Un dubbio amletico tormenta gli automobilisti: ma il ricircolo dell'aria condizionata va lasciato attivo o no? Il tasto in questione, presenta su tutte le auto in commercio, serve a chiudere i condotti d'aspirazione esterni: invece di immettere aria da fuori, l'impianto riprende, raffredda (o riscalda) e ri-circola sempre la stessa aria già presente nell'abitacolo.
E dunque è meglio tenerlo acceso o no? La risposta è che dipende dalle situazioni. In genere è utile usarlo quando serve, ma non è consigliabile tenerlo attivo inutilmente per periodi molto prolungati.
Quando usarlo
- Raffreddamento rapido d'estate. Quando in auto le temperature sono elevate, accendere il ricircolo può essere una buona idea. Raffreddare aria che è già parzialmente rinfrescata richiede molta meno energia al compressore, permettendo di abbassare la temperatura velocemente e dunque di risparmiare un po' di carburante (certo, si parla di inezie).
- Traffico intenso, gallerie e smog. In una galleria o in una zona con brutti odori, attivarlo riduce l'ingresso nell'abitacolo di gas di scarico, odori e parte degli inquinanti provenienti dall'esterno.
- Polline e allergie. Il ricircolo può essere utile anche su strade sterrate o in aperta campagna per evitare che polvere e pollini entrino direttamente dalle bocchette.
Un corretto utilizzo del ricircolo può essere quello di attivarlo all'inizio del viaggio d'estate per raffreddare prima l'abitacolo, disattivandolo nel caso di viaggi più lunghi.
Quando non usarlo
- D'inverno e quando piove. È l'errore più comune. Il nostro respiro produce umidità. Se il ricircolo è attivo quando fa freddo o piove, l'umidità resta intrappolata all'interno e si condensa all'istante sui vetri, appannandoli completamente nel giro di pochi secondi.
- Viaggi lunghi. Lasciarlo attivo per ore può far aumentare la concentrazione di anidride carbonica e rendere l'aria più viziata, soprattutto se nell'abitacolo viaggiano più persone. Il risultato può essere una maggiore sensazione di sonnolenza e malessere.
Molte auto moderne con climatizzatore automatico disattivano il ricircolo da sole dopo un certo numero di minuti proprio per evitare un eccessivo accumulo di anidride carbonica e il conseguente peggioramento della qualità dell'aria nell'abitacolo.
L'impatto sui consumi
Veniamo al capitolo consumi. In questo caso, dipende tutto dalla stagione. Se è vero che nella stagione estiva l'attivazione del ricircolo può aumentare l'efficienza dell'auto, in inverno le cose cambiano.
Vediamo perché. Quando fuori ci sono 35 °C, l'impianto deve raffreddare continuamente aria molto calda proveniente dall'esterno. Con il ricircolo, invece, utilizza aria dell'abitacolo che è già stata parzialmente raffreddata e può quindi raggiungere più rapidamente la temperatura desiderata, riducendo il lavoro richiesto al sistema di climatizzazione.
Tenere il ricircolo acceso d'inverno può essere invece controproducente. Il respiro dei passeggeri aumenta l'umidità nell'abitacolo e può favorire l'appannamento dei vetri. Per eliminarlo rapidamente è spesso utile disattivare il ricircolo e utilizzare aria esterna, ventilazione e, se necessario, il climatizzatore, che aiuta a deumidificare l'aria.
Nelle auto moderne con climatizzatore automatico, inoltre, la funzione di disappannamento può intervenire automaticamente: il sistema seleziona l'aria esterna, attiva il climatizzatore e aumenta la ventilazione per eliminare rapidamente l'umidità dal parabrezza.
>> Home