Jody Scheckter, ex campione di F1 dovrà pagare una multa di 1,5 milioni per colpa dei bufali d’acqua

2026/09/17

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Jody Scheckter, campione del mondo di Formula Uno nel 1979, ha recentemente perso una causa da 1,5 milioni di sterline contro l'Agenzia delle Entrate britannica (HM Revenue and Customs) in merito alla sua attività di allevamento biologico di bufali d'acqua.

Scheckter, 76 anni, durante la sua carriera da pilota tra il 1972 e il 1980 ha vinto 10 Gran Premi e conquistato 33 podi a bordo di McLaren, Tyrrell, Walter Wolf Racing e infine Ferrari, con cui ha vinto il titolo mondiale nel 1979: nel 2000, dopo 21 anni, solo Michael Schumacher è riuscito a vincere nuovamente il mondiale con il Cavallino.

Dalla Formula 1 all'allevamento di bufali

Una volta conclusa la sua carriera a bordo delle monoposto, Scheckter ha deciso di trasferirsi prima ad Atlanta, negli Stati Uniti, dove in passato possedeva un poligono di tiro, per poi spostarsi in Inghilterra con la moglie Clare. Qui ha investito circa 55 milioni di sterline per fondare Laverstoke Park, una fattoria biologica e biodinamica di 2.500 acri situata nell'Hampshire. L'azienda, oltre ad allevare oche, tacchini, polli, cinghiali e maiali, era famosa soprattutto per ospitare uno dei più grandi allevamenti di bufali d'acqua del Regno Unito dai quali ricavava carne, formaggi e mozzarella. Per oltre 10 anni la tenuta ha ospitato anche il festival musicale e automobilistico CarFest.

Dopo anni di perdite, nel 2024 Scheckter si è visto costretto a chiudere l'attività per via degli «aumenti dei costi energetici e gli ulteriori investimenti di capitale necessari per garantire la sostenibilità futura dell'attività». Oggi Scheckter vive nel nord Italia.

La denuncia del fisco

I problemi con il fisco britannico sono emersi quando l'HMRC ha notato che, tra il 2008 e il 2010, l'azienda di Scheckter aveva cercato di compensare le perdite attraverso i guadagni ottenuti dalle altre attività. L'ex campione di Formula 1 ha sfruttato un'agevolazione fiscale per agricoltori, che impone tuttavia il limite di produrre profitti entro cinque anni dalla nascita dell'azienda. La società agricola di Laverstoke ha registrato perdite in quasi tutti gli anni dalla sua fondazione, il che significa che non ha soddisfatto tale requisito. Perciò, nel 2019, l'agenzia delle entrate inglese ha dichiarato non valido l'accordo e ha avanzato una richiesta di pagamento retroattiva di 1.457.634 sterline.

Il giudice Tony Beare, che ha seguito il caso, ha espresso il suo rammarico per il fallimento del progetto di Scheckter. «È impossibile essere stati coinvolti in questo caso senza provare una profonda tristezza per come si è concluso un progetto concepito con tanta immaginazione e originalità dal ricorrente, sul quale ha investito così tanto capitale finanziario ed energie personali», ha dichiarato Beare.

«Era estremamente appassionato degli effetti positivi che un'alimentazione più sana avrebbe generato per tutti e desiderava che l'azienda diventasse un modello per l'agricoltura biologica e l'alimentazione sana in tutto il mondo», ha aggiunto. «Saremmo negligenti se non concludessimo questa decisione riconoscendo e esprimendo il nostro profondo rammarico per come si sono svolti i fatti. Un rammarico che è aggravato dalle conclusioni a cui ci siamo sentiti costretti a giungere nel corso del presente procedimento», ha concluso il giudice.
 

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