Italia-Usa, scambi e investimenti crescono nonostante i dazi

2026/10/02

Categories: world-news

Nonostante un anno segnato da nuove tensioni commerciali e dall’aumento dei dazi, il volume degli scambi tra Italia e Stati Uniti ha continuato a crescere, sulla scia del +7,2% registrato dall’export italiano negli USA nel 2025, così come gli investimenti diretti italiani negli Usa. E proprio in questa fase di maggiore complessità prende forma una proposta per rafforzare gli strumenti a disposizione delle imprese sui due lati dell’Atlantico: avviare un percorso di integrazione tra American Chamber of Commerce in Italy e Italy-America Chamber of Commerce (IACC) di New York, fino alla possibile creazione di una vera Camera transatlantica. 

Proposta di una Camera transatlantica

Le due proposte sono emerse a Milano durante Navigating U.S.–Italy Commercial Policies, l’incontro promosso da AmCham Italy e Italy-America Chamber of Commerce nell’ambito del Joint Trade & Tariffs Committee e ospitato nella sede di Deloitte di via Santa Sofia. Istituzioni, imprese ed esperti si sono confrontati sull’impatto del nuovo quadro tariffario, sulle strategie di adattamento delle aziende e sulle prospettive del corridoio economico tra Italia e Stati Uniti. I dati discussi nel corso della mattinata restituiscono un quadro meno lineare di quello suggerito dalla sola crescita delle barriere tariffarie. Le criticità commerciali hanno aumentato costi, incertezza e necessità di pianificazione, ma non hanno finora interrotto la dinamica positiva delle relazioni economiche bilaterali. 

Crolla: “Relazione proficua e vitale”

“La relazione tra Italia e USA non è mai stata così proficua e vitale, nonostante le turbolenze e le tariffe. Il futuro, a giudicare dai dati, appare in crescita fino ad oggi. Il mercato americano continua a comprare sempre più beni italiani: è un fenomeno che vediamo sia sul fronte dell’export sia su quello degli investimenti”, ha dichiarato Simone Crolla, Consigliere Delegato di AmCham Italy. Da qui anche la proposta di rafforzare la collaborazione tra le due organizzazioni camerali. L’ipotesi, ancora da formalizzare e da sottoporre ai rispettivi board e alle presidenze, nasce dall’esperienza maturata da AmCham Italy in Italia e dalla IACC negli Stati Uniti e dall’obiettivo di evitare sovrapposizioni, integrare competenze e offrire a imprese ed esportatori servizi più coordinati. “Un messaggio importante è che dazi e tariffe non sono sinonimi: a fronte di una tariffa astrattamente molto elevata, il dazio effettivamente pagato dall’importatore può essere più basso in virtù di strategie di adattamento”, ha osservato Pier Paolo Ghetti, Global Trade Advisory National Leader di Deloitte. “Parliamo di pianificazione doganale, strumenti che consentono di contenere l’impatto tariffario. In questo contesto, il supporto di competenze specializzate in trade policy e supply chain optimization diventa strategico. Le decisioni prese in questa fase determineranno la competitività di molte imprese negli anni a venire”. La capacità di adattamento delle imprese, emersa dalle analisi presentate durante l’incontro, non elimina tuttavia le incognite sul medio periodo. Il sottosegretario con delega alle relazioni internazionali ed Europee di Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, invita a guardare ai dati reali, a quello che accade alle imprese e alle nostre relazioni: “La Lombardia ha con gli Stati Uniti un rapporto speciale, che va oltre i dazi e le singole amministrazioni: è un legame storico, confermato anche dai numeri. Con l’8,68% dell’export regionale nel 2025, gli Stati Uniti sono il primo mercato extra-UE della Lombardia e il terzo in assoluto. Ma per entrare in questo mercato o consolidarvi la propria presenza servono relazioni, credibilità e conoscenza degli interlocutori giusti”.

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