Home > Esteri > Iran, Trump annuncia nuovi negoziati ma Teheran smentisce. Il tycoon: “È la loro ultima chance”
Il presidente Usa: “Voglio dare loro un’ultima opportunità prima della decapitazione”. Intanto è atteso a Roma un nuovo round di negoziati tra Israele e Libano
Donald Trump annuncia di aver stoppato i nuovi raid contro l’Iran dopo la volontà espressa dagli ayatollah di tornare al tavolo dei colloqui, ma Teheran smentisce.
Botta e risposta tra Trump e l’Iran
Il tycoon ha spiegato che era previsto un attacco “più grande” dai tempi della “Seconda Guerra Mondiale”, ma di aver deciso di accantonare il piano e concedere più tempo alla diplomazia, dopo aver ascoltato i principali leader del Golfo, tra cui il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, e su richiesta di non meglio precisati funzionari iraniani. Trump ha poi annunciato la ripresa dei negoziati. “C’è un accordo su Hormuz, e poi ci sarà un accordo sulla denuclearizzazione dell’Iran”, ha affermato il presidente americano. Da Teheran è arrivata però la smentita.
“Non stiamo conducendo negoziati con gli Usa al momento”, ha chiarito il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei. “Non ospiteremo delegazioni né saremo ospiti di alcun Paese durante questi giorni”, ha aggiunto. Riguardo al fatto che gli Stati Uniti non avrebbero attaccato l’Iran grazie agli sforzi dell’Arabia Saudita, il portavoce ha risposto che “la guerra dell’America contro l’Iran è una guerra contro l’intera regione”.
Sempre Baghaei ha affermato che Teheran sta invece conducendo colloqui con l’Oman “da 7-8 giorni” e che “sono stati compiuti alcuni progressi”. Colloqui che “sono focalizzati sul raggiungimento di un’intesa sul passaggio sicuro delle navi attraverso Hormuz. Stiamo cercando di determinare una rotta temporanea il prima possibile e di garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto”.
Dichiarazioni alle quali ha replicato duramente Trump. Il capo della Casa Bianca ha attaccato la leadership iraniana, definendola “incredibilmente ipocrita”. Secondo la versione del tycoon, i leader di Teheran “chiedono un incontro – alcuni direbbero che ‘implorano’ di averlo – i colloqui iniziano, con altri già programmati per il prossimo futuro, eppure dichiarano, apertamente e con orgoglio, di non stare conducendo alcuna trattativa, di non discutere di nulla e di avere a che fare solo con l’Oman”.
Poi, ha proseguito, “si lasciano andare alle loro solite chiacchiere, affermando che gestiranno lo Stretto di Hormuz con pugno di ferro, quando in realtà esso è già completamente controllato dalla Marina degli Stati Uniti e dal nostro blocco”. Blocco, ha spiegato ancora Trump, che proseguirà “finché non si giungerà a un accordo o a una resa totale”.
Trump: “Questa è la loro ultima chance”
In ogni caso, il presidente americano ha assicurato che “i colloqui sono in corso”. Aggiungendo: “Questa per loro è l’ultima opportunità di firmare un buon accordo. Voglio dare loro un’ultima chance prima della decapitazione“. Trump ha quindi annunciato che lo Stretto di Hormuz potrebbe essere riaperto “entro domani”. Il tycoon ha inoltre lanciato una stoccata alle compagnie petrolifere, affermando che “stanno facendo troppi soldi e non mi piace. Dovrei essere l’ultimo a dirlo, perché sono un loro grande amico. Devono tagliare i prezzi per i consumatori”.
Nuovo round di negoziati tra Israele e Libano
Intanto, mentre Tel Aviv mostra sempre più disappunto per la roadmap prevista dal Board of Peace, ribadendo che “Israele non si ritirerà dall’attuale linea di confine nella Striscia di Gaza e continuerà a eliminare qualsiasi minaccia per i nostri cittadini e i nostri soldati”, martedì a Roma è atteso un nuovo round di negoziati tra le delegazioni dello Stato ebraico e del Libano. La nuova tornata fa seguito a quella ospitata nella Capitale il 14 e 15 luglio e si inserisce nel percorso negoziale mediato dagli Stati Uniti, avviato dopo la firma dell’accordo quadro del 26 giugno.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha riferito la Farnesina, ha avuto oggi colloqui telefonici con i capi delegazione di Libano e Israele, Yechiel Leiter e Simon Karam, esprimendo apprezzamento per i primi risultati registrati nelle “zone pilota” dopo i colloqui di luglio e incoraggiando le parti a proseguire con spirito costruttivo, individuando soluzioni condivise che consentano di dare piena attuazione all’accordo quadro. Tajani ha inoltre accolto con favore il ridispiegamento delle Forze Armate Libanesi nelle aree di Froun-Srifa e Zawtar Occidentale, definendolo un segnale concreto dei passi avanti compiuti.
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