Secondo l’appena pubblicato Rapporto Ispra sui rifiuti speciali, la Toscana nel 2024 ha prodotto 11,5 milioni di tonnellate di rifiuti speciali, contro i 10,4 del 2023: un aumento importante, di 1,1 milioni di tonnellate, pari al 10% del totale. Un aumento ben superiore a quello registrato a scala nazionale (+4,6%).
Più nel dettaglio, 11 milioni sono non pericolosi e 0,5 milioni sono pericolosi. Entrambi i flussi in aumento (erano 10 milioni e 0,4 milioni).
La percentuale di rifiuti pericolosi in Toscana è del 4,3% (era 4% nel 2023), contro una media del 6.3% a livello nazionale, siamo una regione con una industria che produce meno rifiuti pericolosi.
In Toscana sembra prevalente la produzione di rifiuti da trattamento di rifiuti.

Non sembra invece una regione vocata particolarmente alla produzione di rifiuti da costruzione e demolizione.

La gestione dei rifiuti speciali in Toscana vale 11,4 milioni di tonnellate (erano 10,6 nel 2023) e presenta percentuali di avvio a recupero più basse di altre regioni e un maggior ricorso alle “altre forme di smaltimento”.

L’avvio ad operazioni di recupero in Toscana vale 8,5 milioni di tonnellate (75% del totale), l’avvio a smaltimento 2,9 milioni di tonnellate (25% del totale), a fronte di una ripartizione a livello medio nazionale di 85% recupero e 15% smaltimento.

I rifiuti speciali smaltiti in discarica in Toscana sono 717mila tonnellate, in linea con il valore del 2023, uno dei dati assoluti più alti in Italia, dopo Lombardia Veneto e Lazio.

La Toscana esporta all’estero 270mila tonnellate di rifiuti speciali (nel 2023 erano 281mila) quindi un leggero calo e un valore sul totale di circa il 2,4%. Ne importiamo 38mila tonnellate in aumento sul 2023 (30mila).
In Toscana sono attivi 640 impianti, oltre la metà dedicati al recupero di materia. Una quota importante di impianti sono i trattamenti chimico fisici (quasi il 20% dei rifiuti trattati), le discarica (14) sono quelle con flussi di rifiuti gestiti medi più alte (25mila tonnellate ad impianto). In generale la situazione è di estrema frammentazione con impianti che vedono un flusso medio di rifiuti gestiti inferiore alle 20mila tonnellate annue.
