Infantino in fuga, ripara in Marocco. Promette la finale 2030 in cambio del sostegno africano

2026/08/05

Categories: sports

L'amico di Trump è sotto assedio ed è volato a Rabat convocando una riunione straordinaria dei vertici Fifa. Il Pallone d'Oro portoghese lo attacca a palle incatenate: "Dimettiti, i tuoi amici americani ti pagheranno cinque volte tanto il tuo stipendio". Lo stanno mollando anche i sauditi

Cronache dal bunker di Gianni Infantino. Oggi l'ha trasferito a Rabat, capitale del Marocco, uno dei Paesi che ospiterà il Mondiale 2030 insieme con Spagna e Portogallo mentre le prime tre partite si disputeranno in Argentina, Uruguay e Paraguay, secondo la formula demenziale partorita dal sempre più traballante presidente Fifa, alla disperata ricerca di aiuto. Tanto da promettere in cambio ai marocchini la finale del prossimo torneo iridato a Rabat anziché al Bernabeu (potete immaginare le reazioni degli spagnoli, soprattutto in questi giorni con tutto ciò che sta succedendo a Ceuta). Infantino è atterrato nel Paese nordafricano convocando una riunione d'urgenza dei vertici Fifa i quali, a dire la verità, si stanno squagliando. Il primo consigliere, Carlos Cordeiro, si è dimesso in segno di protesta contro il folle progetto di vendere la Coppa del Mondo ai fondi privati, fra i quali Thrive Eternal (Prosperare in eterno) by Joshua Kushner, fratello di Jared, genero di Donald Trump. Il  Chief Operating Officer (Direttore Operativo), Kevin Lamour, ha tuonato: "Lo staff della FIFA si sente ingannato dalla mancanza di trasparenza di Infantino durante la pianificazione del progetto con investitori privati e merita un trattamento migliore rispetto al disprezzo e alle intimidazioni. È un progetto che fa capo a una sola persona. Questo progetto non deve andare avanti e i vertici del calcio devono ora prendere le decisioni giuste. So che potrei rimetterci il posto, ma almeno ricomincerò a dormire tranquillo". L'Uefa ha confermato che boicotterà le competizioni Fifa se Infantino non si toglierà dai piedi e gli ha intimato di "identificare, localizzare e conservare immediatamente tutti i documenti e i materiali elettronici relativi al piano di vendita del Mondiale, indipendentemente dalle normali politiche di cancellazione. Qualsiasi distruzione o alterazione  dopo la notifica potrebbe configurare occultamento di prove, con possibili sanzioni e inferenze sfavorevoli in sede di giudizio. Inoltre, chiede conferma scritta entro cinque giorni lavorativi, con dettagli su chi supervisiona la conservazione e su eventuali materiali già eliminati". 

"GO HOME". Non passa giorno senza che una federazione, a cominciare da Galles e Inghilterra, annunci: non sosterremo la sua ricandidatura al congresso in programma nel marzo 2027. Motivazione di Cardiff: "I recenti fallimenti in materia di buona governance, processi, leadership, valori, gestone delle parti interessate, comunicazione e buon senso ci hanno portato a una situazione in cui il signor Infantino ha perso la nostra fiducia per rimanere alla guida del calcio mondiale.Non mettere al primo posto gli interessi del calcio mondiale è un fallimento che non possiamo accettare". 

GIORDANIA: "NO AL RICATTO". Durissimo il post su X del principe Ali bin Al Hussein, ex vicepresidente della Fifa, presidente della federazione di Amman: "Durante i Mondiali, mi è stato comunicato verbalmente che, se avessi appoggiato Infantino, questi avrebbe aiutato notevolmente la nostra Federcalcio. In Giordania siamo orgogliosi di difendere i valori etici. Non lo abbiamo appoggiato prima e certamente non lo faremo ora. Ma l'intera situazione equivale a un ricatto e ci rifiutiamo di cedere a questo. Non c'è scarsità di problemi riguardo alla Fifa. La Giordania ha partecipato per la prima volta a una Coppa del Mondo. Siamo un piccolo paese con un budget minimo per la nostra federazione e abbiamo dovuto affrontare enormi ostacoli. Primo, portare i nostri tifosi negli Usa: non tutti hanno ottenuto i visti, nonostante avessero i biglietti, che sappiamo essere stati venduti a prezzi esorbitanti. Secondo, stiamo venendo tassati dal governo Usa tramite la Fifa per la nostra partecipazione. Denaro che dovrebbe andare ai giocatori e allo staff. Questo non è stato il caso per coloro che hanno giocato e allestito il campo in Canada e Messico. Ma noi ci siamo trovati negli Usa, quindi ora affrontiamo questi enormi costi in tasse per aver partecipato. In terzo luogo, stiamo aspettando i premi in denaro per i nostri giocatori da dicembre per la Coppa Araba in Qatar, che è un evento Fifa. Il denaro che la nostra squadra dovrebbe ricevere per aver raggiunto la finale non è ancora stato erogato, mentre nello stesso tempo la Fifa si vanta di quanti miliardi abbia in riserva. È chiaro che il problema vero è con la leadership. Per mesi, la Fifa ha rifiutato di aiutarci su nessuna di queste o altre questioni, fino a quando mi è stato comunicato verbalmente durante la Coppa del Mondo che se avessi sostenuto Infantino, ciò avrebbe aiutato molto la nostra federazione. In Giordania ci vantiamo di mantenere valori etici. Non lo abbiamo sostenuto prima e certamente non lo faremo ora. Ma l'intera situazione equivale a un ricatto e noi rifiutiamo di cedere a quello".

