Iran, Pezeshkian: “Sì all’ingresso degli ispettori AIEA”. WSJ: Trump respinge piano iraniano

2026/09/26

Categories: world-news

Medio Oriente

L'Egitto avvertì Israele sul 7 ottobre. Ancora attacchi Houthi su Riad: intercettati droni e missili. Il ministro degli esteri iraniano Araghchi: "Non rinunceremo ai nostri diritti sovrani". Media, bombe israeliane al fosforo in Libano

Donald Trump

Ansa

Donald Trump

Iran, Baghaei: "Parole di Rutte sul ruolo europeo nella guerra sono ammissione inequivocabile"

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha criticato le dichiarazioni del segretario generale della Nato Mark Rutte, secondo cui durante gli attacchi Usa-Israele contro l'Iran iniziati il 28 febbraio sono state effettuate 5.000 sortite dalle basi europee.
"Questa è un'altra ammissione inequivocabile... del fatto che l'Europa ha partecipato consapevolmente e attivamente alla guerra di aggressione condotta da Usa e Israele contro l'Iran, nonostante le ripetute smentite diffuse durante il conflitto", ha dichiarato Baghaei.
"L'Ue e la Nato devono essere chiamate a rispondere del loro coinvolgimento", ha aggiunto in un messaggio pubblicato ieri sera su X. 

Il pentagono rivede il bilancio dei feriti nella guerra contro l'Iran: sono 861

Sarebbero 861 i feriti statunitensi nella guerra degli USA contro Teheran. Il bilancio dei feriti è stato rivisto al rialzo dal Pentagono senza fornire spiegazioni. Lo riporta il Washington Post. Nel corso della settimana il numero è aumentato di 37 unità, di cui 29 marinai e otto Marine. Più della metà dei casi è classificata nell'ambito di "operazioni avvenute all'estero" a partire dall'inizio della tregua di luglio fra Stati Uniti e Iran. In precedenza, il conteggio rientrava nella Operation Epic Fury.
 

L'Iraq chiede agli Usa l'esenzione dalle sanzioni per i voli iraniani

L'Iraq ha avviato un dialogo diretto con gli Usa per ottenere un'esenzione dalle recenti misure del Tesoro statunitense che minacciano sanzioni contro gli aeroporti che ospitano o assistono voli iraniani. Lo ha reso noto l'ufficio del premier iracheno Ali al-Zaidi, citato da Al Jazeera.
Baghdad punta a consentire la ripresa dei collegamenti aerei con l'Iran per motivi umanitari, legati in particolare a cure mediche, studio, visite religiose e altri spostamenti civili. Il governo iracheno ha inoltre ribadito il proprio impegno per una de-escalation regionale, sottolineando che il protrarsi delle crisi rischia di complicare ulteriormente la situazione e chiedendo a tutte le parti di ricorrere al dialogo e ai negoziati per porre fine ai conflitti. 

Idf chiude tutti i varchi militari agli ingressi dei villaggi nella campagna occidentale di Betlemme

Sabato le forze israeliane hanno chiuso tutti i varchi militari agli ingressi dei villaggi nella campagna occidentale di Betlemme, limitando la circolazione dei palestinesi e dei veicoli. Lo riferisce l'agenzia di stampa palestinese WAFA. Una fonte della sicurezza ha riferito all'agenzia che le forze israeliane hanno chiuso i varchi e impedito il passaggio dei residenti, compresi i pedoni, interrompendo i collegamenti tra i villaggi e la città di Betlemme e le zone circostanti.

La fonte ha aggiunto che le forze israeliane avrebbero fatto irruzione nella frazione di Karm al-Saraawi, nella zona di Khalayel al-Louz, e sequestrato un dispositivo di registrazione di una telecamera di sorveglianza. Nel frattempo, le forze israeliane hanno fatto incursioni nella città di Tuqu' e nelle località di Dar Salah, al-Shawawra e Za'tara, a est di Betlemme, pattugliandone le strade. Non sono stati segnalati arresti.

Secondo i dati della Commissione per la resistenza al muro e agli insediamenti, in tutta la Cisgiordania sono stati registrati 942 posti di blocco, punti di chiusura e altri ostacoli, tra cui 824 posti di blocco e punti di chiusura fissi e 118 barriere lineari costituite da terrapieni, trincee e blocchi stradali. Secondo i dati dell'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) la lunghezza complessiva di queste barriere è pari a circa 107,7 chilometri.

