Ischia diventa laboratorio nazionale per le esercitazioni sulle maxi emergenze in mare. In questi giorni l’isola verde e l’ospedale Rizzoli sono protagonisti della maxi esercitazione “Poseidone”, organizzata dall’Azienda sanitaria locale (Asl) Napoli 2 Nord - 118 e medici ospedalieri - insieme a Guardia di finanza, Croce Rossa di Pozzuoli, forze dell’ordine e i Comuni di Casamicciola e di Lacco Ameno, con l’obiettivo di testare il Piano di emergenza interno per massiccio afflusso di feriti (Peimaf) e la capacità di risposta delle squadre di emergenza.
Le prove
La simulazione riproduce un episodio con naufragi multipli in condizioni estreme e ripropone scenari di soccorso realistici in acqua e a terra: persone da recuperare con traumi gravi e feriti. Vengono attivate due colonne sanitarie in stretto coordinamento con i mezzi nautici della Guardia di finanza e della Croce Rossa.
Esercitazione sulle maxi-emergenze nel Golfo di Ischia e all'ospedale Rizzoli coordinata dall'Asl Napoli 2 Nord
L’esercitazione si sposta poi al Rizzoli, dove viene simulato un massiccio afflusso di circa 20 pazienti tra elisoccorso e ambulanze, con l’attivazione di un triage avanzato, percorsi dedicati, shock room, diagnostica per immagini, sale operatorie e farmacia d’emergenza, oltre a un sistema strutturato di accoglienza e informazione per i familiari. La giornata si è chiusa con una prova di evacuazione per simulato incendio.
Il progetto
Il direttore generale dell’Asl Napoli 2 Nord, Monica Vanni, dichiara: «Con questa esercitazione la nostra Azienda ha dato dimostrazione una volta in più della propria capacità di azione e reazione su indicatori precisi e misurabili, dove i minuti contano e le azioni devono essere coordinate tra teatro operativo e supporto a terra. Fondamentale anche l’interoperabilità in acqua tra sanitari 118 e personale ospedaliero, e la chiarezza delle comunicazioni interforze tra mezzi nautici e tenda a terra. Infine, la capacità degli operatori di gestire l’afflusso senza generare overcrowding ingiustificato». Tra i referenti dell’esercitazione per l’Asl Napoli 2 Nord: Luigi Langella, direttore dell’Unità operativa complessa (Uoc) 118, Erminia Falconio, direttore medico del Rizzoli, Fabio D’Ajello, dirigente medico del 118, e Mariarosaria Basile, direttore dell’Uoc Prevenzione e protezione aziendale e coordinatrice dell’Unità di crisi aziendale.
La tecnologia
In prima linea, nella parte in mare dell’esercitazione, anche Unmanned4you, che partecipa con un test sperimentale dedicato all’impiego di tecnologie drone a supporto del monitoraggio, della mappatura e della ricerca in scenari complessi. Il test prevede l’utilizzo di Dji Dock 3, una stazione automatizzata per droni pensata per consentire operazioni da remoto abbinata a droni enterprise dotati di sensori visivi e termici.
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Il Dji Dock 3 si inserisce nel più ampio ambito delle soluzioni “drone-in-a-box”, pensate per rendere più strutturate e ripetibili le operazioni con droni. Nel contesto specifico di “Poseidone”, Unmanned4you concentra il test sperimentale su tre applicazioni principali: la mappatura dell’area interessata dallo scenario di esercitazione, l’individuazione di persone potenzialmente coinvolte e le attività di ricerca e soccorso(Search and Rescue), come supporto alle squadre in aree difficilmente accessibili. L’iniziativa ha carattere sperimentale e dimostrativo: l’obiettivo è verificare come i sistemi automatizzati basati su droni possano contribuire alla raccolta tempestiva di informazioni, in un confronto istituzionale sull’impiego responsabile in scenari di protezione civile e di maxi emergenza.
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