FIGO: "DEVI ANDARTENE".  Last but not least, mentre al momento si registra il silenzio assordante dei i sauditi, nonostante Infantino abbia assegnato loro il Mondiale 2034, oggi  a sparare a palle incatenate è stato Luis Figo, Pallone d'Oro,  consigliere e ambasciatore Uefa. Non si può certo dire che l'asso lusitano abbia difettato di chiarezza con il Daily Mail: ""Potrei scrivere 10.000 parole sui problemi della FIFA. Ma la soluzione ne richiede solo tre: Infantino deve andarsene. Ho amato il calcio per tutta la vita. Sono stato un giocatore professionista per 20 anni. E credetemi, ho incontrato dei veri e propri furfanti durante la mia carriera. Ma ciò che ho visto venire alla luce negli ultimi 10 giorni è il comportamento più vile, ingannevole e meschino che io abbia mai visto. L'uomo che farebbe una cosa del genere, l'uomo che cercherebbe di imporre cambiamenti così radicali solo per arricchire se stesso e i suoi amici, è una reliquia del passato di questo sport e non dovrebbe avere alcun ruolo nel suo futuro. Se era un'idea così buona, perché non l'hai comunicata ai tuoi membri quando li avevi riuniti tutti in una stanza prima della finale dei Mondiali? Se si trattava di un piano così solido, perché non informare i membri anche dei rischi, oltre che dei benefici descritti? Se il piano era così vantaggioso, perché non essere onesti e ammettere che alla fine avrebbe garantito un lavoro da 30 milioni di dollari all'anno? Ma nulla di tutto ciò è stato fatto. Perché non è una buona idea".

GLI AMICI DI WASHINGTON. A proposito degli stretti, strettissimi rapporti di Infantino con Trump e sodali, Figo affonda il colpo: " Non è onesto non dire che, dopo aver consegnato la Coppa del Mondo ai tuoi amici di Washington, loro ti offriranno un lavoro che vale cinque volte il tuo attuale stipendio. La Fifa deve cambiare strada. I soldi che incassa dovrebbero essere spesi per costruire campi e formare allenatori, affinché ogni bambino del mondo abbia la possibilità di innamorarsi dello sport più bello del pianeta”. Hanno preso posizione anche le Leghe europee: "Non si deve permettere alla FIFA di continuare a prendere decisioni unilaterali e dirompenti che vanno contro gli interessi dei campionati, dei club, dei giocatori e dei tifosi, i cui sforzi e investimenti costanti determinano il valore delle competizioni calcistiche internazionali. Ora più che mai, la FIFA necessita di una riforma della governance che garantisca a tutte le parti interessate un ruolo formale nelle decisioni che plasmano il futuro del nostro sport".

CHI BATTE CASSA.  Per completare il quadro delle radiose giornate infantiniane post Mondiale, le undici città Usa che hanno ospitato le partite hanno battuto cassa alla Fifa, chiedendo come mai non abbia ancora liquidato loro il milione di dollari cadauna quale contributo alle spese organizzative sostenute. Denaro promesso, ma non ancora versato nelle casse delle amministrazioni locali. E poi c'è un'altra questione, ancora più spinosa: il fondo di solidarietà ammontante a 250 milioni di dollari (circa  216 milioni di euro), denari promessi dalla FIFA un anno fa a 50 club professionistici che non avevano partecipato al Mondiale per club. Allo stato, non risultano versamenti in partenza dalle casse di Zurigo. Ci deve essere un problema di Iban.

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