Intervista a Roberto Marti: «Pensioni e flat tax per i giovani, misure utili per l’economia del Sud»

2026/09/10

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Roberto Marti, presidente della Commissione Cultura del Senato, dopo quattro anni di governo quali misure intende ricordare come di maggiore impatto per il Mezzogiorno?

«La Zes che ha impresso una spinta agli investimenti e portato il Mezzogiorno, Puglia e Campania in primis, a un ruolo propulsore dell’economia del Paese e oggi modello esportabile a livello nazionale. Poi Agenda Sud che ha avuto il merito di ridurre drasticamente la dispersione scolastica. E i fondi di Coesione che hanno portato una visione di sviluppo e garantito al Sud di crescere sotto il profilo della dotazione infrastrutturale. E questo anche per merito del leader della Lega, ministro delle Infrastrutture e vicepremier Matteo Salvini: investire sulle linee di collegamento da Napoli e Bari a Lecce è una precondizione imprescindibile per lo sviluppo».

Marti, senatore di lungo corso, pugliese con radici nel Salento, è impegnato nella due giorni leghista «A tua difesa», evento organizzato a Roma dal sottosegretario al Lavoro e vicesegretario della Lega Claudio Durigon.

Quali misure per la crescita sono al centro dei lavori della due giorni alle Officine Farneto? Fa discutere la proposta di intervenire sulle pensioni con la possibilità di uscita a 64 anni. Ritiene che il provvedimento sia sostenibile?

«Lo hanno ben spiegato il ministro dell’Economia Giorgetti e lo stesso sottosegretario Durigon: dare la possibilità di scegliere a quelli che hanno iniziato a lavorare prima del 1996 se andare in pensione o meno, costerebbe 1,5 miliardi l’anno. Si tratterebbe di circa 80mila pensioni in più. È una ipotesi in via sperimentale per tre anni, ci sarà un impatto di 1,5 miliardi l’anno. Si tratta di correggere una distorsione tra chi ha cominciato a lavorare prima del 1996 e chi ha cominciato a lavorare dopo il 1996 anche se il sistema deve poi ovviamente garantire la sostenibilità nel lungo termine. Contiamo anche di utilizzare una maggiore flessibilità da parte dell’Europa».

Altra proposta è la flat tax per i giovani: un cavallo di battaglia della Lega...

«Si tratta di intervenire anche sotto il profilo fiscale per agevolare le assunzioni dei giovani. Ringrazio Luca Toccalini, coordinatore federale della Lega Giovani. Ma stiamo studiando anche misure di sostegno per le partite Iva. Oggi abbiamo un limite a 85mila euro per i redditi delle partite Iva cui applicare l’aliquota preferenziale al 15% e da tempo la Lega punta a salire a 100mila euro».

Quali interventi auspicate soprattutto per la sanità nel Mezzogiorno?

«Innanzitutto lo stop agli sprechi e una razionalizzazione delle risorse per liberare fondi per l’efficientamento delle strutture, l’acquisto di apparecchiature, la stipula di accordi tra pubblico e privato per ridurre l’impatto delle liste di attesa e della migrazione passiva da Sud verso Nord i cui costi gravano sulle Regioni e sul Ssn».

Cultura, turismo, sport sono voci importanti per l’economia del Sud: a quali misure state pensando?

«Il Senato ha già approvato un disegno di legge, ora in seconda lettura alla Camera, che riordina ruolo e compiti delle Sovrintendenze per ridurre la burocrazia senza danneggiare il paesaggio».

Poi c’è la riforma dello sport...

«Al momento sul tavolo ci sono cinque proposte diverse, l’intento è quello di arrivare a una sintesi su un testo unico. Qui non si tratta di riformare soltanto il calcio ma di offrire una visione nuova dello sport in Italia a cominciare dalla dotazione infrastrutturale, dagli impianti, dall’incentivare l’attività sportiva nelle scuole. Lo sport costa ma deve essere per tutti. Dal 23 settembre proseguiremo una serie di audizioni per realizzare una riforma necessaria per il Paese».

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