Un autobus si ribalta nell’Iran centrale: 11 morti e 24 feriti

Un autobus di linea si è ribaltato in Iran, causando la morte di 11 persone e il ferimento di altre 24, secondo quanto riportato sabato dalla televisione di Stato. L’incidente è avvenuto sull’autostrada Saveh-Hamedan, nella provincia centrale di Markazi. La polizia stradale provinciale ha affermato che l’incidente è stato causato dalla stanchezza e dalla sonnolenza dell’autista. Le autorità non hanno immediatamente specificato la destinazione dell’autobus. L’Iran presenta uno dei peggiori bilanci al mondo in materia di sicurezza stradale. Gli incidenti causano oltre 17.000 vittime all’anno. Gli esperti attribuiscono l’elevato numero di vittime a veicoli non sicuri, al diffuso mancato rispetto delle norme del codice della strada e all’inadeguatezza dei servizi di emergenza. 

All'inizio di questo mese, un'autocisterna che trasportava carburante si è scontrata con altri veicoli ed è esplosa nei pressi della città occidentale di Sanandaj, causando la morte di 11 persone e il ferimento di altre sette.

Cisgiordania, i coloni continuano a privare delle sorgenti idriche i palestinesi

I coloni israeliani hanno intensificato gli sforzi per appropriarsi delle sorgenti naturali e dei siti del patrimonio culturale nella Cisgiordania occupata. Le sorgenti sono fondamentali per l’approvvigionamento idrico, il turismo e l’agricoltura e risultano sempre più inaccessibili ai 2,8 milioni di palestinesi che vivono in quella zona. Nella Valle del Giordano, i coloni hanno tagliato una conduttura idrica che riforniva un villaggio palestinese, deviandone il flusso verso una piscina a cui hanno dato il nome di Erode, il re della Giudea nominato dai romani. Secondo le organizzazioni israeliane per i diritti umani, questa mossa fa parte di una strategia più ampia volta ad appropriarsi dei siti del patrimonio culturale. La lotta per l’accesso all’acqua mette in luce la continua contesa per il controllo della Cisgiordania, dove i palestinesi devono affrontare situazioni di carenza idrica sin dal 1967. Israele finanzia progetti legati al patrimonio ebraico in Cisgiordania. I campi si inaridiscono a causa dell’appropriazione dell’acqua.

ONU, la Francia al lavoro per una risoluzione del Consiglio di sicurezza sulla riapertura di Hormuz

La Francia sta lavorando a una bozza di risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a sostegno della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, secondo quanto riferito da un diplomatico dell’ONU.

La risoluzione ribadirebbe la necessità di rispettare la libertà di navigazione nello stretto, punto nevralgico del conflitto in Iran, sottolineandone l’importanza per i trasporti marittimi globali, fondamentali per la sicurezza alimentare ed energetica, ha affermato il diplomatico, che ha parlato in forma anonima poiché le discussioni sulla misura sono state riservate.

La proposta di risoluzione delle Nazioni Unite ribadirebbe la necessità di rispettare il diritto del mare e di sostenere iniziative pacifiche volte a garantire il passaggio sicuro nello stretto, ha aggiunto il diplomatico delle Nazioni Unite.

Iran, Pezeshkian: "Sì all'ingresso degli ispettori nucleari dell'ONU"

Il presidente iraniano Pezeshkian ha affermato,  in un'intervista rilasciata alla Cbs,  che l'Iran potrebbe consentire il ritorno degli ispettori nucleari dell'Onu. Ad una domanda sulle precedenti restrizioni imposte dall'Iran agli ispettori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) delle Nazioni Unite e se ora sarebbe stato loro consentito l'accesso, ha risposto che la dichiarazione era "corretta", aggiungendo: "Se desiderano entrare ed effettuare ispezioni, possiamo raggiungere accordi e intese su questo specifico argomento nell'ambito dei negoziati". 

Houthi attaccano l'Arabia Saudita: intercettati due droni a Riad e due missili nel sudovest

I combattenti yemeniti Houthi, sostenuti dall'Iran, sabato hanno lanciato nuovi attacchi contro l'Arabia Saudita, prendendo di mira la capitale Riad e un'importante città del sud-ovest, proprio mentre si moltiplicano gli appelli per porre fine al conflitto. "Le difese aeree hanno intercettato e distrutto due droni lanciati dalla milizia terroristica Houthi verso la regione di Riad", ha dichiarato su X il portavoce della coalizione. Lo stesso portavoce ha annunciato anche l'intercettazione di due missili balistici lanciati contro Khamis Mushait, città nel sud-ovest dell'Arabia Saudita che ospita un'importante base aerea. Gli Houthi hanno confermato di aver attaccato il Regno. "Nonostante la forza, la portata e l'impatto dell'operazione, le nostre forze armate la considerano solo una prova generale in vista di un'escalation su larga scala", ha scritto su X Hazem al-Assad, membro dell'ufficio politico del movimento. Dopo diversi anni di tregua, a luglio lo Yemen è ripiombato nella guerra, diventando un nuovo fronte del conflitto in Medio Oriente. 

