Incidente alla Fincantieri, il collega di Sofiane sotto choc: “L’avevo visto poco prima della tragedia alle macchinette del caffè”

2026/10/01

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La testimonianza di Ftaiti Choukri: “Era tranquillo. Non so cosa sia accaduto dentro quel doppiofondo, ma so che lui era un operaio molto esperto. Questi lavori ormai li facciamo soltanto noi stranieri”

Ftaiti Choukri è di origini tunisine, le stesse della vittima dell’incidente sul lavoro alla Fincantieri, Sofiane Boudraa

Ftaiti Choukri è di origini tunisine, le stesse della vittima dell’incidente sul lavoro alla Fincantieri, Sofiane Boudraa

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Ancona, 1 ottobre 2026 – “Sofiane l’ho incontrato poco prima della tragedia alle macchinette del caffè. Era tranquillo. Poco dopo un operaio pakistano ha allertato tutti che qualcosa era successo dentro quel pezzo di nave e lì ho saputo che si trattava del mio connazionale”.

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Ftaiti Choukri, di origini tunisine, le stesse della vittima dell’incidente sul lavoro alla Fincantieri, Sofiane Boudraa, è ancora scosso per quanto accaduto la sera precedente dentro lo stabilimento cantieristico dorico: “Io lavoro per un’altra ditta e sono saldatore, Sofiane era un carpentiere e stava effettuando dei lavori di molatura con il cannello quando c’è stata quell’esplosione – aggiunge Choukri – Non so cosa sia accaduto dentro quel doppiofondo, ma so che lui era un operaio molto esperto che lavorava ad Ancona in Fincantieri da tantissimi anni. Insomma, era uno che sapeva quello che faceva. Con lui lavorava il ragazzo bengalese, diciamo che era un suo collaboratore. Il lavoro che faceva Sofiane è molto duro e molto pericoloso. Il rischio è alto e il gas o una fiammata possono essere letali. Questi lavori ormai li facciamo soltanto noi operai stranieri”.

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Choukri rivela altri particolari su Sofiane Boudraa che rendono ancora più doloroso l’epilogo della sua vita: “Lui lavorava qui da tanto, come ho già detto e aiutava la famiglia a casa a Tunisi. Uno dei figli, ormai grandi, ha lavorato anche lui qui nel cantiere con una ditta anni fa. Sofiane aiutava i figli per l’università. Pochi giorni fa, verso la metà di settembre, ci siamo ritrovati alla fine di un turno; lui era appena rientrato ad Ancona dalla Tunisia dove era andato in vacanza per stare con la famiglia un paio di settimane. Sorrideva, era stato bene, anche se poi lo aspettava un lungo periodo di lavoro prima di rivedere i suoi cari. Noi ci fermavamo spesso a parlare, lui stava ad Ancona, io vivo a Montemarciano, ma siccome siamo ‘compaesani’ ci conoscevamo da tempo, anche se fuori dal lavoro non ci frequentavamo. La notizia della sua morte mi ha colpito molto. La famiglia di Sofiane? Sì, sa tutto, è stata avvisata”.

Nei prossimi giorni la salma di Boudraa, una volta ricomposta, tornerà nel suo Paese, a Tunisi, sua città d’origine dove i familiari disporranno le esequie.

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