Jacopo Rossi Trabattoni, morto folgorato a 15 anni sul traliccio: il selfie e la pista della sfida social. Ecco cosa sappiamo

2026/09/27

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Lodi, 27 settembre 2026 – Folgorato a 15 anni su un traliccio dell’alta tensione, dove era salito per farsi un selfie forse, questa l’ipotesi, per una sfida social. È morto così, nella serata di venerdì, Jacopo Rossi Trabattoni, 15 anni, nelle campagne alle porte di Lodi, non lontano da Cascina Bottedo e dalla locale Facoltà di Veterinaria. È qui che il suo corpo è stato trovato privo di vita, ancora su una delle mensole più basse del traliccio: l’allarme era scattato in serata quando non era rientrato a casa e la madre aveva dato l’allarme chiamando le forze dell’ordine.

Morto a 15 anni folgorato su un traliccio, ipotesi sfida social

Il traliccio della rete elettrica nei campi in località Bottedo di Lodi Vecchio sul quale si è arrampicato il quindicenne

La drammatica scoperta

Nel frattempo familiari e amici si erano mobilitati per cercarlo, nella speranza di riuscire a ritrovarlo al più presto. Poi, intorno alle 20, la drammatica scoperta: il corpo del quindicenne è stato individuato su un traliccio alto circa 30 metri, a ridosso di una strada, proprio sotto i cavi in tensione a 300mila volt. La constatazione del decesso, secondo quanto ricostruito, è arrivata soltanto nelle ore successive, intorno alle 3, al termine delle complesse operazioni necessarie per recuperare il corpo in condizioni di assoluta sicurezza. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del Comando provinciale di Lodi, con personale e mezzi specializzati, impegnati per diverse ore nelle operazioni di recupero della salma.

Le indagini

Le indagini, coordinate dalla Procura di Lodi, sono affidate alla squadra mobile della Questura , che sta cercando di ricostruire con precisione le ultime ore di vita del ragazzo e soprattutto le circostanze che lo hanno portato in quella zona e sul traliccio. I primi a segnalare il corpo sono stati i tecnici di Terna, gestore del servizio elettrico, allertati da un’anomalia – un calo di tensione improvvisa sulla dorsale – che li ha dirottati sul posto per verificare l’accaduto. Il corpo è stato trasferito all’Istituto di medicina legale di Pavia.

La testimonianza

Se l’esatta dinamica dei fatti è ancora al vaglio, Elena, una delle residenti della zona, ha visto l’adolescente mezz’ora prima che avvenisse la tragedia e all’Ansa ha raccontato di averlo notato, “in una strada verso la zona artigianale di Lodi sdraiato immobile di traverso sull’asfalto come se fosse morto. Avendo paura, mi sono fermata con l’auto a 50 metri da lui, cercando di capire cosa stesse succedendo. Ad un certo punto comprendo stupefatta che non ha nulla, perché si alza di scatto, forse vedendo che ero lì ferma immobile e si mette tranquillamente a sistemare la sua mountain bike come se nulla fosse accaduto. E mi è parsa come una sfida per vedere, forse, se l’avrei potuto investire o quasi”. Passa mezz’ora e la donna, così come raccontano altri vicini al luogo della tragedia, spiega di aver sentito, insieme alla sorella, due forti botti. Poi, nell’aria, un forte odore di bruciato. Il ragazzo era rimasto folgorato in quel momento e alle 18.26, nella sala operativa di Terna, si accende l’allarme. Lo smartphone del giovane è stato sequestrato e sono sotto analisi i profili social per appurare se fosse realmente in corso una sfida. In zona ci sono anche telecamere che potrebbero risultare utili nelle indagini.

Chi era Jacopo

Gli investigatori stanno ora cercando di accertare se Jacopo, che venerdì pomeriggio si stava spostando in mountain bike, fosse in compagnia di qualcuno: anche per questo saranno ascoltati gli amici più stretti. Al momento non vengono escluse ipotesi. Il 15enne, atletico, pieno di vita, abile con i salti e lo skateboard, era un grande appassionato di parkour. Chi lo conosceva lo descrive come un giovane sereno: l’ipotesi di un suicidio, scandagliata da prassi, sarebbe quindi da escludere.

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