Pompeo mette in guardia sull'accordo, non fatevi ingannare

Mike Pompeo, Segretario di Stato americano durante il primo mandato presidenziale di Donald Trump, ha messo in guardia contro un possibile  accordo tra Washington e la Repubblica islamica, affermando che un simile piano non potrebbe ripristinare la stabilità nella regione in cambio di prezzi energetici più bassi. "Non illudiamoci: nessun accordo con il regime iraniano ripristinerà la stabilità a scapito dell'energia, poiché la minaccia allo Stretto di Hormuz e all'intera regione rimarrà", ha scritto Pompeo sui social media. "Ma quando l'Iran fallirà, vedremo i prezzi scendere e il mondo diventerà un posto molto più sicuro". 

Wsj, Trump boccia piano iraniano

Donald Trump ha respinto il cessate il fuoco con l'Iran e ha comunicato ai suoi collaboratori che si aspetta di riprendere i bombardamenti sull'Iran dopo le elezioni di midterm previste a novembre. Lo rende noto il Wall Street Journal citando funzionari statunitensi.

Pezeskian, se Usa accetta proposta al via prima fase

In un'intervista alla CBS News, Pezeskian ha affermato che "se gli Stati Uniti accetteranno la proposta della Repubblica Islamica di sette giorni riguardo allo Stretto di Hormuz, il processo di attuazione inizierà immediatamente e le forze militari del governo iraniano vi aderiranno". Il presidente iraniano ha esaminato questa proposta nel quadro del Memorandum d'intesa di Islamabad, che persegue gli stessi obiettivi, e ha affermato: "In definitiva, le richieste incluse in quel memorandum e in quell'intesa sono state ora suddivise in fasi, in modo da poter procedere in base a tali fasi". 

7 ottobre, capo 007 egiziano lanciò avvertimento a Israele

Dopo la notizia diffusa da Haaretz su un presunto avvertimento a Benjamin Netanyahu da parte del presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed  bin Zayed, sull'attacco del 7 ottobre, una nuova inchiesta giornalistica potrebbe alimentare il caos in Israele. Secondo la rivista The Atlantic, poco  prima dell'invasione giuidata da Hamas, un avvertimento egiziano fu trasmesso dall'allora capo dell'intelligence egiziana, Abbas Kamel, ad alti funzionari israeliani all'aeroporto Ben Gurion. Già due giorni dopo la strage messa in atto dall'organizzazione palestinese, un funzionario  dell'intelligence egiziana aveva dichiarato all'Associated Press che Israele aveva ignorato ripetuti avvertimenti sul fatto che Hamas stesse  pianificando "qualcosa di grosso", e il sito di notizie Ynet aveva riferito che proprio Kamel aveva avvertito personalmente Netanyahu 10 giorni prima  delle atrocità. La rivista statunitense sottolinea che Kamel non ha fornito ai funzionari israeliani alcuna informazione precisa su quando sarebbe  avvenuto l'attacco o su come si sarebbe svolto, quando è atterrato il 26 settembre all'aeroporto Ben Gurion, dove il suo aereo è rimasto per poco più  di un'ora mentre incontrava funzionari non specificati. E non è chiaro con chi si sia incontrato. L'aereo egiziano rimase a terra in Israele per 67 minuti,  secondo il registro di volo delle autorità aeroportuali israeliane, prima di tornare al Cairo. - Il rapporto afferma che il capo degli 007 del Cairo  raccomandò al governo israeliano di concedere ad Hamas agevolazioni economiche per scongiurare il conflitto. Il suo messaggio, secondo un ex  funzionario israeliano informato in seguito sulla visita, fu: "Se non cambiate rotta, Gaza vi esploderà in faccia". A tre anni di distanza dal più  devastante attacco a sorpresa nella storia di Israele, resta un mistero cosa abbiano fatto i funzionari israeliani in seguito all'avvertimento di Kamel. Tuttavia, funzionari di sette diversi Paesi, interagendo con he Atlantic, hanno affermato che la visita di Kamel avrebbe dovuto far scattare l'allarme ai  massimi livelli del governo israeliano. Nei giorni successivi all'attacco, l'ufficio di Netanyahu ha negato che avesse ricevuto avvertimenti, diretti o  indiretti, dall'Egitto sulla situazione a Gaza. L'attacco di Hamas, avvenuto 11 giorni dopo la visita di Kamel, ha provocato la morte di circa 1.200  persone, principalmente civili, e il sequestro a Gaza di 251 ostaggi durante raid coordinati contro kibbutz, basi militari e il festival musicale di  Supernova. 

