Ilva Taranto, l’associazione dei genitori torna in piazza il 17 ottobre: “I rischi non sono finiti”

2026/10/05

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ROMA – Stanno vincendo tutte le battaglie in tribunale, l’ultima proprio stamattina con la Corte d’appello di Milano che ha rigettato i ricorsi dell’azienda contro la sospensione dell’attività, ma le preoccupazioni non finiscono. La nuova paura, ora, è che il nuovo corso, presentato all’insegna della decarbonizzazione, comporti pesanti rischi ambientali a Taranto. Per questo i genitori tarantini sono pronti a una nuova battaglia: “La storia dell’acciaio a Taranto appartiene ormai al passato. Il futuro del territorio jonico dovrà svilupparsi su direttive ben definite: infrastrutture, turismo e lavori sostenibili”. Lo dice alla Dire Massimo Castellana, portavoce dell’associazione ‘Genitori tarantini’, la prima ad avviare la battaglia legale che ha portato alla sospensione dell’aria a caldo dell’ex Ilva. Il 17 ottobre i cittadini tarantini torneranno in piazza con la manifestazione ‘Taranto torna a vivere‘. Sui manifesti una mano che strappa via le ciminiere dalla città e la scritta “Via i veleni da Taranto“.

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“Il porto, uno dei più grandi d’Italia al centro del Mediterraneo, è attualmente sfruttato al minimo anche a causa della concessione di quattro dei cinque sporgenti all’industria pesante. Liberandolo da tale schiavitù- spiega Castellana- i posti di lavoro si moltiplicherebbero (come è già successo a Genova, dopo la chiusura dell’area a caldo). Il retroporto, già area ex Ilva, è necessario per eventuali collegamenti diretti tra il porto e l’aeroporto Taranto-Grottaglie, dovrebbe essere aperto anche ai voli civili. Questo permetterebbe la creazione di altri posti di lavoro”.
Infine, conclude Castellana, “per quanto riguarda il turismo, sappiamo bene quali numeri può muovere. Senza dimenticare mitilicoltori, pescatori, agricoltori e allevatori che più di altri hanno sofferto l’egemonia dell’altamente inquinante acciaieria”.

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