Sul quarto di finale in programma stanotte all'Hard Rock Stadium pesa l'incognita dei temporali. Il regolamento impone lo stop automatico in caso di fulmini vicino all'impianto, e non è escluso che l'orario venga posticipato.

Mg New York (Stati Uniti) 27/06/2026 - Mondiali di Calcio 2026 / Panama-Inghilterra / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Harry Kane
C’è un convitato di pietra su Inghilterra-Norvegia, quarto di finale in programma stanotte (calcio d’inizio previsto alle 23 italiane) all’Hard Rock Stadium di Miami: il meteo. Sull’area della Florida sono attesi forti temporali, e questo apre a un’ipotesi concreta: che la Fifa decida di posticipare l’inizio della gara. Attenzione, però: al momento non c’è alcuna comunicazione ufficiale in tal senso. Si tratta di uno scenario possibile, non di una decisione presa.
Inghilterra-Norvegia: perché si teme il rinvio
La ragione è nel regolamento, non nell’organizzazione. Le norme Fifa prevedono la sospensione automatica del gioco se vengono rilevati fulmini entro un raggio di circa 13 chilometri (otto miglia) dallo stadio. Uno strumento di sicurezza che, in caso di attività elettrica in prossimità dell’impianto, non lascia margini: si ferma tutto. Ecco perché, con l’allerta temporali, non è escluso che si scelga di far slittare il fischio d’inizio in via precauzionale, in attesa che il fronte passi. Un’incognita che si somma a quelle di una vigilia già movimentata, con il malessere nel ritiro della Norvegia e il timore di un virus.
Il precedente e le previsioni
Non sarebbe una novità. L’Inghilterra ha già vissuto un rinvio meteo in questo torneo, agli ottavi contro il Messico, quando la partita fu ritardata di circa un’ora per i temporali. Va detto, però, che le previsioni più aggiornate danno il regolare inizio come molto probabile, intorno al 90%: l’ipotesi-slittamento resta sullo sfondo, legata all’evoluzione in tempo reale dei fulmini più che a una scelta a tavolino. L’altra variabile, semmai, è il caldo estremo che accompagna tutto questo Mondiale americano, lo stesso che ha spinto la Fifa a introdurre le pause di idratazione al 22′ di ogni tempo.
Un contorno che pesa
Il tutto attorno a una sfida che è già un evento a sé: la corsa ai biglietti, con tagliandi arrivati a cifre folli e la percentuale che finisce alla Fifa, ne ha fatto lo specchio del “Mondiale dell’avidità”. Sul campo, invece, la sobria Inghilterra di Tuchel sfida la Norvegia di Haaland per un posto in semifinale. Nell’attesa, l’unica certezza è l’incertezza: si gioca col cielo sotto osservazione, pronti a far scattare — se servirà — lo stop. Aggiorneremo non appena arriverà, eventualmente, una decisione ufficiale sull’orario.
>> Home