«Il mio ex marito violento è entrato in una setta e ha portato via i miei figli. Non li vedo da 115 giorni»: l’appello di Silvia

2026/09/17

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Anni di violenze, maltrattamenti e minacce da parte del padre dei suoi figli. È la storia che racconta Silvia Campagna, trasferita dall'Italia alla Svezia per amore, che da favola si è trasformata inaspettatamente in incubo. Come riportato da FanpageSilvia Campagna si è rivolta negli ultimi mesi ai media e alla politica per raccontare la sua battaglia in Svezia dopo aver perso l’affidamento dei due figli, di otto e quattro anni. «Ho inviato una lettera anche a Giorgia Meloni per ottenere giustizia», racconta la donna.

La vicenda

La storia di Silvia Campagna inizia diversi anni fa, quando conosce online Simon, l’uomo che sarebbe poi diventato suo marito. Dopo un periodo trascorso in Finlandia, durante il quale interrompe anche i suoi studi, i due decidono di sposarsi e si trasferiscono in un piccolo paese di 3000 abitanti in Svezia. A unirli, racconta Silvia, era stata anche la religione.

Campagna racconta di essere entrata in contatto con il laestadianesimo, un movimento religioso di matrice luterana particolarmente conservatore diffuso in alcune aree della Scandinavia. Secondo la donna, nella famiglia dell’ex marito venivano seguite regole estremamente rigide e conservatrici. «I membri della famiglia del mio ex non avevano la televisione in casa. Noi eravamo gli unici ad averla perché l’avevo chiesta per i bambini. I miei suoceri erano contrari ai tatuaggi, ad Halloween, ai vaccini alla scienza e all’evoluzionismo», ha raccontato la donna. Nonostante le profonde differenze nello stile di vita, Silvia decide di adattarsi alle convinzioni del marito, convinta che non avrebbero compromesso il loro rapporto. Dal matrimonio nascono due figli, che oggi hanno otto e quattro anni.

I primi episodi di violenza

Con il passare del tempo, però, la convivenza sarebbe diventata sempre più difficile. La donna comprende sempre di più che quella era una vera e propria setta religiosa. Campagna sostiene che i primi episodi di violenza sarebbero iniziati durante le opposizioni al marito.«Aveva degli scatti d’ira. Mi ha rotto un dito, ha lanciato il mio cagnolino contro una parete e in alcune occasioni mi lasciava da sola in luoghi isolati», ha raccontato la donna.

Campagna non denuncia immediatamente: dice di aver continuato a credere nel matrimonio e di aver sperato che la nascita dei figli potesse riportare equilibrio nella coppia. 

La denuncia dopo le violenze sessuali

Tutto cambia dopo alcuni episodi di violenza sessuale. Silvia racconta di aver inizialmente proposto al marito una terapia di coppia, nella speranza di salvare la relazione, ma l’uomo si sarebbe opposto. Da quel momento Campagna avrebbe iniziato a rifiutare i rapporti sessuali con il marito. «Un paio di volte mi ha forzata. All’inizio non avevo neanche capito che quello che era successo fosse uno stupro. Me ne sono resa conto soltanto quando mi sono rivolta a un centro antiviolenza». È dopo il confronto con gli operatori del centro che Silvia sostiene di aver trovato il coraggio di rivolgersi alle autorità. «Da quel momento ho iniziato a denunciare».

L'indagine in corso 

Silvia Campagna ha presentato tre denunce durante il matrimonio alle autorità locali tra il 2025 e il 2026, dai maltrattamenti all'aggressione sessuale. I precedenti reati che la donna aveva denunciato sono caduti in prescrizione. Sono attualmente in corso le indagini delle forze dell'ordine affiancate da quelle dei servizi sociali per stabilire a chi andranno i figli. Attualmente i bambini vivono con il padre e il nonno paterno.


Ultimo aggiornamento: giovedì 17 settembre 2026, 17:39

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