«L'Italia, con le sue procedure, è uno dei grandi responsabili della presenza di irregolari nell'Ue». Lo ha affermato il presidente dell'Emilia-Romagna Michele De Pascale. Questo accade perché «i migranti entrano in un limbo: nessun corso di lingua, nessuna formazione professionale, nella maggioranza dei casi rifiuto del permesso di soggiorno per motivi umanitari e nessuna procedura concreta per il rimpatrio. Non possono restare, non possono lavorare, non vengono rimpatriati. Fantasmi in giro per l'Italia e l'Europa».
Le dichiarazioni di De Pascale arrivano dopo l'audizione del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi davanti al Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'accordo di Schengen, sul ripristino dei controlli alle frontiere tra Italia e Spagna. «L’Europa dovrebbe rafforzare il principio di condizionalità nei confronti dei Paesi di origine e di transito dei flussi migratori, legando in misura più stringente gli aiuti e le forme di cooperazione alla concreta collaborazione nel contrasto ai trafficanti di esseri umani», spiega il ministro. «Se la tutela della dignità della persona rappresenta uno dei valori fondanti dell’Unione Europea, allora è doveroso pretendere dai Paesi terzi un impegno effettivo e verificabile nella lotta contro le organizzazioni criminali di trafficanti di esseri umani, continua, Allo stesso tempo, l’Europa deve essere più rigorosa anche nei confronti degli Stati membri che, per scelte politiche o ideologiche, adottano decisioni suscettibili di produrre effetti su tutto il territorio dell’Unione».
Piantedosi, «Schengen sospesa almeno fino al 15 agosto»
«Proteggere le frontiere europee e garantire la tenuta del complessivo sistema di gestione dell’immigrazione è la nostra priorità. Solo su queste basi possiamo continuare a costruire una politica migratoria europea credibile, difendendo davvero lo spazio di libera circolazione, a cui il governo italiano tiene e che difenderà sempre», conclude Piantedosi.
«Il dato è ancora più preoccupante se ci riferiamo ai minori stranieri non accompagnati che sono oltre 1.300 e che non potranno essere rimpatriati. Peraltro, anche le immagini televisive in circolazione evidenziano come la crisi in atto a Ceuta abbia totalmente compromesso la tenuta del sistema locale di accoglienza e stia assumendo il carattere di una vera e propria emergenza sanitaria», prosegue Piantedosi. «Mi chiedo, e chiedo a questo Comitato che reazioni ci sarebbero state se questo scenario fuori controllo si fosse verificato in Italia».
I commenti della sinistra
All'audizione del ministro Piantedosi hanno fatto seguito i commenti dei partiti all'opposizione. Graziano Delrio, senatore del Pd e presidente del Comitato Schengen, ha dichiarato «Auspichiamo che Ceuta, che poteva essere il banco di prova per un'Europa che agisce insieme contro i trafficanti, rappresenti un passo non di divisione ulteriore ma uno stimolo ad agire in maniera più ordinata e più seria». Secondo Delrio, «serve un'azione congiunta e coordinata e siamo sicuri che, al di là delle differenze di valutazione, se l'Italia si impegnerà per un'azione europea seria e coordinata troverà l'appoggio del parlamento».
Anche De Pascale aveva commentato i fatti di Ceuta spiegando come «Sanchez e Meloni dovrebbero lavorare insieme perché devono affrontare problemi simili, invece siamo all'asilo Mariuccia», dichiara il presidente di regione.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
>> Home