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venerdì 28 agosto 2026, 01:50
Gianmarco Tamberi, dopo l'oro europeo nel salto in alto a Birmingham (e la vittoria in Diamond League a Katowice) come si sente a livello emotivo?
«Felice ma non appagato. Ho lavorato tanto per raggiungere questi risultati, ora non mi voglio fermare».
Una sensazione che non provava da un po' di tempo.
«Era il 2024, di acqua ne è passata. Nel 2025 abbiamo scelto di risolvere i problemi, di recuperare. Siamo tornati».
A fine gara in Inghilterra ha ripetuto spesso "mi davano per finito", è stata dura convivere con questa etichetta?
«Sono uno abituato a guardare il percorso e sapevo bene che quelle parole non trovavano raffronto nella realtà. Sapevo quanto valevo e ho avuto ragione».
Gianmarco, perdoni una curiosità, ma è difficile essere Tamberi?
«Non è facile, ma solo perchè interpreto lo sport in modo totale, senza risparmiarmi».
Il fatto di dover essere sempre al top è una pressione che si impone lei o il mondo esterno?
«Ho alte aspettative, la cosa a cui tengo di più è non deludere chi crede in me».
Adesso Los Angeles 2028 è più vicino, non trova?
«Sicuramente. Non si è mai allontanata, a dir la verità. Avevo solo bisogno di un risultato».
La dovessero chiamare per un reality show accetterebbe?
«Assolutamente no, mi è stato proposto e ho rifiutato».
Quanto ritiene importante nel suo percorso verso le Olimpiadi sua moglie Chiara e sua figlia Camilla?
«Fondamentali.
Con peso diverso ma sono irrinunciabili»
Non le piacerebbe organizzare un bell'evento all star proprio qui ad Ancona vista la portata del PalaCasali?
«Molto ma purtroppo, da atleta, non spetta a me. Volevo farlo anni fa al Conti ma mi infortunai. Sarebbe un sogno saltare, per esempio, al Passetto. Non è detto che in futuro non venga posto come un obiettivo».
Da testimonial della Regione Marche a un ex testimonial, come giudica il ritorno di Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale?
«Sono felice per lui, ma non voglio addentrarmi in cose tecniche che non mi competono».
Riccardo Petrilli, anconetano doc, è sbarcato a Los Angeles con il Flag Football. La flotta di marchigiani a cinque cerchi si allarga: si sente un po' come il capoclasse verso di loro?
«Forse sono il più vecchio ma i talenti nella nostra regione sono tanti: ne esploderanno ancora come Riccardo, ne sono certo»
Tamberi, ha ancora un sogno nel cassetto?
«Los Angeles, le olimpiadi 2028. E non per partecipare».
Vuole vincere?
«Ormai mi conoscete».
Di suo padre e del vostro rapporto ha voglia di parlarne?
«Ci siamo risentiti dopo gli Europei, per messaggio. Mi ha fatto i complimenti e sono stato contento».
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