In carcere i cinque della “squadretta” dei ghisa. “A verbale eventi mai accaduti” e telecamere bloccate ad arte

2026/08/07

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In carcere 5 agenti di polizia locale «A verbale eventi mai accaduti» Con telecamere bloccate ad arte Le accuse della Procura: arresto illegale, peculato e falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale Indagini dopo la denuncia dell’avvocato di un pusher. Il gip: «Spregio di ogni regola deontologica»

In carcere 5 agenti di polizia locale «A verbale eventi mai accaduti» Con telecamere bloccate ad arte Le accuse della Procura: arresto illegale, peculato e falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale Indagini dopo la denuncia dell’avvocato di un pusher. Il gip: «Spregio di ogni regola deontologica»

Milano, 7 agosto 2026 –   Azionitutt’altro che episodiche ed estemporanee”, piuttosto “frutto di una chiara e meticolosa organizzazione”, scrive il gip Elio Sparacino nell’ordinanza che dispone il carcere per cinque dipendenti della polizia locale accusati di arresto illegale, peculato e falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale.

“Facendo spregio delle più basilari regole di deontologia e correttezza professionale – si legge nel provvedimento – hanno confezionato una serie di atti falsi”. Mettendo nero su bianco “eventi in realtà mai accaduti”.

Ed è grazie all’avvocato difensore di un pusher arrestato lo scorso 16 luglio che è venuto a galla il “modus operandi del gruppo”, smascherato dalle indagini della stessa polizia locale con il coordinamento del pm Giovanni Tarzia.

Tutte le accuse ai 5 agenti

Per l’accusa, i cinque agivano come “una squadretta” e avrebbero “confezionato” l’arresto illegale. Su altri due arresti sono in corso accertamenti. Intanto, ieri all’alba, il Reparto Radiomobile dello stesso Corpo ha eseguito l’ordinanza accompagnando a San Vittore gli agenti Mattia Rignanese, di 28 anni, Denni Dileo, 27enne, Vincenzo Compagnone, 54enne, già imputato in un altro procedimento per il pestaggio della transgender Bruna risalente al 24 maggio 2023. Arrestati pure Rosario Piscopo, di 35 anni, e la commissaria Ilenja Sabato di 43 anni.

Secondo la ricostruzione dell’accusa, lo scorso 16 luglio lo spacciatore sarebbe stato attirato a Corsico (quindi fuori dal territorio di competenza dei cinque indagati), nel parcheggio di viale della Liberazione 30, da una finta acquirente, d’accordo con gli agenti. Una donna con problemi di tossicodipendenza che peraltro era alla guida di un’auto civetta della polizia Locale pur non avendone titolo. Sono le 16.37 quando la telecamera in strada immortala l’auto che arriva, mentre il pusher è già in attesa. Verosimilmente avviene poi la cessione: 500 grammi di hashish per 1.450 euro (ancora da capire da dove provenissero). Lo spacciatore torna verso la sua auto, una Opel Corsa, quando viene arrestato dai ghisa (sono le 16.57). Le immagini degli occhi elettronici “confermano in maniera granitica le dichiarazioni poi rese dal fermato al pubblico ministero”.

Alle 17.14, sia l’auto del pusher (guidata da uno degli agenti) e sia le macchine dei ghisa, senza livree d’istituto, raggiungono l’area di servizio di via Lodovico il Moro 201 a Milano. Poi si attende una pattuglia della polizia locale che trasporta il pusher all’ufficio di via Custodi. Prima che l’unità cinofila arrivi, uno dei cinque preleva uno zaino nero dalla Opel Corsa e lo posiziona all’interno di una delle altre auto. Zaino che verrà poi spostato in una delle altre macchine. Verosimilmente, all’interno c’è il denaro oggetto della cessione, “trattenuto dagli indagati”. I 1.450 euro di cui non c’è traccia nel verbale d’arresto, in cui si racconta una storia tutta diversa. Nel verbale d’arresto è stato scritto che il soggetto, sorpreso durante un controllo mirato in via Lodovico il Moro “si dava alla fuga”, che bloccato “opponeva una decisa resistenza fisica” e che ne scaturiva “una colluttazione” con uno dei ghisa. Nel verbale, non c’è traccia delle banconote.

Le telecamere stranamente non connesse

Né ci sono immagini utili rilevate da telecamere, perché “la telecamera dell’impianto di videosorveglianza del Comune installata su un palo della luce sito tra via Ludovico il Moro e via Santi Ferdinando di tipo brandeggiante, che dunque avrebbe dovuto inquadrare perfettamente la zona del distributore di carburante dove si sarebbero svolte, secondo quanto sostenuto dagli indagati, le operazioni di arresto, risultava inspiegabilmente bloccata”. Attiva “solo in rare occasioni e sempre in direzione della periferia”. Solo “alle 17.51, a distanza di 51 minuti dall’arresto dell’uomo, la telecamera riprende inspiegabilmente il suo corretto funzionamento”.

Il comandante Gianluca Mirabelli

Per il gip, gli agenti e l’ufficiale hanno commesso “reati di estrema gravità, se solo si pensa che in base ai soli atti falsi sottoscritti dalla Sabato e dai suoi uomini un soggetto è stato privato della libertà personale per un non breve periodo di tempo, e altri sono stati arrestati sulla base di atti artatamente confezionati dagli indagati”. Il comandante della polizia locale Gianluca Mirabelli prende le distanze e difende il Corpo: “Dalla segnalazione ricevuta – commenta – sono bastati quindici giorni per ricostruire, con la guida dell’Autorità Giudiziaria, una vicenda indubbiamente dolorosa, ma che dimostra quanto il Corpo sappia reagire e sia refrattario a condotte per le quali non esistono giustificazioni. Non saranno certo cinque singoli individui a compromettere l’onorabilità di oltre 3.300 donne e uomini che ogni giorno svolgono il proprio dovere con dignità, rigore e profondo senso delle istituzioni”.

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