Sit in e slogan da un lato, tavoli istituzionali dall'altro. Mentre lavoratori e famiglie hanno protestato ieri sotto le finestre della Prefettura di Brindisi contro il taglio delle ore del servizio di integrazione scolastica, al primo piano si è consumato un vertice decisivo per il futuro dell'assistenza agli alunni con disabilità nei nove Comuni dell'Ambito territoriale sociale Br4, ossia Cellino San Marco, Erchie, Latiano, Mesagne, San Donaci, San Pancrazio Salentino, San Pietro Vernotico, Torchiarolo e Torre Santa Susanna.
Il vertice in Prefettura
Una vicenda che nelle ultime settimane ha messo a dura prova la tenuta di un servizio essenziale, alimentando tensioni sociali e polemiche politiche, e che ieri ha trovato nella figura del prefetto Guido Aprea un punto di mediazione. Attorno al tavolo si sono seduti i rappresentanti del Consorzio, le amministrazioni comunali coinvolte, le organizzazioni sindacali e le altre parti in causa, chiamate a confrontarsi su un tema che riguarda da vicino centinaia di famiglie e i lavoratori del comparto. Il risultato più concreto emerso dall'incontro è la costituzione di un tavolo tecnico permanente, che resterà attivo fino a dicembre con il compito di monitorare l'evoluzione della situazione e lavorare, passo dopo passo, alla ricerca di soluzioni durature. Il clima, a differenza di quanto si respirava in strada, è stato definito sereno e improntato al dialogo: il prefetto Aprea ha invitato tutte le parti a lasciare da parte contrapposizioni e strumentalizzazioni politiche, concentrando invece le energie sulla individuazione di risposte concrete al problema.
Il confronto col governo
Due, in particolare, le direttrici di lavoro emerse dal confronto. La prima guarda all'interno dell'Ambito che ha sede a Mesagne, con l'ipotesi di una riprogrammazione dei servizi e delle risorse già disponibili, verificando se esistano margini, tecnici e amministrativi, per reperire ulteriori fondi da destinare all'integrazione scolastica. La seconda strada, più complessa e di respiro più ampio, punta invece a una ridefinizione complessiva dell'impianto finanziario del servizio: un percorso che, se necessario, non potrà prescindere da un confronto diretto con il Governo nazionale. Proprio su questo fronte si guarda con attenzione alla data del 6 ottobre, quando è in programma un incontro tra la Regione e il ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli. Un appuntamento che potrebbe fornire indicazioni importanti sulle prospettive finanziarie e sui margini di intervento a sostegno del servizio, restituendo un orizzonte più chiaro a famiglie e operatori.
La richiesta della Regione: nuovi fondi
Il sindaco di Mesagne Francesco Rogoli ha spiegato: «La Regione ha portato al tavolo nazionale la proposta di aumentare il Fondo per la non autosufficienza, passando dai 128 milioni stanziati per il 2025 ai 160 milioni previsti per il 2026. Risorse aggiuntive, al momento non imputate nel bilancio del Consorzio, potrebbero arrivare proprio da questo fondo». Il percorso di confronto, tuttavia, non si fermerà in attesa di quella scadenza. Già per il 30 settembre è stato fissato un nuovo incontro, promosso dal Consorzio insieme alle parti coinvolte, a cui parteciperanno le organizzazioni sindacali e, con ogni probabilità, anche un rappresentante della Regione. In quella sede verranno messi sul tavolo prospetti, numeri e dati puntuali sulla spesa sostenuta per l'integrazione scolastica: elementi ritenuti indispensabili per costruire un quadro condiviso della situazione e, su questa base, individuare finalmente una soluzione che possa mettere d'accordo esigenze di bilancio e diritto all'istruzione degli alunni più fragili.
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