Coreano Plinio: il borgo sul lago di Como per cui si paga il biglietto

2026/07/19

Categories: lifestyle

In questo borgo da fiaba sulle sponde del lago di Como si paga un biglietto per entrare ma ne vale decisamente la pena!

Grazia.it — 19 Luglio 2026

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Corenno Plinio, minuscolo borgo medievale sul Lago di Como, è l’unico paese della Lombardia in cui si entra solo pagando. Quanto cambia davvero una visita per 4 euro?

Dal 4 giugno 2022, per entrare a Corenno Plinio non basta arrivare fin sulla sponda del lago. Serve anche un biglietto. Non per un museo, ma per un borgo abitato, minuscolo e medievale, affacciato sul ramo lecchese del Lago di Como.

È l’unico borgo della Lombardia in cui si paga un contributo di accesso. Una scelta che aveva fatto molto discutere, ma che oggi porta qui migliaia di visitatori l’anno. Nel 2023, secondo quanto riportato dalla stampa locale, i pass pagati hanno superato quota diecimila già a metà ottobre. Se vi incuriosisce l’idea di un “paese a pagamento”, ecco cosa vi aspetta davvero.

Dove si trova Corenno Plinio e perché lo chiamano il borgo dei mille gradini

Corenno Plinio è una frazione del Comune di Dervio, in provincia di Lecco. Sta su un piccolo promontorio roccioso che scende a picco nel Lago di Como, sul lato orientale. È minuscolo: poche stradine, poche decine di residenti stabili, tanta pietra ovunque.

Il borgo è costruito letteralmente nella roccia. Vicoli stretti, porticati, scalinate che collegano la parte alta al lago. Queste scalette scolpite nella pietra sono le “calogge” e spiegano il soprannome ufficiale del paese, inserito nel circuito de I Borghi più belli d’Italia: il “borgo dei mille gradini”.

Il cuore è la piazzetta con la chiesa di San Tommaso di Canterbury e le arche trecentesche, cioè i monumenti sepolcrali delle antiche famiglie nobili. Subito sopra si alza il castello medievale, che domina il lago ma resta proprietà privata. Attenzione a un dettaglio poco instagrammabile ma molto pratico: dentro il borgo non ci sono bar né negozi. Solo silenzio, pietra, acqua e panorama.

Perché qui si paga un biglietto: quanto costa e chi è esentato

L’idea del “borgo a pagamento della Lombardia” nasce dal Comune di Dervio per trovare fondi dedicati a manutenzione, conservazione e decoro del complesso monumentale. Dove per “complesso monumentale” si intendono strade, scalinate nella roccia, chiesa, piazzette e affacci sul lago.

Dopo anni di dibattito, il contributo è entrato in vigore il 4 giugno 2022. Il biglietto ordinario costa 4 euro. Il ridotto è a 3 euro per i ragazzi dai 10 ai 18 anni e per i gruppi di almeno venti persone. Esiste anche un pass annuale da 20 euro, pensato per chi torna spesso in zona.

Il contributo è richiesto tutti i giorni dell’anno, per l’intera giornata. Si paga alla biglietteria di via Garibaldi, poco prima dell’ingresso, oppure al distributore automatico. Se si entra senza ricevuta e si viene controllati, il regolamento prevede un sovrapprezzo di 10 euro.

Le esenzioni sono molte: non pagano i bambini sotto i 10 anni, i residenti, chi lavora nel borgo, i proprietari di immobili, gli ospiti delle strutture ricettive del paese e le persone con disabilità. Per le famiglie questo significa che spesso il contributo riguarda solo gli adulti o i ragazzi più grandi.

All’inizio la scelta aveva diviso l’opinione pubblica tra chi la vedeva come barriera all’accesso e chi come strumento di tutela. Oggi il modello è citato anche in una ricerca universitaria del 2026 sui sistemi di gestione degli accessi nei piccoli centri storici, come esempio di tariffazione mirata. Il rovescio della medaglia? Nonostante la maggiore notorietà turistica, il borgo non si è ripopolato: i residenti restano pochissimi.

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Cosa include il biglietto e come organizzare la visita

Il biglietto non è solo un lasciapassare. All’ingresso viene consegnata una mappa con un itinerario di 21 punti di interesse, ognuno dotato di QR code. Inquadrando il codice con lo smartphone si apre una guida digitale con testi, foto e video sulla storia del luogo.

Tra le tappe principali ci sono la chiesa di San Tommaso con le sue arche trecentesche, le “calogge” che scendono al lago, il molo storico e i vari belvedere. Il castello resta privato: lo si può ammirare solo dall’esterno, tranne in alcune giornate speciali in cui si organizzano visite guidate su prenotazione tramite Pro Loco e Infopoint di Dervio.

Quanto tempo serve? Calcolate almeno un’ora, meglio un’ora e mezza se volete fermarvi a fare foto, scendere fino al molo e risalire con calma. Le scalinate sono ovunque, quindi servono scarpe comode. Passeggini e carrozzine non sono l’ideale: il borgo è più adatto a bambini che camminano bene e che possono vivere la mappa con QR come una piccola caccia al tesoro.

Un altro punto pratico: portate acqua e magari uno snack. Nel borgo non trovate bar né ristoranti, quindi conviene organizzare pranzo o aperitivo a Dervio o in un altro paese del lago.

Da Milano si arriva in circa un’ora e mezza in auto, seguendo la SS36 verso Lecco-Colico e uscendo a Dervio, poi pochi minuti sulla SP72. In treno, si prende la linea regionale Milano-Sondrio fino a Dervio e da lì si prosegue a piedi lungo il Sentiero del Viandante per 15-20 minuti, oppure con la navetta estiva gratuita che collega la stazione al borgo. Chi ama i tempi lenti può anche arrivare in battello fino a Dervio e poi completare l’ultimo tratto a piedi.

Corenno Plinio resta un esperimento interessante: un micro borgo che si visita pagando come un museo, nel tentativo di proteggere un patrimonio fragile con poche risorse pubbliche. I 4 euro del biglietto comprano un’ora di bellezza molto concentrata e qualche domanda in più su come immaginiamo il futuro dei nostri borghi.

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