Il prezzo del successo, turismo a gonfie vele grazie al precariato: sul Lario solo 2 lavoratori su 10 sono stabilizzati

2026/09/27

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Stipendi bassi, straordinari non pagati e contratti stagionali di pochi mesi. Sono più 35mila coloro che lavorano nel settore della ricettività e dell’ospitalità su entrambe le sponde del lago di Como

L’assalto dei turisti fra tavoli di bar e ristoranti nelle vie del centro di Lecco

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Lecco, 27 settembre 2026 –  Lavoro grigio un po’ in regola e un po’ in nero, stipendi bassi, straordinari non pagati, contratti stagionali di pochi mesi, precariato diffuso.

Più 35mila lavorano nel settore del turismo

È l’altra faccia della medaglia del turismo sul lago di Como. Una medaglia che splende molto meno di quella del sold out, dell’invasione di stranieri, degli investimenti esteri sempre crescenti, degli stand alle fiere.

Camerieri in sala, cuochi, lavapiatti, baristi, receptionist, governati ai piani, facchini, spiaggini dei lidi...: sono più 35mila coloro che lavorano nel settore della ricettività e dell’ospitalità su entrambe le sponde del lago di Como: 10mila e oltre su quel ramo che volge a mezzogiorno, quasi 25mila in provincia di Como. Sono il 10% di tutti i lavoratori dell’area lariana. Solo 2 su 10 possono vantare però un lavoro stabile, a tempo pieno e indeterminato.

Il lago ’divorato’ dai turisti

Como e Lecco sono ormai mete internazionali

Il precariato? Una regola

Gli altri sono precari: assunzioni a termine, contratti a chiamata, inquadramenti bassi e inferiori rispetto alle mansioni svolte, forfettari per ore e ore di straordinari di 30 euro al mese, mancanza di priorità di reclutamento per le stagioni successive. E poi le paghe estremamente basse, una media di nemmeno 13mila euro lordi all’anno.

“Il lavoro nel turismo non è un lavoretto – sottolinea Fabrizio Cavalli, segretario generale della Filcams della Cgil di Lecco, il sindacato dei lavoratori del turismo e del terziario, al termine dell’estate 2026 della campagna “Non c’è turismo senza di noi”, proprio per denunciare precarietà, irregolarità ed emergenza abitativa con gli addetti ai lavori -. Chi accoglie i turisti nei bar, nei ristoranti e negli hotel offre la prima immagine del nostro territorio. Per un servizio di qualità serve però un lavoro di qualità: contratti regolari, paghe dignitose e valorizzazione delle competenze. Non si può più andare avanti così, anche perché nel turismo non esiste IA”.

Vertenze e illeciti

Lo confermano sia il numero delle vertenze, sia gli illeciti scoperti dagli ispettori del lavoro. Solo che la paura di uscire allo scoperto è tanta mentre la convenienza per i risarcimenti irrisori e i tempi della giustizia poca, specie tra i più giovani.

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