Il secondo è che sia l'Italia a incrementare ulteriormente il proprio contributo oltre alla Bergamini. In questo caso, però, Roma chiede che il relativo onere finanziario venga condiviso tra i Ventisette.
Eventuali ulteriori invii di navi italiane richiederebbero comunque i necessari passaggi istituzionali nazionali.
Nell'area di Bab el-Mandeb la Francia dispone intanto di due unità navali, non impegnate in Aspides, che svolgono anche funzioni di scorta per i mercantili francesi. In passato anche l'Olanda aveva manifestato disponibilità a fornire navi per lo Stretto di Hormuz, dove tuttavia la situazione resta in stallo.
Il nodo politico è ora capire fino a che punto gli Stati membri considerino strategico e prioritario il transito a Bab el-Mandeb e siano disposti a contribuire al rafforzamento della missione, mettendo propri assetti o condividendone maggiormente i costi.
È la questione che Kallas affida direttamente ai Ventisette.
Nella lettera invita infatti gli Stati membri, in vista delle prossime riunioni del Consiglio Affari esteri in formato Difesa il 28 settembre e poi del Consiglio Affari esteri il 12 ottobre, a indicare "possibili azioni" che l'Ue possa intraprendere contro la nuova minaccia, comprese quelle che potrebbero essere affidate alle due operazioni navali europee nella regione, Aspides e Atalanta. L'urgenza indicata da Kallas nasce dal nuovo equilibrio sul terreno: la conquista da parte degli Houthi del porto di Mokha, dell'isola di Perim e delle isole Hanish ha aumentato la loro capacità di pressione su Bab el-Mandeb, creando "una seria minaccia alla sicurezza marittima lungo una rotta di transito internazionale fondamentale". E questo sta già producendo conseguenze sulle catene di approvvigionamento europee e potrebbe pesare ulteriormente su economie già colpite dall'aumento dei prezzi dei carburanti.
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