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- Il rischio di un nuovo choc petrolifero: lo stretto di Bab el-Mandeb nel Mar Rosso e l'incubo del greggio senza via d'uscita
Gli Houthi hanno colpito due petroliere saudite nello stretto che collega l’Oceano Indiano al mar Rosso dopo il blocco navale dichiarato contro l’Arabia. Il blocco di questo passaggio, in contemporanea con la chiusura di Hormuz, causerebbe uno choc petrolifero di dimensioni drammatiche. Il prezzo del greggio è già alle stelle

Una vista panoramica del Mar Rosso. Immagine diffusa dalla Nasa (Ansa)

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Roma, 23 luglio 2026 – La minaccia della chiusura di un altro passaggio marittimo lungo pochi chilometri sta facendo tremare, ancora di più, l’intera economia mondiale. In nottata, i ribelli Houthi filo-iraniani hanno colpito due petroliere saudite che cercavano di violare il blocco navale dichiarato contro l'Arabia Saudita attraversando lo stretto di Bab al-Mandeb. Parliamo di un varco nevralgico che conduce al Mar Rosso: prima della guerra rappresentava circa il 12% dei flussi mondiali di petrolio via mare.
Gli Houthi minacciano così di paralizzare un altro punto critico per le forniture mondiali di greggio, in aggiunta al blocco dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran. Poche ore dopo il raid contro le due navi, il prezzo del petrolio è schizzato all’insù: i future sul Brent sono balzati di oltre il 6%, superando i 100 dollari al barile, il livello più alto degli ultimi due mesi. Il Wti viaggia a quota 91,17 dollari (+5%).

Un soldato Houthi manovra una mitragliatrice accanto a un cartellone che raffigura una nave sotto attacco nel Mar Rosso (Ansa)
Perché Bab el-Mandeb è un passaggio cruciale
Lo stretto di Bab el-Mandeb collega il Mar Rosso con il Golfo di Aden, e quindi con l'Oceano Indiano. Lungo circa 50 chilometri e largo 26 chilometri nel punto più stretto, è uno dei colli di bottiglia del traffico marittimo più delicati al mondo. Bab el-Mandeb rappresenta anche un'importante via di transito per le merci tra il continente asiatico, l'Europa e il Mediterraneo. Lo Stretto funge da ingresso meridionale al Canale di Suez: tutte le navi che si spostano tra l'Asia e l'Europa attraverso il Mar Rosso sono destinate a passare per Bab el-Mandeb prima di immettersi nel Canale.
Già prima delle nuove minacce al traffico marittimo nel Mar Rosso, il blocco quasi totale dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran ha alimentato l'inflazione a livello globale. Sono tornati ad aumentare i prezzi del greggio e i consumatori di tutto il mondo devono di nuovo fare i conti con i prezzi del carburante alle stelle. Con la chiusura di fatto di di Hormuz, dove prima della guerra passava il 20% delle spedizioni mondiali di petrolio, un eventuale blocco in contemporanea anche della rotta legata allo stretto di Bab el-Mandeb causerebbe uno dei peggiori choc di approvvigionamento degli ultimi decenni.

La nave Magic Seas attaccata dagli Houthi nel Mar Rosso nel 2025 (Ansa)
Il blocco navale degli Houthi
I militanti Houthi, con base nello Yemen e che controllano delle aree vicine a Bab el-Mandeb hanno annunciato lunedì l'imposizione di un blocco navale contro l'Arabia Saudita. Gli effetti sono stati immediati. Ieri cinque petroliere hanno cambiato rotta nel Mar Rosso per evitare lo stretto di Bab el-Mandeb, mentre tre petroliere cariche di greggio saudita dirette in Cina e India avevano invertito la rotta il giorno prima. Secondo funzionari statunitensi, il blocco navale contro l'Arabia Saudita dichiarato dagli Houthi potrebbe ampliare notevolmente il conflitto e mettere ulteriormente sotto pressione le forze armate degli Stati Uniti.
Trump ha minacciato ieri di distruggere un ponte o una centrale elettrica iraniana ogni volta che Teheran avesse attaccato una nave nello Stretto di Hormuz. Il comando militare congiunto iraniano ha invece avvertito che, qualora la minaccia di Trump contro le infrastrutture fosse attuata, le forze iraniane prenderebbero di mira infrastrutture petrolifere, del gas, elettriche ed economiche della regione, impedendo l'esportazione di "anche una sola goccia di petrolio", secondo quanto riferito dai media statali dell’Iran.
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