Ogni giorno, monitorano sia termometro che portafoglio, i tanti agricoltori della provincia maceratese. "Se parliamo di animali, abbiamo ben affrontato...

Ogni giorno, monitorano sia termometro che portafoglio, i tanti agricoltori della provincia maceratese. "Se parliamo di animali, abbiamo ben affrontato...

Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su Google
Ogni giorno, monitorano sia termometro che portafoglio, i tanti agricoltori della provincia maceratese. "Se parliamo di animali, abbiamo ben affrontato le temperature elevate – ha raccontato Elisa Orpello, classe 1996, delegata provinciale di Coldiretti Giovani Impresa Macerata e alla guida della società agricola e agriturismo Il Raggio di Sole a Camerino –, in quanto abbiamo seguito le norme al benessere animale quindi la loro giornata non è stata stravolta. Il problema è stata la grandine improvvisa che ha provocato danni alle colture. Ora stiamo affrontando invece le piogge intense, che incidono molto considerando che minano la certezza del raccolto. Il clima ci mette a dura prova così come le tensioni derivanti dalle guerre. Qualsiasi macchina con cui lavoriamo, come i trattori, necessita di carburante, noi cerchiamo di investire su pratiche ecologiche o fotovoltaico, ma non tutto può essere coperto da soluzioni alternative. Attualmente, stimiamo dei costi superiori di almeno 50% rispetto lo scorso anno, se pensiamo che abbiamo speso 13-14 mila euro di carburante mentre nel 2025 ne abbiamo pagati quasi otto".
Una visione condivisa da Gianmario Menatta (foto), titolare dell’omonima società agricola a Morrovalle. "Fortunatamente nella nostra zona siamo stati graziati dalla grandine – ha affermato – con il caldo estremo, cerchiamo di gestire al meglio l’irrigazione, usando di giorno ali gocciolanti per ridurre la quantità di acqua e non darla direttamente sulla foglia, poi dipende dalle colture. In altri casi infatti irrighiamo quando cala il buio, anche se ci sono nottate che arrivano anche a 28 gradi. Per pomodori, cocomeri e meloni una stagione così calda è stata favorevole in quanto i frutti sono molto dolci, mentre per colture autunnali come finocchi, verze e cavolfiori, le criticità ci sono poiché le temperature alte stressano le piantine. Per vedere se c’è stato il danno dovremo attendere settembre-ottobre – ha precisato Menatta –. Il caro carburanti è assurdo, specie per noi che facciamo vendita diretta: per un pieno sul furgone ho speso quasi 90 euro. Il gasolio è arrivato a oltre 2 euro mentre quello agricolo è passato da 80-90 centesimi per litro a 1,30 euro. Per non parlare poi dei concimi che stavano al massimo a 60 centesimi al chilo e oggi li troviamo a 1, 20 euro. La vendita dei prodotti è sempre quella non possiamo applicare aumenti. Gestire il tutto è difficoltoso".
d. p.
© Riproduzione riservata
>> Home