Il ritorno di Mancini in Nazionale (dopo le scuse). Malagò: “Mi assumo la responsabilità”. Claudio Ranieri direttore tecnico

2026/07/28

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Con il Mancio anche Lele Oriali in panchina, un ruolo a Gianfranco Zola. Il presidente della Figc: “Il tempo stringeva, per me è la scelta giusta”. Scartate le ipotesi di Antonio Conte (troppo caro, ma voluto dai club di Serie A) e Silvio Baldini

Giovanni Malagò e Roberto Mancini (Ansa)

Giovanni Malagò e Roberto Mancini (Ansa)

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Sull’asse Roma-Saint-Tropez-Soverato comincia una nuova era azzurra, dopo giornate infarcite di figurine e figuracce in cui è successo di tutto, fra ambiziosi slogan, indigeste insalate russe, dimissioni e polemiche varie. Azzerata la Triade Maldini-Leonardo-Pirlo, si punta su nomi neppure inediti. Serviva una decisione rapida e di garanzia.

Giovanni Malagò e Roberto Mancini

Giovanni Malagò e Roberto Mancini

Così dopo ventiquattro ore trascorse al telefono per rimediare al patatrac del weekend lungo, Giovanni Malagò ha scelto quello che di fatto era il candidato unico, già contattato ancor prima che fosse eletto presidente federale: Roberto Mancini (richiamato dalla breve vacanza in Francia) sarà il prossimo ct dell’Italia. Niente rivoluzione, si va sull’usato sicuro per la restaurazione Nazionale.

Il ritorno di Mancini in Nazionale (dopo le scuse). Malagò: “Mi assumo la responsabilità”. Claudio Ranieri direttore tecnico

“Il tempo stringeva e ho ritenuto che la persona giusta dovesse essere Mancini. È una scelta di cui mi assumo tutte le responsabilità”, chiarisce il numero uno del calcio italiano. Aggiungendo: “Il suo passato (addio a sorpresa nell’estate del 2023 dopo l’offerta milionaria dell’Arabia, ndr) è stato tenuto in considerazione su questa scelta. Le scuse che Roberto ha fatto sono molto importanti, poi parlerà lui in conferenza stampa (mercoledì 29 luglio alle 18)”.

Il suo passato è stato tenuto in considerazione, le scuse che Roberto ha fatto sono molto importanti

Accanto al tecnico marchigiano (che verrà affiancato in panchina da Lele Oriali), come ciliegiona sulla torta, arriverà il saggio Claudio Ranieri (si stava rilassando sulle coste ioniche della Calabria) direttore tecnico al posto di Paolo Maldini e del suo vice Leonardo, il cui mandato è durato appena sedici giorni. Dunque, un nuovo profilo anche per il Club Italia: cambiano gli interpreti ma non l’idea. “Mi serviva una persona con cui condividere la scelta del ct, perché laddove non ci fosse stata - precisa Malagò - il mio ragionamento lasciava il tempo che trovava. Perciò volevo un direttore tecnico e presidente del club Italia”. Tutto ciò in attesa di “una terza figura con il ruolo che aveva Gigi Riva, a cui vorrei affidare anche il coordinamento delle nazionali giovanili accanto a Maurizio Viscidi”. L’identikit sembra essere quello di Gianfranco Zola.

Claudio Ranieri

Claudio Ranieri

Il Mancio, dunque, dopo il no di Guardiola e la bocciatura di Pirlo. Non Antonio Conte, troppo caro (in mattinata si era “sfilato“ anche l’amico Giorgio Chiellini che Malagò però mai avrebbe preso per rispetto verso il club di serie A che lo aveva appoggiato). E neppure la “promozione“ di Silvio Baldini. “Il calcio italiano è pieno di lestofanti”, disse l’attuale ct dell’under 21 insediandosi ad interim sulla panchina della Nazionale. Si capisce perché mai sia apparso nel totoct. Si è preferito il Mancini-bis, che ripartirà dal 4-3-3 e da un paio di allenamenti prima della Nations League: trentasette partite d’imbattibilità, il titolo europeo del 2021 e la beffa macedone che costò agli azzurri il Mondiale in Qatar. Più l’epilogo ben noto, la fuga in Arabia quando regnava Gabriele Gravina, e i 25 milioni di petrodollari nascosti fra i tagli pretestuosi dello staff del ct.

Simonelli: Mancini non era il nostro candidato ma ora lo sosteniamo

Per andare avanti si torna indietro, dunque, e non tutti erano d’accordo come ammette a nome dei club Ezio Simonelli, presidente della Lega Calcio collegato da remoto: “Mancini non era il nostro candidato ma ora lo sosteniamo”. Davanti ai cronisti Malagò ha affrontato anche la questione Pirlo, “stoppato“ per le sue relazioni “inopportune“ con le scommesse russe. “Con lui si era trovato un accordo – commenta Malagò -, la scelta era stata condivisa con Maldini e Leonardo, poi l’evoluzione ha portato il sottoscritto a non approvare più questa candidatura. È una valutazione di opportunità e mi assumo la responsabilità di aver fermato l’iter della scelta di Pirlo. Né io né, sembra, il dt sapevamo del contratto russo”. Poi una precisazione su Maldini. “C’è stata una separazione senza polemiche, lui e Leonardo sono stati dei signori, schietti e onesti”.

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