Araghchi, nostro piano prevede Hormuz riaperto in 7 giorni

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato che Teheran ha offerto a Washington un piano che prevede la riapertura dello Stretto di Hormuz alla navigazione marittima entro sette giorni. "L'Iran ha trasmesso agli Stati Uniti, tramite il Qatar, un piano concreto di sette giorni. Se le condizioni necessarie saranno soddisfatte, lo stretto potrà essere riaperto e il normale passaggio marittimo ripristinato entro sette giorni", ha dichiarato alle Nazioni Unite. "La scelta ora spetta agli Stati Uniti. L'Iran non accetta coercizione, minacce o intimidazioni e non rinuncerà ai suoi diritti sovrani sotto pressione", ha affermato Araghchi.

SON Araghchi

SON Araghchi (Rainews24)

Araghchi, Usa disprezzano Onu e diritto internazionale

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha parlato a margine dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite del conflitto con gli Stati Uniti. Ha  affermato che l'Iran ha costantemente dimostrato il suo impegno nei confronti del diritto internazionale e della diplomazia, anche di fronte agli  attacchi statunitensi e israeliani. "Gli Stati Uniti hanno scelto la strada opposta: aggressione, minacce, assassinii, guerra economica e un palese  disprezzo per il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite", ha affermato Araghchi. Il ministro degli Esteri iraniano ha accusato gli Stati Uniti di "utilizzare la privazione economica come strumento di punizione collettiva e coercizione politica". Gli Stati Uniti, ha affermato, "stanno deliberatamente infliggendo gravi e prevedibili danni al popolo iraniano e violando direttamente i suoi diritti fondamentali, compresi i diritti alla vita, 
alla salute, alle medicine e al cibo". "Questa non è diplomazia; è coercizione e terrorismo economico", ha aggiunto. Araghchi ha proseguito: "Gli Stati  Uniti e Israele non possono insabbiare gli atti criminali contro l'Iran. Eppure, dal podio dell'Assemblea Generale, il Presidente degli Stati Uniti, insieme  al primo ministro criminale di Israele, ha tentato di distorcere i fatti e invertire i ruoli di vittima e aggressore". Araghchi ha insistito sul fatto che il  programma nucleare iraniano rimane "pacifico". "L'Iran è un partner fedele del Trattato di non proliferazione nucleare (TNP) dal 1970 ed è  stato  soggetto a un intenso monitoraggio da parte dell'AIEA per decenni", ha affermato Araghchi. "Gli Stati Uniti non possono affermare in modo credibile  di difendere la non proliferazione mentre attaccano impianti nucleari pacifici protetti dall'AIEA, in chiara violazione dei loro obblighi internazionali", ha continuato.

Riuniti a Riad capi militari sauditi, turchi, pakistani

Il Ministero della Difesa turco ha dichiarato che "si è tenuto a Riad un incontro militare trilaterale con la partecipazione di Turchia, Arabia Saudita e  Pakistan nell'ambito dell'Accordo di Difesa Congiunta della Mecca". Anche il Ministero della Difesa saudita ha commentato l'incontro, affermando che  vi hanno partecipato "i capi delle forze armate e i capi di Stato maggiore dei Paesi firmatari dell'Accordo della Mecca". Ha aggiunto che "i capi di Stato  maggiore hanno esaminato la situazione della sicurezza e le minacce che l'Arabia Saudita si trova ad affrontare. I partecipanti hanno sottolineato che  l'incontro riflette la determinazione dei Paesi a tradurre immediatamente gli impegni assunti nell'accordo in un'efficace cooperazione militare".

Media, bombe israeliane al fosforo in Libano

L'agenzia di stampa statale libanese National News Agency riferisce che l'esercito israeliano ha sganciato bombe al fosforo alla periferia del comune di Zawtar al-Sharqiyah, vicino alla città di Nabatieh, nel Libano meridionale.

Agenzia Fars smentisce nuovo round negoziati Usa-Iran

Una fonte informata, citata dall'agenzia iraniana Fars, ha smentito le notizie riportate da 'Axios' e 'Al Jazeera' su un nuovo round di negoziati USA-Iran, affermando che tali notizie sono volte principalmente a influenzare i prezzi del petrolio e a stabilizzare i mercati.

