Introduzione
Approda in prima serata su Rai 3, lunedì 7 settembre, il dramma brasiliano premiato con l'Oscar. Diretto da Walter Salles e interpretato da Fernanda Torres, il film ricostruisce la vicenda reale della famiglia Paiva, travolta dalla dittatura militare degli anni Settanta. Ecco dove vederlo, la trama, il cast e la storia autentica che ha ispirato la pellicola
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Quello che devi sapere
La trama di Io sono ancora qui
Siamo nel Brasile del 1971, con Rio de Janeiro stretta nella morsa del regime militare. Eunice Paiva conduce una vita serena insieme al marito Rubens, ex deputato di area laburista, e ai loro cinque figli, in una casa sempre affollata di amici e parenti. L'equilibrio si spezza in un istante: un gruppo di uomini armati si presenta all'abitazione e porta via Rubens, che da quel momento sparisce senza lasciare traccia. Costretta a ricostruire la propria esistenza, Eunice avvia una lunga e ostinata ricerca della verità, trasformando il dolore privato in una battaglia pubblica per la giustizia e per i diritti di chi era stato inghiottito dalla repressione.
Il cast e il regista
A dare volto e voce a Eunice è Fernanda Torres, la cui interpretazione è stata accolta da un consenso pressoché unanime. Accanto a lei, nel ruolo di Rubens, recita Selton Mello. Un tocco particolare arriva dalla presenza di Fernanda Montenegro - madre di Torres nella vita reale e a sua volta grande attrice del cinema brasiliano - chiamata a interpretare Eunice nell'età più avanzata. Completano il cast, tra gli altri, Valentina Herszage e Luiza Kosovski. Dietro la macchina da presa c'è Walter Salles, per il quale questo è forse il progetto più personale: da bambino, infatti, il regista era stato vicino di casa dei Paiva e aveva conosciuto da vicino le persone al centro di questa storia.
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La vera storia di Io sono ancora qui
La vicenda raccontata in Io sono ancora qui non è frutto di fantasia. Rubens Paiva era un politico brasiliano, deputato prima che il colpo di Stato del 1964 stravolgesse la vita del Paese. Arrestato all'inizio degli anni Settanta, fu fatto sparire dagli apparati della dittatura e ucciso: il suo corpo non venne mai ritrovato, e per decenni la responsabilità dello Stato rimase senza un riconoscimento ufficiale. Al centro della storia c'è però soprattutto Eunice, che di fronte al silenzio delle istituzioni non si arrese. Negli anni si laureò e divenne avvocata, dedicandosi alla difesa dei diritti umani e delle popolazioni indigene, e trasformandosi in una delle figure simbolo della lotta contro gli abusi del regime. Il film nasce dalle pagine del libro di memorie firmato da Marcelo Rubens Paiva, figlio della coppia, che ha ricostruito la scomparsa del padre e la tenacia della madre.
I premi
Il riconoscimento più importante è arrivato con l'Oscar 2025 come Miglior film internazionale, un traguardo storico per il cinema brasiliano, mai premiato prima in questa categoria. A questo si è aggiunto il Golden Globe conquistato da Fernanda Torres come migliore attrice in un film drammatico, oltre al premio per la sceneggiatura ottenuto alla Mostra del Cinema di Venezia. Al di là delle statuette, la pellicola ha colpito per la capacità di intrecciare la Storia con la storia di una singola famiglia. Attraverso lo sguardo di Eunice, il film restituisce il peso di un intero periodo buio, ricordando come la memoria e la ricerca della verità possano diventare forme di resistenza. Un'opera di impegno civile che parla di lutto, amore e dignità, e che continua a interrogare lo spettatore ben oltre i titoli di coda.
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