«Non c'è nulla per i giovani, non c’è nulla per la cultura e non c'è nulla soprattutto per le imprese, che sono la vera ricchezza del nostro territorio. Purtroppo è accaduto quello che temevamo: un documento soltanto demagogico, che cerca di allocare risorse clientelari per distribuire mancette qui e là. La maggioranza si comporta come dei Robin Hood al contrario», attacca subito Gennaro Sangiuliano, capo dell’opposizione in Regione non appena terminato il suo intervento in aula sul Defr.
Come centrodestra avete presentato una serie di proposte.
«Moltissime, partendo dai dati economici di questa regione. Le cito quelli della Svimez».
Prego.
«Nel Mezzogiorno, la disoccupazione scende di 4,5 punti, passando dal 16,4 all’11,9 per cento, ma la Campania scende soltanto di 3,8 punti. Per cui i livelli della nostra Regione restano molto distanti dalla media nazionale e da quella europea. Altro che quadro positivo come sostiene la maggioranza nel suo documento».
Il progetto è quello di varare, nei primi mesi dl 2027 un reddito di cittadinanza campano che ha già acceso lo scontro anche se non sono noti i numeri.
«Per questo abbiamo parlato di deriva cubana. Già, nelle scorse settimane, è stata varata una delibera scellerata per elargire un po’ di fondi ai disoccupati organizzati. Una scelta che ha spaccato anche la giunta regionale. Il reddito di cittadinanza regionale, che il presidente Fico, per pudore dopo il conclamato fallimento dell’analoga misura nazionale, ribattezza reddito minimo scasserà i conti della Regione e, cosa più grave, toglie risorse ai servizi reali, a partire dalla sanità, alla cultura, alla scuola, alle imprese e alle infrastrutture: strade, ferrovie, depuratori, difesa del suolo. Noi dobbiamo creare lavoro vero e non dare sussidi a pioggia. Per questo le nostre proposte, messe nero su bianco, sono altre».
Si riferisce alle pensioni e agli studenti?
«Certo. Chiediamo di portare tutte le pensioni della Campania a 1.200 euro con un’integrazione regionale, quindi un reddito di dignità per i pensionati, perché con meno di 1.200 euro non puoi vivere in maniera dignitosa. Chiediamo di realizzare anche qui, come si è fatto in Calabria con Occhiuto, il reddito di merito per quei giovani meritevoli che noi dobbiamo trattenere qui. La Campania laurea infatti giovani eccellenti, qualificati e con grandi ambizioni ma purtroppo ne perdiamo una gran parte costretti ad emigrare al Nord se non addirittura all’estero. L’attribuzione di un reddito di merito va nella direzione di premiare i giovani bravi e farne un valore per lo sviluppo dell’economia e dell’impresa. Un reddito di dignità e uno di merito, questa è la nostra controproposta».
Che non è passata.
«Non c’è abbastanza coraggio. Eppure guardi io sono molto attento a certe questioni care alla sinistra. Sono uno studioso di Max Weber e sarei, come in Germania, per far entrare le rappresentanze degli operai nei cda delle aziende».
A leggere la vostra risoluzione, firmata da tutto il centrodestra, puntate il dito anche su sanità e trasporti.
«Liste d’attesa e costi troppo alti: in Campania niente visite ed esami per quasi un cittadino su 10 mentre la mobilità sanitaria ha un peso enorme. In Campania la “fuga” si aggira intorno al 10 per cento, tra le più alte d’Italia, ed è costato nel 2022 ai cittadini campani circa 285 milioni di euro. Risorse che potrebbero essere recuperate con una riorganizzazione della sanità regionale che tenga conto dei cambiamenti intervenuti nella domanda di salute. Per i trasporti, a parte un piano straordinario per la Circumvesuviana che non c’è, la sfida non può essere affrontata con la logica dell'isolamento amministrativo o dei ritardi burocratici. Aggiungo un dato: ho come l’impressione che questa maggioranza non sia così unita come voglia far credere».
A cosa si riferisce?
«Il consiglio ha conclamato una spaccatura evidente con gli interventi degli esponenti di Avs e dei riformisti di Mastella. E nella designazione dei componenti dell’Osservatorio sulla cabina di regia per gli interventi sulla violenza di genere, la consigliera del Pd Bruna Fiola ha perso pezzi della sua maggioranza perché alcuni hanno votato Andreozzi, qualcuno Vignati e qualcuno Raia. E poi, nel finale del consiglio, dopo la nostra richiesta di una verifica, manca pure il numero legale su una mozione della maggioranza».
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