TRENTO. "Oggi non presento soltanto una denuncia, oggi apro un nuovo fronte di una battaglia che combatto da quasi dieci anni: ci sono bambini che ne salvano altri con la donazione degli organi, il mio Mattia lo farà attraverso la sua testimonianza".
Sono parole decise quelle di Giovanni Battista Maestri, il padre del bambino morto dopo nove anni di stato vegetativo in seguito alla consumazione di un formaggio a latte crudo contaminato dall'escherichia coli (QUI ARTICOLO).
A poco più di due settimane dalla scomparsa del figlio, un una conferenza stampa Maestri ha voluto fornire un aggiornamento sul fascicolo aperto dalla Procura per omicidio colposo, sul tema dell'etichettatura dei prodotti al centro della questione e anche sull'episodio che lo ha visto respingere al mittente il messaggio di cordoglio da parte della Federcoop, annunciando inoltre che verrà sporta una querela in relazione alla commercializzazione "con informazioni mendaci" di un noto formaggio del territorio, il Puzzone di Moena.
LA VICENDA
Ripercorrendo la vicenda, dopo 9 anni attaccato alle macchine, alimentato artificialmente e in stato vegetativo, Mattia è morto lo scorso 2 agosto: il 4 giugno 2017, quando aveva solamente 4 anni, mangiò un formaggio a latte crudo prodotto nel caseificio di Coredo e contaminato dal batterio dell'Escherichia coli, che provocò in lui la Sindrome emolitico - uremica (Seu), la conseguenza più grave e letale (per un bambino), causata dalle "Shiga - tossine" (Stec). La famiglia, attraverso l'operato del padre Giovanni Battista, ha trasformato il terribile avvenimento in un'attività volta a sensibilizzare sul tema della sicurezza alimentare legata al consumo di formaggi a latte crudo.
Parallelamente l'iter giudiziario, arrivato nel marzo 2025 davanti alla Quarta sezione della Corte di Cassazione, che aveva confermato le condanne per lesioni gravissime nei confronti dell'allora presidente del caseificio Lorenzo Biasi e del casaro Gianluca Fornasari, ribadendo in via definitiva il nesso di causalità tra l'assunzione del formaggio e lo sviluppo della Seu, già emerso nei primi due gradi di giudizio. I risarcimenti quantificati in 600 mila euro per Mattia e 200 mila euro per ciascuno dei genitori (QUI ARTICOLO). Con la morte di Mattia che ha "trasformato" il reato da lesioni colpose ad omicidio colposo.

LE PAROLE IN CONFERENZA
Giovanni Battista Maestri in conferenza stampa ha ribadito di trovarsi impegnato in una guerra "che non ho voluto io, che mi è stata dichiarata e dalla quale non intendo sottrarmi". Una guerra, specifica Maestri, che vede coinvolti diversi attori tra cui "il sistema della Cooperazione Trentina e chi ha voluto premiare il caseificio di Coredo con un marchio d'eccellenza, fino a quella politica che non ha fatto nulla, o comunque ben poco per salvare vite umane e prevenire tragedie che coinvolgono bambini se non quando è stata messa alle strette".
Viene poi sottolineato il fatto di essere "orgoglioso" di aver respinto al mittente il messaggio di cordoglio a firma del governatore Fugatti e della Giunta Provinciale". Ad essere citati anche l'assessore provinciale alla salute Tonina e l'assessora Zanotelli che, a detta di Maestri, "dopo il caso della positività del formaggio 'Formae Val di Fiemme' (QUI ARTICOLO) hanno dichiarato che il sistema si è dimostrato responsabile".
IL TEMA DELL'ETICHETTATURA
Ad essere toccato poi il tema dell'etichettatura dei formaggi in cui "siamo ancora lontani anni luce da quello che dovrebbe essere un sistema serio, chiaro e trasparente nei confronti dei consumatori" e ad essere osservato è come siano ancora molti i cartelli informativi "inadeguati e ridicoli" che prevedono la scansione di un Qr code, mentre "solo recentemente in alcune realtà della grande distribuzione si è iniziato a vedere un adeguamento verso una comunicazione più corretta".
Maestri spiega poi come personalmente abbia effettuato lo scorso mese delle verifiche presso produttori e riveditori di prodotti a latte non pastorizzato. Il risultato? "Su 21 esercizi visitati 12 non esponevano alcuna avvertenza per il consumatore e altri tre utilizzavano cartelli illeggibili: significa che oltre il 70% dei punti non fornisce informazioni adeguate su prodotti pericolosi per la vita umana".
LA PROSSIMA DENUNCIA CONTRO UN NOTO FORMAGGIO DEL TERRITORIO
Come anticipato, Giovanni Battista Maestri ha spiegato come presenterà una denuncia che riguarderà la commercializzazione di un noto formaggio del territorio, il Puzzone di Moena, con "indicazioni mendaci". E poi la spiegazione: "Dopo i casi di contaminazione che hanno coinvolto questo prodotto, il disciplinare di produzione è stato modificato imponendo l'utilizzo di latte termizzato nell’anno 2025. Eppure il formaggio continua, in diversi casi, a essere presentato come prodotto a latte crudo, nonostante il latte sia stato sottoposto a un trattamento termico incompatibile con tale definizione".
A detta di Maestri le possibilità sono due: o che il prodotto venga "realizzato a latte crudo non rispettando il disciplinare Dop" o "con latte termizziato, ma viene commercializzato come se fosse ottenuto da latte crudo". In entrambi i casi, viene rimarcato, "emergono profili che richiedono l'intervento della Magistratura e una verifica" con le condotte oggetto di contestazione che "presentano elementi legati alla frode in commercio e alle nuove fattispecie previste dalla normativa in materia di frodi agroalimentari".
Nel corso dell'intervento, il padre di Mattia ha sottolineato come stia combattendo "contro chi pensa che il profitto possa venire prima della salute" e come dopo la morte di suo figlio abbia "il dovere di rendere onore alla sua sofferenza e alla sua morte".
I MESSAGGI DI CORDOGLIO RESPINTI E IL PUNTO SUL FASCICOLO PER OMICIDIO COLPOSO
Oltre al messaggio di cordoglio di Fugatti e della Giunta, Maestri spiega di aver respinto al mittente anche il telegramma di Renato Dalpalù, presidente della Federazione Trentina della Cooperazione, spiegando come questo sarebbe stato accettato soltanto "se avessero dimostrato che era vero e sincero" e che proprio per questo motivo aveva richiesto che "si attivassero per far togliere il marchio d'eccellenza" al Caseificio al centro della vicenda.
Poi il punto sul fascicolo aperto dalla Procura per omicidio colposo in seguito alla morte di Mattia, con Maestri che spiega come "chiederemo che venga riconosciuta l'aggravante della colpa cosciente, perché durante i precedenti processi è emerso che la tragedia era annunciata".
Infine Giovanni Battista Maestri lancia un messaggio al Governo. "La politica non vuole approvare la legge (sulle etichette, ndr)? Nessun problema, saranno le sentenze a fare legge. Ci sono bambini che, attraverso la donazione degli organi, salvano altri bambini. Il mio Mattia, insieme a tutti gli amici che gli hanno voluto bene, salverà altri bambini attraverso la sua testimonianza".
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