Per mesi Donald Trump ha affermato che la destituzione di Nicolas Maduro aveva garantito all'America il petrolio del Venezuela. E quando le compagnie energetiche Usa hanno esitato a investire con i ritmi e la portata da lui auspicati, l'amministrazione ha ideato una soluzione straordinaria per trasformare la sua visione in realtà: rendere lo stesso governo americano un investitore nell'oro nero di Caracas.
Secondo quanto rivelato dal Wall Street Journal, il maxi accordo annunciato dal tycoon venerdì sera prevede la partecipazione finanziaria diretta di Washington, tramite il Pentagono, nella nuova joint venture privata che avrà il controllo maggioritario su 65 miliardi di barili di greggio venezuelano. Trump ha sottolineato in queste ore che con il petrolio venezuelano "riempirà le Riserve Strategiche Nazionali che, a causa del sonnolento Joe Biden, sono state praticamente svuotate". Ma ha continuato a non fornire dettagli sull'accordo.
La società privata sarebbe guidata dal controverso Alejandro Betancourt, l'uomo che ha agito come intermediario negli accordi energetici e ha stretti rapporti con la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez. In passato è stato oggetto di indagini penali per presunto riciclaggio di denaro in Spagna e Svizzera, anche se non sono mai state formalizzate accuse. Negli ultimi due anni, la sua Nabep è diventata il secondo maggiore produttore petrolifero privato del Venezuela, dopo Chevron. Ed è proprio attraverso questa società che gli Stati Uniti intendono entrare nella joint-venture. Secondo fonti informate infatti, il governo americano acquisterebbe una partecipazione passiva del 35% in North American Blue Energy Partners (Nabep) e otterrebbero diritti preferenziali per acquistare il 20% della produzione della società a prezzo di costo. L'Office of Strategic Capital del Pentagono prevede di strutturare l'investimento attraverso dei penny warrant, strumenti che consentirebbero agli Usa di ottenere una partecipazione azionaria nella società senza un significativo investimento di capitale. Per gli esperti, tuttavia, questa operazione potrebbe scoraggiare proprio le compagnie petrolifere americane interessate a possibili investimenti in Venezuela.
L'idea di dover competere con una società privata sostenuta dagli Stati Uniti e dotata di una partecipazione in vaste porzioni dei giacimenti petroliferi del Paese potrebbe, infatti, scoraggiarle. Il maxi accordo sta inoltre suscitando allarme nel settore riguardo alla possibilità che un nuovo governo venezuelano possa contestarlo con successo sul piano legale e che ciò possa minare la fiducia degli investitori. Anche perché la sostanza dell'accordo è in netto contrasto con la Costituzione venezuelana del 1999, la quale stabilisce che le riserve petrolifere del paese appartengono alla Repubblica Bolivariana e non possono essere vendute.
Video Venezuela, Rodríguez: “Accordo petrolifero con Usa darà al Paese una spinta importante”
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
>> Home