Al Times: "Spagna? Vinciamo perché mettiamo sempre il gruppo davanti al singolo. Il concetto di mettere la squadra davanti a tutto è sempre stato integrato nel modo in cui siamo cresciuti."

Andoni Iraola, manager of Bournemouth, applauds the fans after the final whistle during the Premier League match between Nottingham Forest and Bournemouth at City Ground in Nottingham, United Kingdom, on May 24, 2026. (Photo by Maynard Manyowa/News Images/NurPhoto) (Photo by News Images / NurPhoto via AFP)
Il nuovo allenatore del Liverpool (con cui ebbe un contatto anche il Milan) ha rilasciato una lunga intervista al Times, esplicitando la sua idea di calcio.
Le parole di Iraola

Lo spagnolo, partendo proprio dalla vittoria della Nazionale contro l’Argentina, analizza l’importanza del collettivismo:
“Io dico sempre che il senso di collettività è molto importante. La Spagna non ha mai avuto i migliori atleti. Se analizziamo il nuoto, l’atletica e altre discipline individuali, normalmente non vinciamo molte medaglie.
Ma negli sport di squadra siamo molto forti. Nel calcio, nella pallacanestro, nella pallamano, nell’hockey, normalmente abbiamo buone squadre. Mettiamo sempre il gruppo davanti al singolo. Il concetto di mettere la squadra davanti a tutto è sempre stato integrato nel modo in cui siamo cresciuti.”
Un punto interessante, la sua voglia di non ridurre il calcio spagnolo al solo tiki-taka:
“Esistono tanti stili diversi nel calcio spagnolo. Con la Nazionale si parla sempre di tiki-taka, di possesso palla e di passaggi, ma anche al Mondiale si è visto che la squadra sapeva pressare molto bene, anche alto. Sì, controllavano la partita con il pallone, ma c’era anche l’altra parte del gioco, quella senza palla, nella quale tutti facevano il proprio lavoro. È essere propositivi anche senza avere il possesso.”
Sull’importanza dei calciatori rispetto agli allenatori

Poi, Andoni spiega:
“Io dico sempre che noi siamo assistenti dei giocatori. Sono loro la parte principale. Il nostro compito è aiutarli e sono soltanto loro a poterci dare il successo. Noi non siamo importanti quanto loro, questo è abbastanza chiaro.”
“Ho sempre considerato i giocatori la parte principale di tutto questo. Gli allenatori sono importanti perché cercano di massimizzare il potenziale di ogni giocatore e creare l’ambiente giusto per migliorare le prestazioni, ma è vero che quando sei stato così costante per tanti anni di fila come Jürgen e Pep, ovviamente diventi il protagonista principale.”
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