
di Roberta Grassi
3 Minuti di Lettura
mercoledì 16 settembre 2026, 16:41 - Ultimo aggiornamento: 17:22
Viaggiava, secondo l’accusa, a oltre 100 chilometri orari in un tratto con limite di 50, senza il necessario titolo abilitativo alla guida e dopo aver assunto sostanze stupefacenti. È stato condannato in primo grado a cinque anni e quattro mesi di reclusione Marcello Zuccaro, 27enne residente a Galatone, nel processo per la morte di Pietro Corchia, 63 anni, di Gallipoli. L’incidente avvenne il 30 giugno 2025 a Gallipoli, lungo via Lecce, all’incrocio con via Brescia.
La sentenza è stata pronunciata dal gup del Tribunale di Lecce Francesco Valente, al termine del processo celebrato con rito abbreviato, con la conseguente riduzione della pena.
Il giudice ha disposto anche la revoca della patente di guida e la confisca dello scooter coinvolto nel sinistro. La decisione non è definitiva: le motivazioni saranno depositate entro trenta giorni e i difensori, gli avvocati Salvatore Donadei e Raffaele Benfatto, potranno presentare appello. I familiari della vittima si erano costituiti parte civile con gli avvocati Pompeo Dimitri e Massimo Cavuoto.
Secondo la ricostruzione delle indagini, coordinate dalla pm Maria Vallefuoco e condotte anche attraverso la consulenza dell’ingegnere Lelly Napoli, Zuccaro percorreva via Lecce in direzione della statale 101 a bordo del suo scooter, un Gilera Nexus. La velocità del mezzo sarebbe stata compresa tra i 100 e i 108 chilometri orari, più del doppio rispetto al limite di 50 previsto in quel tratto. All’imputato venivano inoltre contestati la guida senza il necessario titolo abilitativo e l’aver guidato dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti.
Giunto all’intersezione con via Brescia, lo scooter entrò in collisione con quello condotto da Corchia, sul quale si trovava anche la moglie. Il 63enne stava effettuando una manovra di svolta a sinistra per immettersi su via Lecce in direzione del centro cittadino. Secondo l’impostazione accusatoria, rispettando il limite di velocità Zuccaro avrebbe potuto arrestare la marcia in tempo utile rispetto al momento in cui lo scooter di Corchia era diventato visibile sulla carreggiata. Nello scontro Corchia venne sbalzato sull’asfalto e morì sul colpo. La moglie rimase ferita, riportando lesioni giudicate guaribili in trenta giorni. Nell’inchiesta sono confluiti anche i video dell’incidente, i verbali di sequestro dei mezzi, le dichiarazioni raccolte nel corso delle indagini e le consulenze tecniche. Gli accertamenti erano stati svolti dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Gallipoli.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
>> Home