Inter centrifuga che non dà scampo: la profezia avverata e quel termine sempre più usato…

2026/10/11

Categories: sports

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VIDEO FCIN1908 / L'Inter cala il tris col Parma: il commento da San Siro di Daniele Vitiello

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È toccato anche al Parma del malcapitato Gilardino finire nella centrifuga del Meazza ieri. L’Inter a San Siro ha sbrigato la pratica in circa mezz’ora, il tempo di un programma rapido, senza sbavature. Il candeggio nerazzurro con tre risciacqui ha rafforzato le certezze della capolista e rimosso dal campo qualsiasi traccia di ambizione degli emiliani.

L’idea coraggiosa del Parma di alzare il baricentro all’occorrenza e sfidare la pressione interista con un’impostazione dal basso non ha pagato di certo. I ragazzi di Chivu, con tanto campo da aggredire e la possibilità di recuperare la sfera addirittura a ridosso dell’area avversaria, hanno avvertito l’odore del sangue e si sono fiondati sulla preda senza pietà. Emblematiche sono soprattutto l'azione del primo e del terzo gol, con il recupero alto di Sucic e l'aggressione dello spazio di Thuram per il tris che ha fatto arrabbiare l'allenatore avversario.

Inter Chivu
Spence
Getty Images

Inter, si è esaudita una profezia

Avevano preparato anche un piano B, non sapendo quale abito gli emiliani avrebbero sfoggiato alla prima di Gilardino in panchina. Erano pronti a qualsiasi tipo di match, ma è bastata l’Inter di sempre per regolare la pratica in scioltezza. In pratica si è esaudita la profezia di Zielinski: qualche giorno fa il polacco aveva auspicato che fosse l’Inter per una volta, rispetto al trend di inizio stagione, a trovarsi subito avanti e non essere così costretta a rincorrere. In trenta minuti la gara aveva detto già abbastanza, praticamente tutto.

stankovic inter parma (1)
Getty Images

Tanto che il risparmio energetico della ripresa ha permesso a Chivu di gestire le risorse in vista delle prossime gare. Hanno messo benzina nelle gambe l’esordiente Spence, che non vedeva l’ora di sgroppare sulla destra, così come Stankovic – subentrato a Calhanoglu – aveva fame di minuti. Il rampollo di Deki ha colto al volo la chance e se l’è goduta, in attesa di partire anche titolare più avanti.

In una squadra evoluta, termine sempre più caro ultimamente a Chivu, ognuno deve avere ben chiaro il ruolo nello spartito. Questione di sincronismi, identità, principi. Seguendo un ritmo diverso rispetto a quella di Inzaghi, anche l’Inter di Chivu si propone di essere poesia in movimento. Per conferme chiedere a Federico Dimarco, che a un certo punto ieri si è addirittura trovato a crossare dalla posizione di quinto di destra. L’ha confermato il suo tecnico: può ritrovarsi punta, mezzala, esterno opposto, perché l’imprevedibilità di questa squadra nasce da un lavoro certosino e non ha limiti. Proprio come per gli obiettivi: la centrifuga nerazzurra può spazzare via chiunque.

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