Un ponte crollato, dichiarato inagibile e danneggiato da anni continua a essere attraversato ogni giorno da automobilisti e mezzi agricoli. Succede vicino a Larissa, in Grecia, dove una scorciatoia molto rischiosa è diventata una consuetudine per evitare lunghi giri alternativi
20 luglio 2026
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In Grecia, nella regione della Tessaglia, alcuni automobilisti continuano a percorrere un ponte gravemente danneggiato che appare parzialmente collassato e immerso nell’acqua. La struttura, il ponte di Palaiopyrgos nei pressi di Larissa, è inutilizzabile ufficialmente dal 2023, ma nonostante i rischi evidenti viene ancora utilizzata quotidianamente da chi vuole evitare una lunga deviazione. Le immagini diffuse online mostrano vetture e trattori affrontare lentamente il tratto deformato della carreggiata, come se si trattasse di un normale ostacolo stradale. Una situazione sorprendente che ha attirato l’attenzione internazionale e riaperto il dibattito sulla sicurezza delle infrastrutture danneggiate dagli eventi climatici estremi.
Il ponte distrutto dalla tempesta Daniel è ancora una strada per molti automobilisti
La storia del ponte di Palaiopyrgos nasce nel settembre 2023, quando la violenta tempesta Daniel colpì duramente la Grecia centrale provocando alluvioni devastanti, danni alle abitazioni, alle campagne e a numerose infrastrutture. Tra queste anche il collegamento sul fiume che garantiva una via diretta tra alcune comunità della zona. Il problema è che, a distanza di quasi tre anni, la situazione non è cambiata abbastanza. Il ponte presenta danni strutturali importanti e resta considerato pericoloso, ma molti residenti continuano a utilizzarlo perché l’alternativa comporta percorsi molto più lunghi, con diversi chilometri aggiuntivi da percorrere sulla viabilità principale.
Non si tratta quindi di una sfida o di un gesto di incoscienza fine a sé stesso: per alcune persone questa strada rappresenta ancora il collegamento più rapido verso le zone vicine, soprattutto per chi lavora nelle aree agricole. Tuttavia, ogni attraversamento comporta un rischio concreto, considerando che la struttura ha già ceduto in parte e potrebbe non garantire più la necessaria stabilità.
Un’immagine simbolo dei problemi delle infrastrutture dopo gli eventi estremi
Il caso greco è diventato virale perché mette in evidenza una situazione paradossale: un’infrastruttura dichiarata chiusa al traffico continua comunque a essere utilizzata. Le autorità hanno più volte richiamato l’attenzione sulla necessità di evitare il passaggio, mentre i video registrati nella zona mostrano quanto sia difficile interrompere un’abitudine nata dalla necessità quotidiana. La vicenda del ponte di Larissa rappresenta anche un esempio delle difficoltà che molte regioni stanno affrontando dopo eventi meteorologici sempre più intensi.
Alluvioni, crolli e danni alla rete stradale possono lasciare territori isolati per mesi o anni, creando situazioni in cui gli abitanti finiscono per convivere con infrastrutture non più sicure. Per ora il ponte resta una delle immagini più curiose e inquietanti arrivate dal mondo dell’auto e della mobilità: una strada sospesa tra acqua e cemento dove alcuni automobilisti sembrano sfidare la logica pur di risparmiare qualche chilometro. Una scena che ricorda quanto la manutenzione delle infrastrutture stradali sia fondamentale per la sicurezza di chi viaggia ogni giorno.
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