In centinaia con Francesca: “Salute mentale, fare di più”

2026/07/25

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Commercianti e cittadini al fianco di Rizzello. Tra i sostenitori la mamma di Alice Scagni

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Una ‘famiglia’ composta da centinaia di persone; mamme e papà, fratelli e sorelle che hanno scelto di entrare a fare parte dell’associazione ‘Mai più soli’, presentata giovedì a Roma dalla fondatrice Francesca Rizzello, alla presenza della deputata M5s Stefania Ascari. L’associazione è nata dopo l’attentato per accendere un faro sulla salute mentale, su impulso di Francesca, viva per miracolo dopo che nell’aprile del 2019 il fratello tentò di ucciderla accoltellandola ben 19 volte. Avevano segnalato più e più volte il disagio psichico dell’uomo ma Francesca e i suoi familiari non erano stati ascoltati. Una storia che ricorda da vicino quella di Alice Scagni, uccisa a Genova dal fratello recentemente condannato a 24 anni e 6 mesi di carcere.

A Roma, per sostenere Francesca c’erano in tanti, tra cui anche Antonella Zarri, la mamma di Alice. "Ha voluto essere con me perchè in me rivede sua figlia. Mi ha mandato un messaggio bellissimo dopo la conferenza; mi ha detto che era come se sua figlia fosse stata accanto a lei. Questo mi dà la forza di continuare a fare ciò che devo fare – sottolinea Francesca Rizzello –. A Roma c’era una atmosfera di forte unione e tutte le persone che erano lì avevano una luce diversa: si sono sentite abbandonate dallo Stato, ma giovedì si sono sentite finalmente ascoltate, non più sole. Quello che mi è successo forse mi è successo per un motivo: dovevo avere la forza di affrontare questa battaglia. Quello che dispiace è che in aula ci fossero pochissimi politici e questo nonostante l’emergenza nazionale sulla malattia mentale: il dovere della politica è garantirci sicurezza, tutelarci occupandosi di questa emergenza primaria".

Giovedì è stato depositato alla Camera un testo di riforma basato su quattro interventi d’urgenza: obbligo di intervento e filtro medico, monitoraggio continuo, strutture protette e centri diurni e scudo economico e legale. Contestualmente tantissimi commercianti modenesi, parrucchieri, bariste e baristi, ristoratori e titolari di svariate attività si sono presentati sul posto di lavoro con la maglietta dell’associazione, per dare un segnale. Tra questi, ad esempio, Nilla e Fosco parrucchieri oppure Carmen Oliva del ristorante Family Delia.

"Ho deciso di sostenere Francesca Rizzello perché credo profondamente che la salute mentale sia un tema che riguarda tutti noi. La malattia mentale non è una colpa e non deve diventare una condanna, né per chi ne soffre né per le persone che ogni giorno sono loro accanto. Dobbiamo parlare di più di prevenzione, ascolto e supporto, abbattendo lo stigma che ancora oggi circonda queste patologie. Nessuno dovrebbe sentirsi solo o giudicato nel momento in cui ha più bisogno di aiuto. Per questo sostengo il percorso di Francesca: trasformare un dolore così profondo in un impegno concreto per sensibilizzare e aiutare gli altri è un atto di grande coraggio. La consapevolezza è il primo passo per costruire una società più attenta e più umana" conclude. "Appoggio l’associazione perchè aiutare Francesca significa creare una rete che non lascia più solo nessuno" afferma Lia, cugina di Francesca.

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