Avrebbero accusato sintomi da intossicazione alimentare il giorno dopo aver partecipato a un convegno aziendale organizzato venerdì scorso in una struttura ricettiva nel sud est Barese. Decine di persone, tra gli oltre 300 invitati all’evento di una multinazionale e provenienti da tutta Europa, sarebbero al momento ricoverati in vari ospedali in Italia e all’estero. Uno dei casi più gravi sarebbe addirittura evoluto in setticemia.
La convention
L’intossicazione gastrointestinale si è manifestata il giorno successivo alla convention, che ha previsto accanto alla sessione di lavoro un coffee break e una cena sociale conviviale, quando tutti gli ospiti avevano ormai lasciato la struttura per tornare nei rispettivi luoghi di residenza. Il sospetto è che i sintomi possano essere legati a salmonellosi o a escherichia coli. Il caso, al momento, è confermato dal Servizio di prevenzione della Asl di Bari (allertato immediatamente alla comparsa dei primi sintomi) che ha preso in carico la pratica e sta effettuando tutte le verifiche necessarie per individuare le cause dell’intossicazione con il supporto del nucleo dei Nas, come da procedura.
Il servizio di prevenzione, infatti, a seguito della segnalazione svolge una inchiesta epidemiologica, intervistando la persona/persone coinvolte e prescrivendo eventuali accertamenti di laboratorio. L'obiettivo è di individuare l'alimento, o gli alimenti, responsabili dell’evento ed eventuali ulteriori persone coinvolte. In seguito, vengono attivati i servizi competenti per il controllo sui luoghi di preparazione, commercializzazione e somministrazione degli alimenti. Nella maggior parte dei casi i disturbi passano da soli, ma a volte i rischi per la salute possono diventare gravi, soprattutto quando il numero delle persone coinvolte è molto alto.
La salmonellosi
La salmonellosi, ad esempio, è un’infezione gastrointestinale provocata dalla Salmonella enterica, una specie batterica che vive nell’intestino di uomini e animali, nel suolo e nelle falde acquifere. Appartengono a questa specie oltre 2000 batteri diversi. Si può contrarre mangiando alimenti o bevendo liquidi contaminati dal batterio, oppure entrando in contatto con oggetti contaminati o animali infetti. Gli alimenti che più facilmente possono essere contaminati sono carne, pollame e frutti di mare crudi ma anche latte e uova crudi non pastorizzati e frutta e verdura irrigate con acqua che vede la presenza del batterio. La contaminazione degli alimenti può avvenire durante la produzione e la preparazione, o dopo la cottura, per una scorretta manipolazione o scarse norme igieniche. La maggior parte delle persone infettate presenta i sintomi tipici di una gastroenterite come diarrea, nausea e vomito.
Rischi simili si verificano anche nel caso in cui si tratti di infezione da Escherichia coli, dove alcuni ceppi del batterio infettano l’intestino crasso causando diarrea e talvolta altre complicanze gravi. I sintomi più comuni di gastroenterite, anche in questo caso, sono diarrea e crampi addominali. Anche se generalmente lieve, l’infezione può causare dolore addominale, gonfiore (distensione) addominale dovuto a gas, diarrea grave e disidratazione. I ceppi di questo batterio nocivi per la salute sono in genere veicolati da cibi contaminati, come frutta e verdura cruda, latte non pastorizzato, carne non adeguatamente cotta, o acqua contaminata. L’infezione da escherichia coli può avvenire anche tramite contatto tra persone, in particolare quando una persona infetta non si lava in modo corretto le mani. Non è possibile prevenire l’infezione di escherichia coli farmacologicamente, ma si possono mettere in atto alcune strategie per diminuire la possibilità di contagio.
Nei casi più gravi, in particolare in presenza di diarrea sanguinolenta, febbre molto alta o altri sintomi, che lo specialista gastroenterologo ritiene di entità moderata o severa, può essere necessario un trattamento antibiotico. In casi ancor più complessi come la sindrome emolitico-uremica, gravi infezioni dell’apparato urinario o la setticemia potrebbe essere necessario il ricovero e trattamenti specifici.
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