Il Vaticano sta pensando di introdurre un nuovo peccato? Ecco qual è

2026/09/05

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Davvero il Vaticano vuole introdurre un nuovo peccato per chi inquina e distrugge l'ambiente?

La risposta è sì, anche se al momento la questione è ancora allo studio. Nello specifico si tratterebbe del "peccato contro il Creato e contro il Creatore".

Il primo a parlarne fu Papa Francesco nel 2019, quando disse che il Vaticano stava pensando di inserire il peccato ecologico nel Catechismo della Chiesa Cattolica.

Nei giorni scorsi la Commissione Teologica Internazionale ha pubblicato il documento "Prendersi cura della nostra Casa Comune", chiarendo il legame tra la distruzione dell'ambiente e la religione.

Distruggere l'ambiente è visto come un atto non solo contro il Creato, ma contro il Creatore, quindi Dio.

Il Vaticano parla di "peccato contro il Creato e contro il Creatore"

Nel documento pubblicato il 2 settembre si tenta di dare un nome preciso alla responsabilità per la distruzione dell'Ambiente.

“Il deterioramento dell’ambiente è allarmante, occorre un'azione urgente per la sostenibilità del pianeta. Ascoltare il grido della Terra e dei poveri". 

Scrive la Commissione.

L’attuale momento storico, rileva ancora il documento, “richiede a tutti, a partire da coloro che sono responsabili della vita pubblica, un’azione urgente a favore della sostenibilità del pianeta e dell’abitabilità della Casa comune. Non è solo un’esigenza etica, ma anche teologica”.

Il testo, elaborato tra il 2022 e il 2025, è stato portato all'attenzione di Papa Leone XIV. Nessun nuovo peccato è stato ancora introdotto ne c'è stata una modifica della Catechesi.

Chi potrebbe commettere il nuovo peccato contro l’ambiente

Ma chi rischierebbe di incorrere nel nuovo peccato della Chiesa?

Non tutti coloro che inquinano, in senso generico, commetterebbero automaticamente questo peccato.

La Commissione parla di azioni e omissioni, e soprattutto di responsabilità morale. Il documento afferma che il problema riguarda anche chi, avendo la possibilità di agire, non lo fa.

Perciò, in concreto, la categoria potrebbe comprendere chi, ad esempio, provoca deliberatamente danni ambientali gravi come ad esempio imprese che adottano consapevolmente comportamenti dannosi.

Oppure politici e amministratori che pur avendo il potere di intervenire non lo fanno. E infine anche chi provoca danni che ricadono sui più poveri e sulle generazioni future. 

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