
di Antonio Pio Guerra
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venerdì 28 agosto 2026, 02:05
I ragazzi che hanno aggredito l’autista di Conerobus sono gli stessi che, neanche due settimane fa, aggredirono lei, infermiere, al Pronto soccorso di Torrette. Oggi ha paura di ritorsioni, e per questo chiede l’anonimato: cosa ha provato non appena la notizia l’ha raggiunta?
«Appena l’ho saputo, appena ho scoperto che gli autori dell’aggressione all’autista di Conerobus erano gli stessi che avevano picchiato me, devo dire che ho provato una brutta sensazione. Ho pensato: la legge, in Italia, funziona male».
Anche lei se la vide brutta: si ritrovò steso a terra, con le mani al collo. Per fortuna, però, riuscì a salvarsi. Sapendo che i suoi aggressori sono ancora liberi di girare, riesce comunque a dormire sogni tranquilli?
«Da quando è successo, devo dire che ho perso un po’ della mia serenità. Ho degli incubi la notte, mi spaventa l’idea che queste persone possano cercare di trovare l’indirizzo di casa mia. Avrei voglia che finissero in galera, finalmente, ma non nono sicuro se ci andranno nemmeno a questo giro».
Nell’intervista che ci aveva rilasciato all’indomani dell’aggressione, aveva definito i suoi picchiatori dei criminali, aveva detto che se non fossero stati fermati, ci avrebbero riprovato. Profetico, non trova?
«È l’ora scossa che questa gente finisca in galera per i danni che sta facendo. Sono sicuramente capaci di rifarlo. È nella loro natura».
Tra i motivi che l’hanno spinta a chiedere l’anonimato, c’è anche la paura di doversi ritrovare faccia a faccia con i suoi aguzzini per una seconda volta.
«Devo dire che mi farebbe strano rivederli in faccia. Posso dire che sarei stato molto più contento se avessi saputo che erano stati messi dentro, sono dei delinquenti. In pronto soccorso di ubriachi ne vediamo tanti, ma la mattina dopo ti chiedono scusa per come si sono comportanti. Si pentono. Questi no».
Se potesse parlare con l’autista che ha avuto la sfortuna di incappare nella sua stessa sorte, cosa gli direbbe?
«Lo abbraccerei, e poi gli direi che deve avere la forza di denunciare queste persone, altrimenti vinceranno sempre loro. Io ho già preparato la denuncia, la farò la settimana prossima. Questa gente non deve stare a piede libero».
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