Il report.
13 ottobre 2026 alle 00:13
Situazione mediamente sotto controllo, ma è allerta in Baronia, Ogliastra e nella NurraIl sistema degli invasi della Sardegna tiene, nonostante l'estate 2026 torrida e la scarsa piovosità del periodo. Al 30 settembre complessivamente nei serbatoi artificiali del sistema idrico multisettoriale dell'Isola erano presenti 1128,59 milioni di metri cubi di acqua (61,08% della capacità autorizzata), in calo di oltre 5 punti percentuali rispetto ad agosto 2026, quando vi erano 1229,62 milioni di metri cubi (66,55%) con un netto miglioramento rispetto a settembre 2025 quando il volume utile invasato era di 716,23 milioni di metri cubi e solo il 38,76% della risorsa idrica disponibile (+412 milioni di metri cubi).
I dati
L’indicatore medio regionale, secondo l'ultimo report dell'Autorità di Bacino, è pari a 0,46 e quindi si è in una fase di preallerta a causa del fatto che alcuni sistemi locali sono in condizioni critiche (allerta). In particolare nel Posada c’è solo il 9,43% del volume utile invasato, nel Cedrino il 17,68%, nell'Alto Cixerri il 24,80% e in Ogliastra il 38,17%. Situazione meno critica, ma comunque segnalata come “allerta”, nella parte Nord Occidentale dove però si è al 47,61% del volume complessivo.
Nei giorni scorsi il presidente del Consorzio di Bonifica della Nurra e di Anbi Sardegna, Gavino Zirattu, ha lanciato l’ennesimo appello: «Sono necessarie le infrastrutture e una programmazione efficace per creare una rete idrica che raggiunga agricoltori e allevatori fuori dal nostro sistema di approvvigionamento».
L’agricoltura
Questo perché nelle campagne del Nord Ovest è ritornata la siccità e l’acqua non basta neppure ad abbeverare il bestiame. Specie nelle zone non servite dal Consorzio della Nurra. Le piogge abbondanti degli ultimi giorni hanno incrementato di 100 mila metri cubi il livello dell’acqua dei bacini del Temo e del Cuga, non un grande risultato ma comunque una situazione che si potrebbe definire fuori dall’emergenza.
«Seppure per fare risalire il livello di falde e invasi serve molto di più», osserva Zirattu. «Il problema più serio è rappresentato dalle aziende agricole e zootecniche che sono fuori dalle condotte del Consorzio di Bonifica», sottolinea Zirattu, «perché per abbeverare il loro bestiame non riescono a utilizzare i propri pozzi, a secco, ma possono solo sperare nella pioggia».
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