Un sorriso può essere rassicurante, materno, protettivo. Oppure può trasformarsi nell’elemento più disturbante di un film horror. Jessica Chastain è riuscita in questa seconda impresa con Mammina, il nuovo film diretto da Rob Savage arrivato nelle sale italiane l’8 ottobre 2026. Ma come si costruisce un’espressione che terrorizza il pubblico senza ricorrere a effetti speciali o protesi elaborate. L’attrice lo ha dimostrato in diretta durante un’ospitata al Jimmy Kimmel Live del 7 ottobre, rivelando i segreti di un lavoro attoriale tanto sofisticato quanto inquietante.
Quando Jimmy Kimmel ha mostrato una fotografia tratta dal trailer del film, ha confessato di trovare quell’espressione profondamente disturbante senza riuscire a spiegarne esattamente il motivo. “Sembri quasi triste, ma allo stesso tempo sei terrificante”, ha commentato il conduttore, offrendo involontariamente a Chastain l’occasione perfetta per spiegare la genesi di uno degli elementi più memorabili del suo personaggio. E l’attrice non si è limitata a raccontarlo a parole: ha ricreato quel sorriso in diretta, aggiungendo persino una lacrima che ha lasciato tutti a bocca aperta.
Per comprendere il lavoro dell’attrice bisogna partire dalla natura del personaggio che interpreta. Mammina, tratto dal romanzo L’altra mamma di Josh Malerman, vede Chastain nei panni di Ursula, madre di una bambina di nome Bela, ma anche quelli di una misteriosa entità soprannaturale che assume le sembianze della donna. La creatura cerca di avvicinarsi alla piccola sfruttando l’aspetto della persona di cui dovrebbe fidarsi maggiormente: sua madre. È proprio questa contraddizione tra familiarità e minaccia ad aver guidato l’attrice nella costruzione del personaggio.
Chastain ha immaginato che per l’entità fosse fisicamente doloroso mantenere l’aspetto di un essere umano, come se dovesse esercitare uno sforzo continuo per restare all’interno di un corpo che non le appartiene. “Ho immaginato questa entità aggrappata alla pelle di una persona e ho pensato che potesse essere doloroso, un po’ come quando tieni in mano una scatola molto pesante per tanto tempo“, ha spiegato durante l’intervista. Quella sensazione di fatica doveva riflettersi in ogni parte del corpo, costringendo la creatura a mantenere una tensione costante anche nei momenti in cui cerca di apparire rassicurante.
Il sorriso nasce proprio da questo contrasto irrisolto. Per conquistare la fiducia di Bela, l’entità deve mostrarsi gentile e innocua, ma non riesce a nascondere completamente lo sforzo necessario per mantenere il proprio travestimento. Chastain ha quindi scelto di sorridere senza mostrare i denti, irrigidendo i muscoli del volto e mantenendo un’espressione che, anziché trasmettere serenità, finisce per risultare profondamente innaturale. È un sorriso tirato, sofferente, che tradisce qualcosa di fondamentalmente sbagliato sotto la superficie.
Durante la dimostrazione al Jimmy Kimmel Live, l’attrice ha riprodotto quella tensione davanti alle telecamere, spiegando ogni passaggio al conduttore come se stesse tenendo una lezione di recitazione. Poi ha aggiunto un ulteriore elemento che ha lasciato tutti senza parole: il dolore provato dall’entità può diventare così intenso da provocare una lacrima. Ed è esattamente quello che è accadato. Mentre manteneva il sorriso inquietante, una lacrima ha iniziato a scenderle lungo la guancia in modo assolutamente naturale.
“Da dove è uscita quella lacrima”, ha chiesto Kimmel, visibilmente stupito dalla facilità con cui l’attrice era riuscita a produrla. La risposta di Chastain è stata tanto semplice quanto disarmante: “Sono un’attrice professionista”. Il conduttore ha continuato a manifestare il proprio stupore, mentre lei confermava con assoluta tranquillità di poter controllare ogni aspetto di quell’espressione, dalla tensione muscolare alle lacrime.
La creazione di quel sorriso aveva già riservato qualche sorpresa durante la preparazione del film. In un’altra occasione, Chastain ha raccontato che mentre stava sperimentando l’espressione nel camerino del trucco si era trovata davanti a un bambino di circa cinque anni. Aveva deciso di chiedergli cosa ne pensasse e aveva riprodotto il sorriso. La reazione era stata immediata e inequivocabile: il piccolo si era messo a urlare. Per l’attrice e il regista Rob Savage, quell’episodio era diventato una conferma dell’efficacia del lavoro svolto, la prova definitiva che quella scelta interpretativa funzionava.
Inizialmente durante la pre-produzione si era valutata la possibilità di utilizzare protesi per distinguere visivamente l’entità dalla vera madre, ma Chastain aveva proposto di ottenere lo stesso risultato attraverso la recitazione pura, lavorando soprattutto sulla tensione fisica e sulle espressioni del volto. Una scelta coraggiosa che richiedeva un controllo assoluto del proprio corpo e delle proprie emozioni, ma che alla fine si è rivelata vincente proprio perché mantiene l’ambiguità del personaggio senza ricorrere a soluzioni troppo evidenti.
Quello che rende il sorriso di Mammina così disturbante è proprio questa sottile incongruenza. Non è mostruoso nel senso tradizionale del termine, non ci sono zanne o cicatrici o deformità. È semplicemente un sorriso umano portato leggermente oltre i confini del naturale, abbastanza da far scattare nella nostra mente un campanello d’allarme primitivo. Qualcosa che sembra giusto ma non lo è, familiare eppure estraneo, materno ma minaccioso.
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