New York Times conferma, Emirati informarono Netanyahu prima 7/10

Gli israeliani si preparano a votare ad ottobre e la questione di chi abbia la responsabilità di non essere riuscito a impedire l'attacco guidato da Hamas  del 7 ottobre 2023 è diventata una questione dominante in una delle campagne più importanti della storia di Israele. Quando Haaretz, un quotidiano  israeliano - scrive il 'New York Times' - ha riferito all'inizio di questo mese che lo sceicco Mohammed Bin Zayed, Presidente degli Emirati Arabi Uniti,  aveva dato a Netanyahu un avvertimento segreto che Hamas stava pianificando un attacco su larga scala, la questione ha assunto una rilevanza  ancora maggiore. Netanyahu ha smentito la notizia.Ma una persona che ha affermato di aver parlato con lo sceicco Mohammed Bin Zayed e un'altra  persona che ha affermato di essere stata informata da qualcuno sulla chiamata tra i due leader hanno detto al 'New York Times' che il leader degli Emirati aveva segretamente riferito a Netanyahu che Hamas stava valutando un grave attacco.Tuttavia, secondo cinque ex alti funzionari israeliani, l'avvertimento del leader degli Emirati non è mai arrivato ai vertici delle forze di sicurezza israeliane. L'intelligence israeliana - scrive Axios - aveva
ricevuto le stesse informazioni dagli Emirati diversi giorni prima. La telefonata di Mohammed Bin Zayed con Netanyahu è avvenuta al fine di verificare
che fosse stato informato. Netanyahu disse a Mohammed Bin Zayed che lo era e che la questione era stata presa in carico.

Netanyahu all'Onu, 24 settembre 2026

Netanyahu all'Onu, 24 settembre 2026 (Afp)

Trump e Xi a confronto sull'Iran: ottimismo dello Stretto di Hormuz agli Archivi Nazionali

La visita di Stato del presidente cinese Xi Jinping negli Stati Uniti si è conclusa agli Archivi Nazionali di Washington con un messaggio di fiducia da parte di Donald Trump sul dossier mediorientale.

Durante la tappa finale dell'itinerario, dove sono conservati i documenti fondativi della democrazia americana come la Costituzione e la Dichiarazione d'Indipendenza, Trump ha confermato ai giornalisti di aver affrontato il tema dell'Iran e della sicurezza energetica globale nei suoi colloqui con Xi. Accompagnato dalla first lady Melania e dalla consorte del leader cinese, Peng Liyuan, il presidente statunitense si è detto estremamente fiducioso sui possibili sviluppi relativi alla navigazione nello Stretto di Hormuz, dichiarando che le trattative andranno alla grande.

Stallo nei colloqui tra Washington e Teheran: l'Iran fissa le sue condizioni e smentisce i progressi

Le indiscrezioni circolate nelle ultime ore sul presunto passaggio a una fase tecnica dei negoziati a New York sono state smentite da Teheran, con lo spazio per una soluzione diplomatica che sembra ridursi progressivamente. L'Iran ha infatti inviato agli intermediari e agli Stati Uniti una proposta in sette punti che individua condizioni vincolanti per l'avvio di qualsiasi trattativa, evidenziando distanze ancora profonde tra le parti.

Sul fronte della navigazione nello Stretto di Hormuz, mentre Washington esige la riapertura del corridoio meridionale, Teheran si oppone fermamente accettando esclusivamente il passaggio lungo la rotta concordata con l'Oman. Si registra inoltre un forte disaccordo sui tempi e sulle modalità dell'eventuale intesa: l'Iran richiede che gli Stati Uniti rispettino tutti i propri impegni in un'unica soluzione prima di avviare il tavolo diplomatico, laddove la Casa Bianca continua a condizionare la revoca delle sanzioni, lo sblocco degli asset e la fine del blocco navale alle questioni legate al programma atomico. La proposta iraniana, contrariamente a quanto riportato da alcune ricostruzioni giornalistiche, non contiene invece alcun riferimento al dossier nucleare.

Ft: gli Houthi promettono di non prendere di mira le navi europee

Gli houthi dello Yemen, sostenuti dall' Iran, hanno assicurato all' Unione europea che non prenderanno di mira le navi europee nel mar Rosso. Lo riferisce il Financial Times, citando due diplomatici a conoscenza della questione. In una lettera inviata questo mese al servizio diplomatico Ue, i ribelli avrebbero spiegato che la loro offensiva lungo la costa meridionale dello Yemen non mira a interrompere il traffico marittimo internazionale nè a compromettere la libertà di navigazione attraverso lo stretto strategico di Bab al-Mandeb. Secondo Ft, il traffico container nell'area è intanto salito ai massimi da quasi tre anni.  

La milizia silenziosa e tenace che vuole il Mar Rosso

>> Home