Pubblicato il: 26/07/2026 – 19:04
«No, no, lui non deve sapere niente, nessuno». È una frase che, secondo la ricostruzione della Direzione distrettuale antimafia di Lecce, racconta i rapporti e gli equilibri interni al presunto gruppo criminale finito al centro dell’operazione «Whisper». Un’inchiesta che il 10 luglio ha portato all’esecuzione di 23 misure cautelari tra Puglia, Basilicata, Lazio e Calabria e che, nelle quasi mille pagine dell’ordinanza firmata dal gip Valeria Fedele, ricostruisce un presunto traffico di cocaina ed eroina destinato al mercato salentino, con collegamenti anche con il territorio calabrese.
La frase viene pronunciata da Davide Corlianò, 45 anni, leccese, indicato dagli investigatori come uno dei principali collaboratori di Alessandro Greco e come il referente incaricato di mantenere i rapporti con i fornitori della cocaina. Il suo interlocutore è Giuseppe Ambrogio Condina, 35 anni, originario di Mongiana, nel Vibonese, unico calabrese destinatario della misura cautelare nell’ambito dell’operazione. Alessandro Greco, a sua volta, è indicato dalla Dda come il promotore del presunto sodalizio.
È uno dei diversi episodi ricostruiti dagli investigatori attraverso le intercettazioni e le attività di osservazione. E proprio in questa conversazione, registrata il 7 aprile 2023, emerge un’operazione che avrebbe dovuto coinvolgere una partita complessiva di 100 chili di cocaina proveniente dalla Spagna. Secondo quanto ricostruito nell’ordinanza, la droga sarebbe dovuta arrivare alla fine del mese nel porto di Sibari, in provincia di Cosenza, dove sarebbe stata ritirata attraverso un contatto di Condina indicato come «Agostino», persona che negli atti non viene meglio identificata.
La proposta di Condina a Corlianò riguarda una quota di 10 chili, al prezzo di 16 mila euro al chilo. Il pagamento, secondo la ricostruzione investigativa, avrebbe previsto un anticipo del 10 per cento e il saldo a 60 giorni dalla consegna. Corlianò avrebbe accolto con entusiasmo l’ipotesi, immaginando di poter rivendere la cocaina a 40 mila euro al chilo e di utilizzare il ricavato anche per sistemare alcune pendenze economiche.
Nella conversazione, il leccese avrebbe inoltre spiegato di avere già individuato un possibile acquirente per 5 chili, da cedere a 22 mila euro al chilo. «Ma io già 5 li posso piazzare a ventidue, teniamo i soldi», afferma Corlianò, secondo la trascrizione riportata nell’ordinanza, che in altri punti della conversazione presenta invece alcune parti omissate.
È proprio in questo contesto che emerge la volontà di Corlianò di non informare Greco dell’affare: «No no lui non deve sapere niente, nessuno … ma manco a Sandrino glielo dico è un’operazione». Il riferimento, secondo la ricostruzione degli investigatori, è ad Alessandro Greco. Ma Condina sostiene di averlo già informato: «No ma Sandrino lo può sapere perché a Sandrino io già gliel’avevo detto». E aggiunge: «Lo sai quante volte io a Sandrino che lui portava i pacchi erano suoi personali», frase che nell’ordinanza viene riferita alle forniture di cocaina ricevute in passato da Greco a titolo personale.
L’operazione richiede però denaro immediato. Condina spiega a Corlianò che il giorno successivo avrebbe avuto un appuntamento con il fornitore e che occorreva consegnare un acconto di 16 mila euro. Il calabrese riferisce di avere a disposizione la propria quota, mentre Corlianò cerca di reperire il resto. In una successiva conversazione, infatti, parla della disponibilità di una sua «cliente», che avrebbe potuto mettere a disposizione soltanto 5 mila euro. «Quella non ha un cazzo, cinque mila euro di merda dice che ha per lo zio. Io ho detto non gli do proprio niente, adesso gli ho dato nove mila euro adesso!», afferma Corlianò. Il riferimento allo «zio» riporta così la conversazione sul precedente canale di approvvigionamento della cocaina e sui rapporti economici già esistenti.
Il passaggio, nella ricostruzione della Dda, si inserisce dunque in un quadro più ampio. Da una parte il canale dello «zio», già emerso nelle indagini e legato alle forniture di cocaina destinate al Salento; dall’altra la prospettiva di una nuova e molto più consistente partita, con la droga proveniente dalla Spagna e il passaggio previsto attraverso la Calabria. Al centro c’è Condina, che secondo gli investigatori avrebbe messo Corlianò a conoscenza della nuova opportunità, mentre sullo sfondo rimane la figura di Greco, che Corlianò avrebbe inizialmente voluto tenere all’oscuro dell’operazione. (f.v.)
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