Con l'arrivo della stagione invernale è tempo anche di influenze e virus respiratori. Per avere un'idea del trend e una stima dei casi, gli esperti guardano all'Australia - dato che il suo inverno (da giugno a settembre) precede il nostro, fungendo da sistema sentinella per capire quali ceppi virali (come H1N1, H3N2 o il tipo B) circoleranno successivamente in Europa. Ecco cosa aspettarci.
Le previsioni
«Quest'anno per fortuna i dati sull’influenza che ci arrivano dall'Australia evidenziano un andamento meno pesante degli ultimi anni» per la stagione dei virus respiratori. «Comunque la previsione è sempre su almeno 12-14 milioni di casi attesi, anche se tutto questo poi dovremo profilarlo meglio in funzione dell'andamento delle temperature, vedremo cioè se la stagione invernale sarà particolarmente rigida e quindi avremo più casi di influenza oppure se sarà caratterizzata da sbalzi termici o temperature più miti che invece faciliteranno il lavoro di quel mix di virus respiratori che comunque fanno parte di questa stagione invernale». È il quadro prospettato dal virologo Fabrizio Pregliasco, professore associato del Dipartimento di Scienze biomediche per la salute dell’università degli Studi di Milano e direttore sanitario aziendale dell’Irccs ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio di Milano, oggi in occasione del consueto incontro promosso a Milano da Assosalute, Associazione nazionale farmaci di automedicazione, per fare il punto su come sarà la stagione dei virus respiratori 2026-2027 e come gestire i sintomi.
Via libera a nuovi vaccini
Intanto, l'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha dato il via libera ai nuovi vaccini per la campagna antinfluenzale 2026-2027. Si tratta di nove prodotti, aggiornati per proteggere contro i ceppi virali che si prevede circoleranno nella prossima stagione, secondo le raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. La gran parte dei vaccini approvati si somministra, come da tradizione, per iniezione, ma anche quest'anno è confermata la formulazione in spray nasale per bambini a partire dai 2 anni e per gli adolescenti fino a 18 anni. Due prodotti sono indicati soprattutto per le fasce di età più mature (a partire dai 50 o 60 anni). Gli altri per tutta la popolazione a partire dai 6 mesi. I vaccini antinfluenzali «hanno un profilo di sicurezza consolidato», afferma l'Aifa che ricorda che la sicurezza dei vaccini è garantita da una Rete Nazionale di Farmacovigilanza che «raccoglie e analizza le segnalazioni di sospette reazioni avverse da operatori sanitari e cittadini».

Secondo le indicazioni del ministero della Salute la campagna di vaccinazione partirà dall'inizio di ottobre, in corrispondenza con la quarantesima settimana dell'anno. La vaccinazione è «raccomandata e offerta attivamente e gratuitamente» a una larga fetta della popolazione: tutti coloro che hanno compiuto 60 anni, le donne in gravidanza e che hanno partorito da poco tempo, i bambini tra i 6 mesi e i 6 anni, chi è affetto da malattie che espongono a un maggior rischio di complicanze in caso di influenza e a chi se ne prende cura, chi è ricoverato nelle strutture di lungodegenza. Vaccini raccomandati e offerti gratuitamente anche agli addetti a servizi pubblici di primario interesse (come personale sanitario, forze di polizia e vigili del fuoco), a lavoratori socialmente utili e particolarmente esposti e ad altre categorie come i donatori di sangue. Non tutti i vaccini approvati saranno però necessariamente disponibili sul mercato: le Regioni decidono annualmente quelli che verranno utilizzati.
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