Impianti fatiscenti o insufficienti, strutture da potenziare e nuove da realizzare, discipline che non riescono a costruire un movimento solido e una pratica sportiva che non sempre trova spazi e opportunità adeguati. Soprattutto per i più giovani.
È la fotografia in chiaroscuro della provincia di Lecce nell’Indice di Sportività 2026 de Il Sole 24 Ore: 62esimo posto nella graduatoria nazionale, con 198,4 punti. Un piazzamento che tiene Lecce lontana dalle province al top, quelle del Settentrione, e restituisce la distanza tra le eccellenze e la tenuta complessiva del sistema.
E il problema non è la mancanza di sport ma la sua distribuzione, disomogenea. Il primo nodo è quello delle infrastrutture. Nella voce “Struttura sportiva” Lecce è 60esima, con 139,6 punti (Bolzano è al primo posto con 1.000 punti). Eppure la voglia di fare sport c’è: gli atleti tesserati nelle federazioni sportive e nelle diverse discipline associate al Coni portano la provincia al 39esimo posto mentre il tasso di praticabilità sportiva sale sino al 30esimo.
La domanda, insomma, non manca. È l’offerta di strutture e opportunità a non riuscire sempre a stare al passo.
A trainare il movimento sono soprattutto gli sport di squadra. La provincia è 46esima nella categoria generale col calcio professionistico a fare la differenza: grazie al Lecce, infatti, il territorio sale al 24esimo posto nazionale. Bene anche l’indicatore “Squadre e territorio”, che vale il 31esimo posto; considerando le società dilettantistiche ci si ferma al 55esimo posto.
Ma proprio qui emerge il paradosso. Se il pallone corre, altre discipline rimangono al palo. Nel basket la provincia di Lecce è all’88esimo posto, con zero punti. Con gli “altri sport di squadra” precipita al 96esimo, anche in questo caso con zero punti. Il volley, invece, tiene una posizione decisamente migliore, proiettando Lecce al 30esimo posto.
Gli sport individuali
Non cambia molto passando agli sport individuali. Lecce è 68esima, con 265,4 punti. Negli sport outdoor la provincia raggiunge il 73esimo posto, in quelli indoor si ferma al 74esimo.
E ancora: 62esimo posto per gli sport acquatici e 83esimo per gli sport invernali, con zero punti. Il ciclismo è all’84esimo posto. Poi, dopo il calcio, a trainare è il tennis, che porta la provincia addirittura al nono posto nazionale. Bene anche l’atletica, 37esimo posto.
È nella dimensione sociale, però, che emergono altre crepe. Nell’indicatore “Sport, storia e cultura” Lecce precipita al 103esimo posto, mentre per “Sport e bambini” la provincia si ferma al 67esimo. Un dato che segnala quanto lo sport debba ancora diventare una presenza più capillare nella crescita dei più piccoli e nella vita delle comunità.
Non mancano, però, segnali incoraggianti come lo sport femminile e quello paralimpico. Insomma, servono strutture adeguate, spazi per i più giovani e maggiore attenzione alle discipline che oggi faticano a emergere.
E sono diversi i casi in cui associazioni e società sportive attendono la riconsegna di spazi e impianti. Da Monteroni di Lecce sembra finalmente potersi avviare alla conclusione l’annosa questione del Velodromo degli Ulivi. Le risorse assegnate dalla Presidenza del Consiglio lo scorso giugno, integrate da ulteriori contributi pubblici e investimenti privati, per un importo complessivo di circa 5,2 milioni di euro, consentiranno di completare e rifunzionalizzare il complesso con interventi sul velodromo, sulla tribuna, sulla pista di atletica, sul palazzetto dello sport e sulla piscina scoperta.
Aggiornamenti, invece, si attendono per la riqualificazione dello stadio di Taviano, in località Serrazite, con pista di atletica, tribuna coperta e manto in erba artificiale. Dopo decenni di abbandono seguiti alla sua realizzazione, un lungo contenzioso, una transazione con la Provincia di Lecce e diversi programmi di recupero e riattivazione mai andati in porto, potrebbe finalmente aprirsi uno spiraglio per la riqualificazione definitiva dell’impianto sportivo e della pista di atletica.
La scorsa estate, infatti, l’amministrazione comunale ha formalizzato la candidatura al bando pubblico “Sport&Periferie”, promosso dal Coni, chiedendo un finanziamento di 1.100.000 euro per il progetto di recupero della struttura sportiva oggi in disuso.