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- Ipotesi di grazia al gioielliere Mario Roggero, Nordio avvia l’istruttoria. Il richiamo di Mattarella: “Scelgo io”
Lanciata una raccolta firme in Parlamento. Il Guardasigilli convocato al Quirinale. Il ministro Crosetto: “Si tratta di un’ingiustizia”. Intanto il commerciante condannato per duplice omicidio resta libero

Il gioielliere Mario Roggero nell'ultimo video sui social; al centro, in un frame del video dopo aver sparato ai rapinatori. A destra, il flash mob a sostegno della Lega

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Roma – La giornata di giovedì Mario Roggero l’ha passata da uomo libero, la costituzione in carcere, hanno fatto sapere i suoi legali, avverrà solo dopo la notifica dell’ordine di carcerazione. Il gioielliere 72enne è stato condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per l’uccisione, nel 2021, di due rapinatori e il ferimento di un terzo nel suo negozio a Gallo di Grinzane, in provincia di Cuneo.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella con il Ministro della Giustizia Carlo Nordio
Mentre, nell’ultimo video sui social Roggero spiega di avere ormai pochi minuti da trascorrere con i familiari, il suo caso diventa sempre di più un caso politico. Non è solo questione di scontro tra maggioranza e opposizione sul tema della legittima difesa, c’è di più: il ministero della Giustizia, che apre un’istruttoria per la concessione della grazia, entra in rotta di collisione con il Quirinale che difende le prerogative del Capo dello Stato. Finisce con la salita al Colle del Guardasigilli e una nota piuttosto dura della Presidenza della Repubblica.
È l’ufficio stampa del Colle a far sapere che Mattarella ha ricevuto nel pomeriggio il ministro Nordio “per puntualizzare i limiti delle attribuzioni del ministro in tema di concessione della grazia, facoltà che la Costituzione riserva esclusivamente al presidente della Repubblica come confermato dalla Corte Costituzionale con la sentenza 200 del 2006”. Chi conosce la prudenza con cui Mattarella si muove e la costante attenzione ad evitare strappi istituzionali sa che quel verbo – “puntualizzare” - e il riferimento alla sentenza della Consulta che ha stabilito che il potere di concedere la grazia “è una prerogativa decisionale sostanziale ed esclusiva” del Capo dello Stato – la pronuncia fu emessa sul caso della grazia all’ex militante di Lotta continua Ovidio Bompressi – tutto sono fuorché casuali e denunciano la volontà di ristabilire il corretto perimetro costituzionale della procedura.
Certo è che per tutta la giornata si sono rincorse le prese di posizione del centrodestra che considera la condanna a 14 anni e 9 mesi di carcere eccessiva “per un lavoratore 72enne incensurato che ha reagito all’ennesima rapina”, sottolinea Salvini. Proprio dal vicepremier arriva la proposta di “ragionare da legislatori su come estendere ulteriormente il concetto di legittima difesa”.

Cartelli dei senatori della Lega per Mario Roggero
Anche il ministro della Difesa, Guido Crosetto, critica l’interpretazione della normativa da parte della magistratura: “È stata applicata la legge? Probabilmente sì. È giusto? Per me no” e auspica che venga percorsa “ogni possibilità perché possa tornare a casa”. Forza Italia si spende per la richiesta di grazia ma con un distinguo: “Si tratta di un uomo che ha sbagliato – osserva Antonio Tajani – ma che è stato vittima di tante aggressioni ed è intervenuto per difendere la propria famiglia. Credo che meriti il perdono della società”.

Mario Roggero con la moglie e la figlia
Durissima e contraria alla grazia la posizione del Movimento 5 Stelle che definisce la raccolta di firme, avviata dalle forze di maggioranza in Parlamento a sostegno della richiesta, “una vergognosa operazione di propaganda” e parla di “figuraccia” di Nordio “a lezione di Costituzione” da Mattarella. Per Avs “le sentenze si rispettano” ed è “pericolosissima” l’idea di farsi giustizia da soli, mentre la Dem Debora Serracchiani definisce il Guardasigilli “inadeguato” e si chiede se “Giorgia Meloni fosse informata dell’iniziativa del suo ministro”. Adesso la richiesta di grazia farà il suo iter e poi toccherà a Sergio Mattarella esercitare un potere così delicato, così lontano dalle dinamiche della politica.
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