L'inchiesta aperta due giorni fa dalla Procura di Catania sull'intossicazione da monossido di carbonio di almeno nove dei 32 ospiti dello storico albergo Rifugio Sapienza, a quota 1.910 metri sull'Etna, si allarga. I magistrati vogliono "individuare l'origine della dispersione del monossido all'interno della struttura" e anche "accertare se il decesso di un ospite, verificatosi nei giorni precedenti, sia riconducibile all'esposizione allo stesso gas". L'ultimo riferimento è alla morte, lo scorso 16 settembre, di un turista di 66 anni originario di Singapore, per cui è stata indagata, come atto dovuto, per omicidio colposo la legale rappresentante della struttura. L'esame medico legale aveva escluso la morte violenta, adesso il procuratore Francesco Curcio, l'aggiunto Fabio Scavone e la sostituta Chiara Milazzo, hanno disposto "il sequestro probatorio dell'intera struttura ricettiva" per "consentire l'ulteriore approfondimento degli accertamenti, verificare lo stato e la funzionalità degli impianti e determinare con esattezza le cause dell'accaduto".
L'inchiesta si allarga e si sdoppia perché sono due i fascicoli aperti in Procura a Catania: uno per la morte del turista, che ipotizza l'omicidio colposo e le lesioni colpose, e l'altro per le intossicazioni da monossido di carbonio, per disastro colposo. Il primo fascicolo ha un'indagata, la legale rappresentante del Rifugio Sapienza a cui è stato notificato dai carabinieri del comando provinciale di Catania un avviso per l'esecuzione dell'autopsia sulla vittima come accertamento tecnico non ripetibile. Il provvedimento, che ipotizza anche le lesioni colpose nei confronti di quattro intossicati da monossido di carbonio, è un atto dovuto per potere eseguire l'esame medico legale come accertamento tecnico non ripetibile, e il suo esito sarà 'cristallizzato' per eventuali sviluppi giudiziari. Il legale dell'indagata, l'avvocato Carmelo Galati, nominerà un consulente di parte per partecipare all'autopsia e lo stesso farà l'avvocato Dario Riccioli che rappresenta i familiari della vittima. L'autopsia è stata fissata per venerdì prossimo nell'obitorio del Policlinico universitario di Catania.
Dalle verifiche dei vigili del fuoco sarebbe emerso che "la dispersione di monossido di carbonio potrebbe essere dovuta a un malfunzionamento dell'impianto di evacuazione di gas combustibili di una caldaia alimentata a Gpl" che si trova "nei locali cucina, sottostanti le camere interessate" dove si trovavano gli ospiti dell'albergo che hanno fatto ricorso alle cure mediche all'ospedale Cannizzaro di Catania. Sono stati nove gli ospiti del Rifugio Sapienza presi in carico nel nosocomio del capoluogo etneo. Tre di loro che avevano problemi respiratori sono stati sottoposti al trattamento di ossigeno terapia nella camera iperbarica perché trovati con un tasso superiore al 40% di carbossiemoglobina, il composto che si forma quando il monossido di carbonio si lega all'emoglobina presente nei globuli rossi del sangue. Dopo la terapia sono stati tenuti in osservazione e poi dimessi.
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