Joe Bastianich, il figlio Ethan apre Wingstop a Milano: «Il mio debutto con le ali di pollo, però amo mondeghili e panettone»

2026/09/24

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La dinastia Bastianich non si riposa. Adesso tocca a Ethan, terzogenito di Joe, che si cimenta con le alette. Quelle di pollo di Wingstop, catena texana con oltre 3000 locali nel mondo, sbarcata poche settimane fa in via Dante, primo avamposto italiano.
La famiglia Bastianich è un colosso della ristorazione. Dall’Istria negli anni 50 Felice e Lidia emigrarono negli Usa dove qualche anno dopo si sono conosciuti e innamorati, costruendo un impero partito con il loro primo ristorante a New York. Lidia è diventata una famosissima chef, anche autrice di libri e conduttrice tv, fondando ristoranti di successo a Manhattan. Poi il figlio Joe, che ha ampliato il business di famiglia, gestendo decine di ristoranti in tutto il mondo, producendo vino e diventando un noto personaggio televisivo (giudice di MasterChef, conduttore di Foodish, musicista e altro). Ora debutta suo figlio ventiquattrenne Ethan con Wingstop con una proposta già testata in anteprima a febbraio durante le Olimpiadi invernali, ottenendo grande successo.

Le ali di pollo in ogni salsa


Le ali di pollo sono fritte e preparate al momento, glassate o condite a mano dopo la cottura, dalla croccantezza e succosità irresistibili, proposte in un menu di dieci varianti - dalla più delicata alla più piccante - accompagnate da patatine speziate e salsa ranch. Tra le varie proposte, la ricetta tropicale Hawaiian, e poi tra gli altri il gettonatissimo Lemon Pepper, il cremoso Garlic Parmesan (con Parmigiano Reggiano), il Louisiana Rub, e l’Atomic, livello massimo di piccantezza. «Il pollo è una delle proteine più apprezzate» sottolinea Ethan Bastianich, che è il ceo di Wingstop. «E Milano è una città internazionale, non poteva che essere qui il nostro flagship store».

La formula è quella di «un’esperienza da gustare, e insieme di offrire un luogo aperto alla socialità, dove passare una serata tra djset, eventi fashion e sportivi».

Ambizioso come il padre


La scelta imprenditoriale è ambiziosa, e prevede una quarantina di aperture in Italia, con dietro l’angolo un’altra a Milano, sempre in una zona centrale. Ethan da qualche tempo si è trasferito a vivere proprio a Milano. Cosa apprezza? «Fare passeggiate e scoprirne la bellezza e l'architettura - completamente diverse da New York da dove provengo - anche se la sua struttura circolare spesso mi confonde». E tra i ristoranti? «Quello di RH in Porta Venezia (il marchio americano di mobili e design che ospita su 7 piani arredi, bar, ristorante, biblioteca ndr). Adoro la schiacciata dell'Antico Vinaio e i mondeghili sono il piatto milanese che preferisco, insieme al panettone». Ma c’è un piatto italiano che ama cucinare? «Sì, gli gnocchi fatti a mano che sono anche in assoluto il mio cibo preferito. Li preparavo con mia nonna Lidia e la mia bisnonna. Ancora oggi, quando ci ritroviamo con fratelli e cugini, ci piace farlo insieme. Mio cugino (che è vegetariano) ci mette il pesto mentre io il ragù. È piatto che ha un fortissimo valore affettivo per la nostra famiglia».


Ultimo aggiornamento: giovedì 24 settembre 2026, 05:15

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