«Chi affitta gli ombrelloni è portatore di voti». È bufera a Salve sull'assessore al Commercio Silvana Simone. Le sue dichiarazioni, andate in onda durante la trasmissione "Mi manda Raitre", le sono costate le deleghe: il sindaco Francesco Villanova l'ha estromessa dalla giunta comunale. E lei annuncia le vie legali a tutela della sua immagine.
Cos'è successo
Al centro delle polemiche sono finite le parole raccolte dalla giornalista Chiara De Antoni durante un servizio andato in onda sabato 26 settembre. Tra i temi affrontati, quello del noleggio di ombrelloni e sdraio e del presunto posizionamento delle attrezzature anche in assenza di clienti. In quel frangente, a telecamere spente (secondo l'idea dell'assessora), Simone - che durante l'estate lavora in un chiosco il cui titolare gestisce anche un'attività di noleggio - si sarebbe lasciata andare a commenti registrati e mandati in onda: «Se questa storia dura da trent'anni ci sono pure dei fattori prettamente politici, non glielo dirà mai nessuno questo, perché tutti questi che affittano ombrelloni sono portatori di voti, su un paese di 4.000 abitanti dove si vince per 200-150 voti, secondo lei le amministrazioni in generale ritirano il regolamento e dicono "Ragazzi qui non si fa niente"?». Frasi che domenica hanno spinto Villanova a firmare il decreto di revoca delle deleghe. La posizione di Simone, si legge nel provvedimento, «per il suo concreto contenuto si pone in contrasto con l'indirizzo politico-amministrativo del sindaco e dell'amministrazione comunale in materia di tutela e gestione del demanio pubblico costiero». Il sindaco precisa però che la decisione «attiene esclusivamente alla valutazione del rapporto fiduciario con l'assessore e non costituisce accertamento dell'eventuale abusività delle occupazioni, riservato agli uffici e alle autorità competenti».
Pronta la replica dell'ex assessore: «A fronte di una conversazione con la giornalista durata oltre 15 minuti, nel servizio trasmesso il tempo dedicatomi non raggiunge neppure il minuto. Il che non può non avere inciso, equivocandolo, sul significato reale che volevo dare al mio intervento». Simone annuncia quindi di aver dato mandato ai legali per le azioni ritenute opportune a tutela della propria immagine e del suo operato istituzionale.
Duro l'attacco dell'opposizione. "Salve Futura" chiede che l'intera maggioranza «si assuma la responsabilità politica dell’inerzia di questi 9 anni». «Non servono capri espiatori sui quali scaricare responsabilità e colpe ma servono le scuse del sindaco e della maggioranza ai cittadini, e le loro conseguenti dimissioni». Secondo i consiglieri, una ragione dell'inerzia sarebbe contenuta proprio nel riferimento fatto da Simone ai 150-200 voti dei noleggiatori, che in un paese di circa 4mila votanti «possono fare la differenza tra vincere e perdere un'elezione».
L'opposizione sostiene inoltre di avere più volte sollevato in Consiglio il problema e richiama controlli e sequestri effettuati negli anni passati dalle forze dell'ordine. «Oggi il vicesindaco, il sindaco e tutta l'amministrazione fanno finta di non sapere nulla cercando un capro espiatorio sul quale scaricare ogni colpa». Sul tema era intervenuto durante l'estate anche il prefetto di Lecce, Natalino Domenico Manno, chiedendo al sindaco di «regolamentare con maggiore rigore l’intero settore attraverso l’adozione di specifiche e dettagliate disposizioni regolamentari», così da ristabilire l'equilibrio tra attività economiche e uso pubblico del demanio.
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