II crepitio della macchia mediterranea che arde sotto la voracità delle lingue di fuoco è il flebile grido d’aiuto delle montagne della Costiera Amalfitana messe sotto assedio nelle ultime ventiquattro ore da due spaventosi incendi. Il primo a ridosso di case e terrazzamenti nella zona a mezzadria tra Amalfi, Conca dei Marini e Agerola; l’altro alle porte di Positano in territorio di Vico Equense dove ieri è rimasta interrotta fino a sera la statale Amalfitana 163 che collega la Costiera alla Penisola Sorrentina.
Qui, da Tordigliano, le fiamme sono avanzate fino a raggiungere le cime della colonna montuosa dei Lattari e a scollinare persino nella zona di Capo d’Acqua, a ridosso di Montepertuso, frazione alta della vicina Positano. Si sono alimentate con il forte vento dalle prime ore della serata di lunedì, aggredendo lecci, pinete e macchia mediterranea. Ma soprattutto seminando il panico tra la gente, che ha lottato strenuamente per salvare le proprie case, e la distruzione di diversi fondi agricoli avvolti dalla furia del fuoco.
Incendi in Costiera, il sindaco di Positano: «Possibile origine dolosa, mai vista una cosa simile in 11 anni»
Lo scenario
Un’emergenza quella degli ultimi roghi in Costiera Amalfitana che oltre a tenere in apprensione volontari, soccorritori e cittadini ha causato un danno ambientale senza precedenti. «In undici anni non ho mai visto una cosa del genere. Non so chi ci sia dietro questi incendi, ma sicuramente non si tratta di fenomeni naturali - tuona il sindaco di Amalfi, Daniele Milano, dopo una notte insonne trascorsa tra le frazioni alte di Tovere e di Vettica - La scorsa notte il fuoco è arrivato vicino alle case. Il vento ha alimentato ancora di più le fiamme che si sono propagate velocemente. Per fortuna non si registrano danni alle abitazioni e alle persone, ma sicuramente a giardini e terrazzamenti agricoli. È anche chiusa, in via precauzionale, una porzione di strada provinciale. Appena l’incendio sarà spento del tutto, i tecnici preposti dovranno fare gli opportuni sopralluoghi e tutte le valutazioni per la conta dei danni».
È ancora emergenza per il vasto incendio che sta interessando dalla notte tra lunedì e martedì le montagne che collegano il territorio comunale di Amalfi con punta San Lazzaro ad Agerola e dove ieri per tutta la giornata si sono alternati elicotteri e canadair. Qui, in alcune strutture ricettive, a titolo precauzionale e volontario, alcuni clienti hanno scelto di allontanarsi autonomamente mentre sono diversi i danni causati dalle fiamme lungo quella verticale. La furia dell’incendio non ha risparmiato neanche l’area prospiciente il serbatoio comunale di Tovere e qualche rudere presente in quella che era una fitta vegetazione. «Decine di ettari di macchia mediterranea sono andati in fumo, con le fiamme che hanno lambito abitazioni e strutture ricettive - spiega il vicesindaco di Agerola, Luca Mascolo - Un’intera comunità ha vissuto ore di paura, mentre vigili del fuoco e volontari hanno combattuto per tutta la notte. Qualcuno ha acceso quel fuoco. E se sarà confermata la natura dolosa dell’incendio, chi lo ha fatto ha messo in pericolo persone, abitazioni e un territorio già fragile. Qui non si bruciano soltanto alberi: si mette a rischio la montagna e, con essa, la sicurezza della comunità».
L'intervento
A coordinare le attività sin dalle prime ore è stata la Protezione civile della Regione Campania che ha inviato sul posto la scorsa notte oltre 60 volontari. «Stiamo seguendo l’evoluzione degli incendi di Vico Equense e Agerola incessantemente e con il massimo dispiegamento possibile di uomini e mezzi - fa sapere l’assessora regionale Fiorella Zabatta - La priorità assoluta in queste ore è la tutela delle persone e delle abitazioni minacciate dalle fiamme. Abbiamo attivato i mezzi aerei regionali e richiesto il concorso della flotta nazionale, mentre a terra sta operando un imponente dispositivo di volontariato. Le forti raffiche di vento rendono particolarmente complesse le operazioni, ma il lavoro prosegue senza interruzione su entrambi i fronti. Ringrazio tutti gli operatori e i volontari che da ore stanno lavorando in condizioni estremamente difficili. Continueremo a seguire la situazione minuto per minuto». Critiche all’operato della Regione arrivano dal capo dell’opposizione in Consiglio regionale Gennaro Sangiuliano, secondo cui «la Regione Campania è latitante sul fronte degli incendi fra la Costiera e la Penisola Sorrentina».
Comunque sia, da ieri stanno operando anche squadre Sma e operai idraulico forestali della Comunità Montana dei Monti Lattari a supporto del posto di comando avanzato istituito dai Vigili del Fuoco presenti sul posto con le squadre provenienti dai distaccamenti di Salerno, Maiori, Nocera e Sarno e supportate da rinforzi giunti da Caserta e Castellammare di Stabia. I caschi rossi, impegnati principalmente nella difesa dei centri abitati e nel contenimento dei roghi, sono stati affiancati dalle squadre di volontari dei nuclei comunali di protezione civile che insieme ai cittadini hanno lavorato strenuamente per arginare l’avanzata del fuoco. Nella mattinata di ieri è stato impegnato prima l’elicottero regionale L6 al quale si sono aggiunti due Canadair uno dei quali proveniente da Lamezia Terme. I mezzi aerei si sono divisi tra l’incendio di Amalfi e quello alle porte di Positano dove l’Anas nel primo pomeriggio ha disposto per alcune ore la chiusura della Statale Amalfitana, mentre per effetto dell’interdizione di parte della ex statale Agerolina in territorio di Amalfi sono state sospese le corse del servizio pubblico. Solo il traffico leggero può raggiungere Agerola attraverso la strada interna del comune di Conca dei Marini esattamente dalla località San Pancrazio.
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