Il Senato approva la legge elettorale, la maggioranza si prepara alla battaglia di Montecitorio

2026/09/15

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L'aula del Senato ha approvato questa mattina - 15 settembre 2026- in seconda lettura la riforma della legge elettorale con 113 sì, 71 no e 2 astenuti. Il provvedimento adesso passa alla Camera per l'approvazione definitiva, la terza dopo quella di oggi e quella del 14 luglio scorso. 

La terza lettura a Montecitorio è stata resa necessaria a seguito delle modifiche apportate da Palazzo Madama al testo licenziato da Montecitorio. Modifiche sostanziali che riguardano le modalità con cui verranno scelti i futuri rappresentanti del Parlamento. 

L'attuale testo, salvo eventuali nuove modifiche, contiene le regole con cui voteremo alle prossime elezioni politiche in programma nell'autunno del 2027. Lo Stabilicum sostituirà l'attuale legge elettorale, nota come Rosatellum.

Il Senato approva lo Stabilicum, adesso la parola passa alla Camera

L'approvazione della nuova legge elettorale da parte dell'aula di Palazzo Madama non è stata indolore né per la maggioranza, dove nelle ultime settimane si è arrivati faticosamente ad un accordo da molti mal digerito; né per l'opposizione che ha provato a mettere in difficoltà la compagine meloniana arrivando molto vicina a raggiungere l'obiettivo.

La maggioranza - anche grazie al voto palese - ha scongiurato sorprese dell'ultimo minuto. L'opposizione per quanto compatta ha dovuto arrendersi davanti ai numeri non rinunciando, tuttavia, a esporre in aula dei cartelli con la scritta 'no alla legge truffa'.

La nuova formulazione della legge elettorale adesso dovrà essere approvata anche alla Camera, dove però è previsto il voto segreto e dove si riproporrà nuovamente il problema dei franchi tiratori, gli stessi che nel corso del primo via libera di Montecitorio affossarono l'emendamento che reintroduceva le preferenze.

L'arrivo a Montecitorio è calendarizzato per il prossimo 28 settembre: l'obiettivo di Palazzo Chigi è l'approvazione definitiva entro l'autunno.

Come voteremo alle Politiche 2027? Tornano le preferenze

Il passaggio al Senato ha prodotto importanti modifiche al disegno di legge della maggioranza. La modifica più importante riguarda la reintroduzione delle preferenze con un emendamento che - a differenza di quanto accaduto precedentemente alla Camera - è stato approvato da tutta la maggioranza. 

Lo Stabilicum prevede la presenza di capilista bloccati seguiti da sei nomi con la possibilità di esprimere le preferenze a partire dal secondo nome in lista.

L'elettore potrà optare per tre nominativi. L’alternanza uomo-donna interviene dal secondo nome presente in lista, mentre andrà rispettata la quota 60-40 nel listone riguardante gli eletti con il premio di maggioranza.

Un compromesso tra Fratelli d'Italia che avrebbe preferito un sistema con preferenze pure e gli alleati di Forza Italia e Lega che hanno voluto la presenza dei capilista decisi dalle segreterie. 

L'indicazione del leader e il premio di maggioranza: cosa cambia

Il nuovo sistema di voto è proporzionale puro, ma prevede un premio di maggioranza per la coalizione che raggiunge il 42% dei consensi in entrambe le Camere, che si traduce in 70 deputati e 35 senatori, con un tetto massimo però di 220 deputati e 113 senatori.

Al momento della presentazione di simbolo e programma i partiti devono indicare il candidato presidente del Consiglio che proporranno per la nomina al Presidente della Repubblica.
Prevista la soglia di sbarramento del 3 per cento per entrare in Parlamento.

Per presentare la liste dovranno essere raccolte 6mila firme per ogni collegio plurinominale, con una deroga per i partiti che abbiano un Gruppo in almeno in una delle due Camere all’inizio della legislatura o comunque il 31 dicembre 2025.

Vengono ridotte le circoscrizioni per l'elezione dei rappresentanti degli italiani all'estero, prevedendone due per i deputati e una i senatori. Infine viene disciplinato il voto degli elettori "fuori sede".

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