Ancora scontro sull’impianto di via Grigioni dopo la richiesta presentata da Hera di incrementare di 30mila tonnellate l’anno. Il partito ambientalista: "Anche il Comune motivi il suo ‘no’". Replica del Comune al Movimento 5 Stelle.

L’inceneritore di via Grigioni è al centro di una polemica politica

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Il futuro dell’inceneritore di via Grigioni continua a infiammare il dibattito politico a Forlì, intrecciando lo scontro nell’aula del Consiglio comunale con le mobilitazioni del mondo ambientalista. Al centro della polemica c’è la richiesta presentata da Herambiente per incrementare di circa 30.000 tonnellate all’anno i volumi di rifiuti da conferire nell’impianto, portando il limite complessivo da 120.000 a 150.000 tonnellate annue. La questione è approdata in piazza Saffi attraverso un’interpellanza della minoranza.
Durante il Question Time, il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Eros Brunelli, ha espresso forte preoccupazione per il rispetto della scadenza del 3 luglio, termine indicato nel bollettino ufficiale regionale per la presentazione delle osservazioni pubbliche. "In Regione abbiamo visto che la procedura stava andando avanti dopo che era stato detto ‘è tutto bloccato, il caso è chiuso’, e ci siamo preoccupati", ha dichiarato in aula il consigliere Brunelli, chiedendo garanzie concrete sulle azioni della Giunta.
Rispondendo alle sollecitazioni, l’assessore Giuseppe Petetta ha confermato la linea contraria del Comune, precisando l’iter seguito dall’amministrazione: "Al momento opportuno l’amministrazione deve intervenire mettendo nero su bianco la volontà di non procedere con alcun aumento. E il momento opportuno è la sede della Conferenza dei Servizi". L’assessore ha poi ribadito il fermo no della Giunta: "Il parere del Comune non è vincolante, ma il Comune sicuramente avrà un parere negativo su questa partita".
Parallelamente alla discussione consiliare, Europa Verde ha depositato un’articolata osservazione per opporsi all’ampliamento. "Ci auguriamo che il Comune di Forlì mantenga con nettezza e con solide argomentazioni il proprio parere contrario e lo depositi ben motivato in Conferenza di Servizi", hanno dichiarato i portavoce Alessandro Ronchi e Maria Grazia Creta, auspicando che anche gli altri soggetti coinvolti esprimano un giudizio negativo sul progetto. Secondo i Verdi, la proposta della multiutility contrasta con i quantitativi previsti dal Piano regionale dei rifiuti e ignora l’impatto cumulativo con il vicino impianto di rifiuti pericolosi.
Il documento evidenzia inoltre che l’installazione dello scambiatore di calore abbasserebbe di 40 gradi la temperatura dei fumi, concentrando gli inquinanti nelle immediate vicinanze. Viene infine rigettata la rete di teleriscaldamento offerta come compensazione: per gli ambientalisti si tratta "di un pretesto per prolungare la vita dell’impianto, garantendogli una funzione permanente svincolata dalle pianificazioni di chiusura e creando un monopolio fuori dalle regole di concorrenza". La parola finale spetterà ora alla Conferenza dei Servizi.
Matteo Bondi
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