In Sicilia orientale, tra la pietra nera dell’Etna e le città dorate

2026/10/11

Categories: lifestyle

A Catania c'è un castello che un tempo si affacciava sul mare e oggi si trova circondato da strade e palazzi. Non è stato spostato: è stata la lava dell'Etna a cambiare il paesaggio intorno. È un buon punto di partenza per capire la Sicilia orientale, un territorio dove la storia è ancora visibile nelle città, nelle architetture e persino nella forma delle coste. Da Catania alle città barocche del Val di Noto, passando per l'Etna e il mare di Siracusa, ecco cosa vedere, dove mangiare e come organizzare un viaggio in questa parte dell'isola.



Cosa vedere a Catania, tra storia, pietra lavica e barocco

Fondata dai Greci nell'VIII secolo a.C. con il nome di Katane, Catania divenne un importante centro romano, attraversò le dominazioni bizantina, araba e normanna e acquistò un ruolo politico e culturale significativo durante il Medioevo. Il suo aspetto attuale racconta però soprattutto due eventi: l'eruzione dell'Etna del 1669, che modificò la costa, e il terremoto del 1693, che devastò la Sicilia sud-orientale. La ricostruzione diede alla città il suo caratteristico volto barocco, fatto di facciate monumentali e contrasti tra pietra lavica scura e calcari chiari.

Per iniziare la visita basta raggiungere Piazza Duomo, con la Cattedrale di Sant'Agata e il Liotru, l'elefante in pietra lavica simbolo della città. Da qui si arriva alla Pescheria, il mercato del pesce dove al mattino le voci dei venditori accompagnano le attività quotidiane.

Poco distante, il Teatro Romano rivela la città antica nascosta sotto quella moderna, mentre il Monastero dei Benedettini permette di attraversare secoli di trasformazioni architettoniche. Da non perdere anche via Crociferi, Palazzo Biscari e Castello Ursino, fatto costruire da Federico II nel XIII secolo.

La sera la città cambia ritmo tra i locali del centro e le passeggiate lungo via Etnea. Per chi ha tempo, anche una deviazione verso Aci Trezza e Aci Castello, sulla Riviera dei Ciclopi, merita il viaggio: è il paesaggio marinaro raccontato anche da Giovanni Verga nei Malavoglia.

Le escursioni sull'Etna sono un must

Impossibile parlare di cosa fare in Sicilia orientale senza dedicare almeno una giornata all'Etna. Il vulcano domina Catania e il territorio circostante, ma raggiungerlo significa scoprire paesaggi molto diversi da quelli della costa: distese di lava solidificata, crateri, boschi e vigneti.

Tra le esperienze più accessibili ci sono le passeggiate nell'area dei Crateri Silvestri, sul versante meridionale. Per esplorare altre zone si possono scegliere trekking ed escursioni con guide autorizzate, valutando il percorso in base alla stagione e alle condizioni vulcaniche.

L'accesso alle quote più elevate è regolamentato e le limitazioni possono cambiare. Non serve comunque raggiungere la sommità per scoprire quanto l'Etna abbia influenzato la natura, la cucina e la vita degli abitanti.

Val di Noto: tra Noto, Ragusa, Modica e Scicli

Il Val di Noto non è soltanto la zona intorno alla città di Noto, ma un'antica regione amministrativa della Sicilia. Dopo il terremoto del 1693, molti centri furono ricostruiti in stile tardo barocco. Oggi il sito UNESCO comprende otto città: Catania, Noto, Ragusa, Modica, Scicli, Caltagirone, Palazzolo Acreide e Militello in Val di Catania.

Noto è forse l'espressione più scenografica di questa ricostruzione. Il nuovo centro sorse in una posizione diversa rispetto alla città distrutta, con un impianto urbanistico ordinato. Il percorso attraversa corso Vittorio Emanuele, la piazza della Cattedrale di San Nicolò e via Nicolaci, celebre per i balconi sorretti da figure scolpite. Al tramonto, la pietra calcarea delle facciate assume sfumature dorate.

Ragusa ha invece una struttura completamente diversa. La città si divide tra Ragusa Superiore e Ragusa Ibla, il nucleo storico che si sviluppa tra vicoli, scalinate e pendii. Il panorama dalla zona di Santa Maria delle Scale è uno dei modi migliori per comprenderne la geografia, prima di raggiungere il Duomo di San Giorgio e il Giardino Ibleo.

A Modica, antica capitale di un'importante contea, il barocco si intreccia alla tradizione gastronomica. La città si sviluppa su più livelli: da corso Umberto I si raggiunge la Chiesa di San Pietro, mentre una scenografica scalinata conduce al Duomo di San Giorgio. Tra una visita e l'altra, vale la pena fermarsi in una delle storiche dolcerie per assaggiare il celebre cioccolato di Modica.

