
Giuliano Della Casa con Beppe Zagaglia, Massimo Bottura ed Ennio Cottafavi

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Zagaglia
Giuliano Della Casa ci ha lasciato. Il mio cuore piange. Eravamo amici, molto amici, ma era anche amico del mondo e tutti gli volevano bene. Lo andavo a trovare quasi tutti i giorni nel suo studio. Si stava lì a far niente, a parlare di cose inutili ma anche di arte, del suo lavoro, delle mostre del futuro, ma soprattutto del passato. Aveva viaggiato il mondo quando era giovane, poi come artista e fatto mostre dappertutto, era stato per mesi a Los Angeles dal suo amico poeta Paul Vangelisti e aveva vissuto il suo mondo poetico e artistico. Mi parlava di posti lontani, di gallerie famose, di mostre importanti e anche di piccole cose. Qualche volta andavo a cena con lui o anche a casa sua, come quando abbiamo fatto il video sulla cucina modenese. Era molto bravo a cucinare e noi amici apprezzavamo molto la sua passione. Anche queste sono piccole cose, ma sono la vita, di tutti i giorni, fatta di niente, di tutto e anche di sogni. Aveva fatto una mostra importante da Mazzoli, nella galleria, una mostra di ceramiche, di vasi molto belli e gli avevo fatto una serie di fotografie. Gli avevo anche ordinato un vaso, tutto mio, speciale, un suo ricordo. Ero appena stato a cena con lui, sua figlia Virginia e sua moglie, era contento perché partiva per le vacanze. Sto scrivendo delle piccole cose, ma scusatemi, sono sconvolto. Ho la testa vuota e allo stesso tempo piena di dolore perché Giuliano da un po’ di tempo era una parte di me. Piena di pensieri e di dispiaceri, di sogni che avevamo fatto assieme. Mi parlava ancora dei progetti con Paul Vangelisti, stavamo lì davanti a un bicchiere di vino ad essere amici nella penombra del suo studio che era magico, pieno di quadri, di vasi, di colori, pennelli, torno a dire, di sogni. Mi affascinava con i suoi racconti di mondi lontani che aveva visitato, di posti dove aveva esposto le sue opere, della gente, delle persone importanti che aveva conosciuto, che conosceva e io ascoltavo, come quando parlava in pubblico e affascinava la gente. Quello era il suo mondo, il mondo degli amici e io assieme a tutti piango, perché Giuliano mi mancherà, perché non avrò più l’amico con cui confidarmi, con cui parlare e soprattutto per quel grande buco vuoto che ha lasciato nei nostri sogni.
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