Infine Scicli, forse la più piacevole da scoprire senza un percorso prestabilito. Via Francesco Mormino Penna è un susseguirsi di palazzi e chiese barocche, mentre Palazzo Beneventano e la Chiesa di San Bartolomeo raccontano altre sfumature della città. Chi conosce Il commissario Montalbano riconoscerà anche alcuni luoghi utilizzati come set della serie televisiva.

Cosa fare in Sicilia orientale

Un viaggio nella Sicilia sud-orientale non dovrebbe limitarsi alle città barocche. Ortigia, il centro storico di Siracusa, merita una visita per la sua straordinaria stratificazione storica. Nella Cattedrale, le colonne dell'antico tempio greco di Atena sono ancora incorporate nella struttura della chiesa, raccontando più di duemila anni di trasformazioni.

Per una pausa nella natura, la Riserva di Vendicari, vicino a Noto, offre sentieri costieri, spiagge, zone umide frequentate dagli uccelli migratori e i resti di un'antica tonnara. Poco più a sud si trova Marzamemi, borgo marinaro da visitare soprattutto nel tardo pomeriggio, quando le piazze si animano.

Spostandosi verso il Ragusano, anche Sampieri e Donnalucata sono ottime alternative per trascorrere qualche ora sul mare. Per chi vuole approfondire il patrimonio storico della zona, Palazzolo Acreide, con il teatro greco di Akrai, e Caltagirone, famosa per le ceramiche, sono altre due tappe interessanti.

Cosa mangiare a Catania e nel Val di Noto

La cucina è una parte essenziale di qualsiasi viaggio in Sicilia, ma qui vale la pena osservare anche come cambiano le specialità da una città all'altra.

A Catania si comincia con la granita accompagnata dalla brioche col tuppo, magari alla mandorla o al pistacchio. Per pranzo arrivano l'arancino, la cipollina e la cartocciata, mentre a cena è difficile rinunciare alla pasta alla Norma, con pomodoro, melanzane fritte, basilico e ricotta salata. Per un assaggio di rosticceria catanese, un indirizzo storico è Savia, in via Etnea. Accanto alla Pescheria, invece, Scirocco Sicilian Fish Lab propone pesce fritto e piatti informali.

Nel Val di Noto non mancano le specialità da provare. Nel Ragusano sono tipiche le scacce, sottili sfoglie ripiegate con ripieni che possono includere pomodoro, ricotta, cipolla o verdure. Da conoscere anche il Ragusano DOP, i ravioli di ricotta e il maccu di fave, una preparazione tradizionale a base di legumi.

A Ragusa Ibla, I Banchi unisce forno e ristorazione, mentre a Modica l'Osteria dei Sapori Perduti propone piatti della cucina locale. Per il cioccolato, una tappa storica è l'Antica Dolceria Bonajuto.

A Noto, Caffè Sicilia è un indirizzo da tenere presente per granita, gelato e pasticceria alle mandorle; a Scicli, Osteria Tre Colli propone una cucina legata al territorio.

Dove dormire in Sicilia orientale e come organizzare gli spostamenti

Catania è una base comoda per esplorare la città e raggiungere l'Etna. Per soggiornare in centro, le zone migliori sono quelle intorno a piazza Duomo e via Etnea, da cui si raggiungono a piedi molti monumenti. L'area di Villa Bellini offre un buon equilibrio tra centralità e vita quotidiana, mentre quella del Teatro Massimo Bellini è particolarmente comoda per uscire la sera.

Per visitare il Val di Noto, conviene scegliere una seconda base nel sud-est. Noto è pratica per raggiungere Ortigia, Vendicari e la costa siracusana; Ragusa Ibla è ideale per chi ama le passeggiate serali tra vicoli e piazze; Scicli permette di alternare città barocche e mare. Modica è un'altra possibilità per chi vuole dedicare più spazio alla gastronomia.

Per muoversi in Sicilia orientale, l'auto è la soluzione più flessibile, soprattutto per collegare borghi, riserve naturali e località costiere. A Catania, invece, gran parte del centro si visita a piedi e l'aeroporto è collegato alla città dal servizio Alibus. Anche viaggiare senza auto è possibile, concentrandosi sui collegamenti principali tra Catania, Siracusa e Noto.

Il bello di questa parte di Sicilia è che non occorre scegliere tra una vacanza culturale e una nella natura. Si può cominciare davanti a un teatro romano, ritrovarsi su un sentiero di lava e concludere la giornata in una piazza barocca, davanti a una granita o a un bicchiere di vino dell'Etna. E scoprire che, qui, ogni paesaggio racconta qualcosa di quelli che lo hanno preceduto.

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